giovedì 28 settembre 2017

24/09/2012 - Il nostro quinquennale

Arrivati ai cinque anni di vita matrimoniale, le coppie sposate celebrano le Nozze di Legno: il rapporto creatosi tra due sposi nell'arco di un quinquennio è sicuramente un legame più consolidato e sicuro, che entrambi sentiranno l'esigenza di festeggiare in ottemperanza alle usanze previste per l'occasione.

Cosa significano
La ricorrenza in questione è stata, non a caso, ribattezzata col nome di Nozze di Legno: il legno è, infatti, un materiale resistente e duraturo, che ben simboleggia perciò il passaggio dall'essere considerati una coppia "fresca" di matrimonio al costituire una coppia di coniugi veri e propri. La stabilità e la forza acquisite nel corso di cinque anni sono a tutti gli effetti delle conquiste straordinarie: come poter mai sottrarsi al festeggiarle?
(Fonte)

Ciao a tutti, non sono -ancora- completamente impazzita ma anche stavolta il mio essere originale ha prevalso sul buonsenso. Io mi sento davvero come all'interno di un matrimonio nei confronti di codesto blog. Alterno fasi di amore, sopportazione, pentimento ed incitamento. Sono la signora Pina che dice al marito che "lo stima moltissimo"... anzi no, (e qui svelo finalmente la mia vulnerabilità alias anch'io di tanto in tanto guardo qualche serie tv ma a differenza vostra non perdo la vita dietro Netflix e balle varie ad attendere i nuovi episodi. Quanto scrivi quando ti ci metti eh?)... io e il mio blog siamo Carrie e Big. Ci prendiamo, ci lasciamo, ci riprendiamo, anche con il mondo e le sue avversità contro (v. post prima di questo) e le tante piccole, tenere dimostrazioni di affetto ed amicizia che la blogosfera sa ancora tutto sommato donarci. Per fare un esempio: io non ho Facebook indi se si sta organizzando un gruppo di lettura e voglio parteciparvi dove ci si raduna per includere anche me nel dialogo? Molto semplice, mi si esclude! (purtroppo è successo). Ma se chi se ne occupa ha realmente interesse del tuo parere, di leggere insieme quel determinato libro e desidera che tu sia una parte attiva e non ti senta un peso/morta nel gestire un blog poco considerato, sa trovare altri mezzi e conduce alla perfezione il gioco fino al termine. Ecco, l'interazione è una -se non LA- delle componenti che possono portare un diario a tagliare un traguardo al giorno d'oggi importante e forse anche invidiabile. Come detto l'anno passato Sentieri di neve rossa è il blog più longevo della mia carriera, non avevo programmato né la sua durata né il fatto di essere ancora in grado di far parte di una comunità che, seppur non contando su centinaia o migliaia di membri, sta in piedi da sola, è viva. Ed è una cosa magnifica per chi come me ha vissuto il crollo dei blog con l'avvento di Facebook il maledetto: pagine aggiornate con frequenza che si sono spente d'improvviso a causa sua, ed io insieme a pochi altri a combattere per non lasciar morire le nostre memorie e ricordi. Chi non c'era non può capire appieno quanto tutto ciò sia gratificante e bello.
Quindi sì, anche a costo di ripetermi, se il blog dopo la bellezza di CINQUE (5) lunghi anni permette ancora questo e molto altro, il merito principalmente è vostro!

Nozze di legno, festeggiamo nel bosco!

Come tradizione vuole, i numeri con la new entry dei social, oramai fondamentali per la vita serena di un blog:

  • incluso questo fanno 254 post pubblicati
  • 176010 visite al momento in cui scrivo
  • 211 tra lettori ed iscritti a questo blog
  • 43 seguaci su Bloglovin
  • 1584 commenti ai miei post
e

E l'Italia vince traducendo in: Mi piace!

mercoledì 13 settembre 2017

Il blog ha avuto un aborto

(Giusto per dargli un senso di continuità con il post precedente)


Prevedevo di poter tornare entro la fine dell'estate, carica di energia e novità, comunque pronta ad intraprendere nuovamente quest'avventura. Non mi è stato concesso per motivi tuttora a me sconosciuti, e a cui molto difficilmente se ne verrà mai a capo a meno che non si faccia avanti l'interessata. Non ho proprio parole di fronte a tanta meschinità, o indifferenza? e chi lo sa! Fatto sta che non so più nulla a riguardo dal giorno che ho pubblicato la foto della torta del mio ultimo compleanno su Instagram. Quando la sera mi sono ritrovata un seguace in meno non ho potuto esimermi dal pensare: "Chi defollowa per una torta non deve avere un cuore". Così armata di pazienza mi metto a scorrere la lista, fino a scoprire che a mancare è proprio colei che si era offerta di aiutarmi a sistemare graficamente il blog. Incredula, vado sul suo profilo a controllare chi effettivamente segue perchè 'sicuramente' c'è un errore, ma il mio nome non risulta. Va bene, grazie ancora per gli auguri (se questo è il tuo modo di farli), non mi resta che ricambiare.

Non starò qui a fare la vittima perchè non mi ritengo tale anzi credo di avere la coscienza pulita, detto ciò vorrei lo stesso palesare il nome di gentile donzella che ha giocato a farmi perdere tempo, affinché quel che mi è capitato non si ripeta più: nella blogosfera si fa chiamare Lara B. o Lyra. Ora io so di essere lenta nel prendere decisioni, ma da giugno un segnale di vita me lo aspetto dato l'impegno preso. Se questo è troppo gravoso o semplicemente non gradito è sufficiente non proporsi fin dall'inizio, dire di no. È come se io ti prestassi un libro e tu mentre lo leggi lo tratti con la massima cura possibile fino al momento della restituzione. Son rimasta più che male alla scoperta dell'esclusione dalla sua vita virtuale... "E che fai, te la prendi per un defollow?", già vi sento dire. Sì perchè comunque avevamo un accordo e da un banalissimo gesto può venir meno la fiducia, la mia si è dissolta del tutto e non ne conoscerò mai le ragioni! Ero tranquilla in attesa di un suo cenno come mi aveva detto e per non fare figura dell'invadente avevo fatto richiesta di aggiunta su Instagram, come a dire "ciao, ci sono!". Due-tre cuori (miei) fino all'epilogo estesosi anche a Blogger. Esatto, non ci seguiamo più nemmeno nei nostri angolini.

Ci tenevo ad informarvi che sono viva e che il blog come annunciato riprenderà ma quel giorno non è oggi in quanto da sola. E per essere senza parole ho scritto troppo, non mi va di darle più importanza di quella che ha avuto e merita. Sono stanca, delusa, disgustata e svuotata dei pensieri, al punto da non sapere come terminare questo pezzo.
A presto