lunedì 28 novembre 2016

Cinerecensione: A spasso con Bob (2016)

Buongiorno amici ed amiche, ecco sotto i vostri occhi la tanto agognata cinerecensione promessa finalmente realizzata. Mi auguro sia di vostro gradimento e vi convinca una volta per tutte ad andare a vedere il film che vi presento perchè merita sul serio. Anche se ancora non avete fatto vostro il libro non dovete darvi pensiero perchè questa trasposizione è molto fedele, come solo la vita vera può essere.

Titolo originale: A Street Cat Named Bob
Paese: Gran Bretagna
Genere: biografico, drammatico
Anno: 2016
Durata: 103 minuti
Distribuzione: Notorious Pictures
Soggetto: dai romanzi "A spasso con Bob" e "Il mondo secondo Bob" di James Bowen
Regia: Roger Spottiswoode
Attori: Luke Treadaway, Bob il gatto, Ruta Gedmintas, Joanne Froggatt, Anthony Head, Beth Goddard, Caroline Goodall
Quando James Bowen trova davanti alla porta del suo alloggio popolare un gatto rosso, rannicchiato in un angolo, indifeso e ferito, non immagina quanto la sua vita stia per cambiare. James, ventisette anni, non ha un lavoro né una famiglia su cui contare. Vive alla giornata per le vie di Londra, e raccoglie qualche spicciolo suonando la chitarra davanti a Covent Garden e nelle stazioni della metropolitana. L'ultima cosa di cui ha bisogno è un animale domestico. Eppure non resiste a quella palla di pelo, che subito battezza Bob. Pian piano James riesce a farlo guarire, e a quel punto lascia il gatto libero di andare per la sua strada, convinto di non rivederlo più. Ma Bob è di tutt'altro avviso: per nulla al mondo intende separarsi dal suo nuovo amico e lo segue ovunque. Instancabile. Finché a James non rimane che arrendersi. È l'inizio di una meravigliosa amicizia e di una serie di singolari, divertenti e a volte pericolose avventure che trasformeranno la vita di entrambi.
Per realizzare pellicole realistiche occorre la realtà, in questo caso di quella respirata nel romanzo Un gatto di strada di nome Bob (per gli italici un banalotto A spasso con Bob, edito da Sperling & Kupfer). Il film tratto dal fortunato bestseller del in un primo momento incredulo James Bowen, artista di strada con trascorsi da tossicodipendente, è questo. Una storia che dapprincipio pare un documentario ambientato nella capitale inglese, ove è possibile incontrare gente invisibile che vive di stenti e si guadagna da vivere come può. Scene non edulcorate o alterate in alcun modo, la vita di strada è crudele nei vicoli freddi e non dispensa regali così alla leggera. Assistiamo a una giornata tipo di James, che canta e suona la chitarra per raggranellare qualche spicciolo che gli serve per pagarsi la droga e al contempo a dimenticare di essere un sentatetto. Ciononostante vuole riprendere in mano la sua vita ed un'assistente sociale crede in lui al punto da assegnargli un alloggio popolare, a condizione di seguire punto per punto il programma di disintossicazione pena il ritorno in strada. La prima notte un vivace gattone dal pelo rosso si intrufola nell'appartamento e quell'incontro marchia indelebilmente l'esistenza di James, che si ritrova per la prima volta a dover badare ad un'altra creatura e così a suonare per strada per racimolare soldi utili a comprare scatolette per gatti piuttosto che una pericolosa dose di eroina.
Il trentaduenne attore britannico Luke Treadaway non mi convinceva molto perchè somigliante a Kurt Cobain e temevo quindi che la recitazione venisse offuscata dai toni gentili del viso. Ma ciò non accade perchè Treadaway ha preso seriamente il ruolo dell'introverso clochard e ne ha riportato sullo schermo gesti ed espressioni proprie di James come son sicura capitino nella realtà. La nuova condizione di 'papà', che si preoccupa più del gatto che di se stesso, verrà senz'altro riconosciuta da chi ha convissuto con un felide almeno una volta nella sua vita. Le emozioni, le palpitazioni, i turbamenti del possedere un micio (o del micio che possiede l'umano?) sono autentiche, non vi è nulla di costruito appositamente per il film. Bob, qui interpretato da se stesso e da qualche controfigura, non è esattamente a suo agio sulle spalle del Treadaway ma si adegua, supportato dalla presenza del padrone sul set, e porta sullo schermo un amico meraviglioso. Bravi gli attori che ruotano attorno alla strana ma solida coppia, a cominciare dall'assistente sociale Val (Joanne Froggatt), mister Nigel Bowen (Anthony Head) fino a Betty, interpretata da una Ruta Gedmintas eccentrica a cominciare dalla tinta rosa della sua chioma. Nel romanzo tale personaggio non compare, probabilmente nasce prendendo come ideale l'ex fidanzata di James, Belle. Betty sarà dapprima la sola amica del protagonista, in seguito venuta a conoscenza del suo passato cercherà di tenere le distanze per non dover rivivere le conseguenze tragiche che l'han portata a perdere un fratello. Se si vuol dirla tutta, Betty è un personaggio abbastanza inutile che non contribuisce all'arricchimento della storia. Esistono eccezioni felici di pellicole senza donne tra i personaggi principali (Il nome della rosa) e la loro celebrità non è stata minimamente intaccata dalla mancanza. E se proprio vogliamo trovare un difetto vero e proprio (almeno secondo il mio parere), è il fatto che lei stessa affibbi un nome al micio pel di carota, dicendo che «è lui a voler essere chiamato così». Una spiegazione che più finta, ipocrita e studiata a tavolino non si può.
Ottima la colonna sonora a firma di Treadaway, Bowen cinematografico che sullo schermo canta e strimpella senza aiuti superflui ed orpelli digitali. Non udire canzoni note è un bene per l'intera durata della pellicola, sembra proprio di essere a Londra ad assistere ad una delle loro tante esibizioni e rende il tutto più vero e magico. A spasso con Bob è uno dei pochi progetti dove il protagonista animale non subisce il trattamento salvatore dell'umanità. Ambe le parti empiono lo spazio in misura equivalente, perfetta per non decidere per chi fare il tifo e godersi appieno la storia narrata in un crescendo di complicità e famigliarità. James ha avuto una seconda possibilità scegliendo di prendersi cura di Bob e tirarsi definitivamente fuori dall'incubo della droga, ma ciò non significa necessariamente sia tutto come una classica fiaba pur avvicinandosi molto. Forse come i volontari che partono per gli angoli più poveri del mondo per -dicono- salvare delle vite e rendersi utili, James si è aggrappato al micio nel momento del bisogno più estremo e, convincendosi di aiutare lui, altro non faceva che curare se stesso dalle ferite autoinfertosi nel corso di lunghi anni. Ma non ce ne lamentiamo perchè è ciò che anche noi facciamo ogni giorno, ringraziando invece l'editore naturale Hodder & Stoughton per aver creduto nell'effetto (e al denaro) che possono generare un animale ed il suo sfortunato padrone. Perchè James e Bob siamo noi, e anche a noi è concesso dire di essere stati baciati dalla fortuna ogni volta incrociamo il musetto del nostro fedele amico.

martedì 22 novembre 2016

Tag: Identikit del lettore

Ciao a tutti! C'è una cinerecensione in cantiere ma questa volta stilarla è più ardua del previsto perchè essendo di una storia che amo molto non vorrei risultare banale o poco convincente. Il film è tuttora nei cinema e va visto assolutamente, secondo me avete capito di quale si tratta e ce la metterò tutta per poterlo proporre come post successivo.
Questo di oggi è senza timore di nasconderlo un tappabuchi, un semplice tag che come mio solito tenevo in bozza da un annetto circa, visto la prima volta mi pare su un blog di Wordpress ma dirvi quale però non saprei più. Può sembrare buffo sentito da me ma anch'io non amo lasciare il blog come si suol dire 'vuoto', anche se con il presente i post da leggere sono 242. Ma fa sempre piacere sapere che il/la proprietario/a sta bene, no?
Quindi conoscetemi meglio se ne avete voglia con l'"identikit del lettore":

Tre libri che ami
La collina dei conigli di Richard Adams. Non ho più parole per esprimere quanto abbia amato questo romanzo e il mio buon intento nel consigliarlo a tutti a prescindere ma mai nessuno che mi ascolti, per cui perchè perdere altro tempo? Leggetelo e basta! Prima che mandi Freddy ad uccidervi nel sonno

Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino di Christiane F. Mai considerati i libri sulla droga prima dell'incontro con questo e conseguente visione del film. Ora i testi con questa tematica sono i miei favoriti, ancor meglio se scritti in maniera pulita ed esaustiva come in tal caso

Colpa delle stelle di John Green. Semplicemente ha cambiato il mio modo di vedere l'insieme, la gratitudine dell'essere qui in buona salute e il tempo che mi è concesso con una persona/in un luogo incantevoli. Devo vivere al meglio, cosa che non faccio poi così spesso. Riprenderei le stesse parole che usai nel Colpa delle stelle Tag: "In questo libro l'ombra della falce è sempre presente ma insieme c'è anche tantissima vita. È un po' ironico che sia la morte ad insegnare a vivere ma è proprio questo che succede. Hazel, Augustus e Isaac sono tre ragazzi che affrontano la sciagura che gli è capitata aggrappandosi con le unghie al tempo che rimane loro, trovando in ogni giorno un motivo per andare avanti. Mi hanno insegnato a non lamentarmi del mio quotidiano, sono sana come un pesce e passo il tempo piangendomi addosso. Dopo una lettura come Colpa delle stelle non si pensa più di essere 'vittime' della routine."

Tre libri che odi
Noi siamo grandi come la vita di Ava Dellaira. Desiderato per una fraccata di tempo, l'ho nascosto e gli darò fuoco non appena lo ritroverò U.U non vorrei che un giorno i miei figli lo trovino e pensino "Che cazzo leggeva nostra madre?". Motivi di tanto odio, QUI

Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry. Sì sì lo so, è un classico eccetera ma io non lo posso soffrire, lo trovo sopravvalutatissimo e in più il principino mi sta sulle palle talmente è antipatico. A mia discolpa dico che probabilmente l'ho letto al limite dell'età per apprezzarlo, ossia a ventisette anni. E per fortuna in ebook perchè non sarebbe rimasto a lungo dentro casa

Se solo fosse vero di Marc Levy. Mi domando dove i lettori traggano la forza per amare Levy, ogni volta mi capita il nome dell'autore sotto gli occhi mi ritrovo a patire per loro. Leggerlo è stata veramente una tortura. Guardate il film se volete sopravvivere per raccontarlo ma mai MAI leggere questo libro! Recensione QUI

Gli ultimi tre libri aggiunti alla wishlist
Ex drummer di Herman Brusselmans. Visto il film eoni fa, non avevo la minima idea fosse tratto da un libro fino ad ottobre. Ora la curiosità c'è, spero di poterla colmare presto

Dissertazione sopra i vampiri di Giuseppe Davanzati. No dico, pensereste mai che anche Twitter possa contribuire ad allungare le vostre wishlist? Certo che no! Grazie @LeleManu ti voglio bene 😋

Ricette per la felicità. Antologia leopardiana per il piacere e per vivere meglio di Giacomo Leopardi. E beh, Giacomo! Giacomo come forse non l'avete mai visto se avete snobbato lo splendido ritratto che ne è stato fatto ne Il giovane favoloso (recensione QUI). Devo averlo

Tre libri aggiunti da tanto alla tua wishlist
The heroin diaries. Un anno nella vita di una rockstar allo sbando di Nikki Sixx, Ian Gittins. Qui c'è veramente da spararsi un colpo perchè l'ho aggiunto in wishlist più o meno all'epoca della sua pubblicazione, nel lontano 2010. Dapprima il motivo principale che mi occludeva l'acquisto era il prezzo di copertina (€ 22 per una non ammiratrice dei Mötley Crüe non esiste), poi il fatto che non è mai disponibile online, l'ebook naturalmente non è stato prodotto se non in lingua... riuscirà la nostra eroina (ahahah) a leggere questo libro?

Un urlo rosso sangue di Marilee Strong. Non sono sei anni ma è comunque tanto tempo, ho un file pdf non esattamente leggibile perchè originato da fotocopie. Confido in un miracolo per recuperarlo ad una cifra inferiore a € 35 e possibilmente immacolato. Del resto se è sbucato fuori Gli interessi in comune (sborsando solo € 7) c'è speranza per tutto

Pinocchio 2112 di Silvio Donà. L'ispirazione non è mai diminuita, complice non esserci in versione ebook sarei tentata di acquistarlo ma ciò equivarrebbe ad uscire dalla comfort zone. Fantascienza, e se dovesse non piacermi? Che indecisione!

I tuoi generi preferiti
Tendo a non lasciarmi condizionare leggendo di tutto, sono interessata alle storie vere (non necessariamente biografie, anzi!) e ai romanzi per ragazzi con una predilezione per il genere young adult. Molto spesso sono meglio di quelli per adulti, più scorrevoli e trascinano il lettore alla riflessione. Mi piacciono i libri che prendono in esame tematiche difficili come droga, depressione, autolesionismo, suicidio e tutti quelli trattanti i disturbi alimentari

I generi che apprezzi di meno
Giallo, fantasy e romance in genere, l'ultimo nato chick lit, gli Harmony e i cosiddetti porno da leggere che istigano al suicidio l'intera letteratura. Cioè non che il genere erotico sia una novità (vedi Venere in pelliccia o Tropico del Cancro), ciò che mi fa ribrezzo sono le puttanate (scusate ma qua bisogna scriverlo) che propinano come alternative e rivoluzionarie, con uomini sempre bellissimi, arrapatissimi e soprattutto ricchissimi, e donne squallide ma vogliose e che non hanno mai il ciclo mestruale nel momento clou. Poi le descrizioni degli amplessi sono fenomenali, ribaltamenti di letti, lenzuola strappate, lei che viene SEMPRE, lui che non ha MAI bisogno della pillola completando il tutto con erezioni vistose pur avendo superato gli anta da diversi anni. NO, NO e NO! Possono anche essere ilari ma 1) come si fa a credere che certi uomini e certe situazioni 'perfette' esistano davvero?, e 2) come è possibile la presenza sulla Terra di donne aventi bisogno di simili espedienti per godere e sognare? Si può godere e sognare benissimo anche senza spazzatura, a cominciare dalla scelta dei libri che, nel caso suddetto, non rientrano assolutamente nella buona letteratura. Ci avranno mandati a scuola per avere una cultura o per restare capre?

Quanti libri leggi per volta?
Uno solo, per assaporare la storia in ogni suo particolare. Non che non abbia provato a leggerne due ma mi trovo meglio così, non ho fretta di terminarlo per riporlo e passare subito all'altro e poi già ho poco tempo per leggerne uno. Solitamente leggo la sera a letto prima di addormentarmi, di giorno ho sempre qualche faccenda da sbrigare (e se non ce l'ho me la creo navigando su internet, chiacchierando al telefono, andando a passeggiare) per cui il tempo da dedicare alla lettura non è così ampio come si supporrebbe

Il tag si conclude qui, non taggo nessuno per permettere ad ognuno di voi di rispondere liberamente alle domande. Però vi incito a farlo, in particolare per scoprire se abbiamo gusti in comune e prendere spunto per nuove letture!
A presto!

martedì 15 novembre 2016

Quattro idee per Babbo Natale che non sa mai cosa portarmi in dono


È Natale, è Natale! Par presto per parlarne ma non lo è. Lo ben sanno le case editrici che in un momento propizio per le vendite come la Natività sfornano tutte insieme titoli da aggiungere alla mai troppo lunga lista dei desideri. Come ignorare le loro tentazioni nella mera illusione di smerciarci il regalo indimenticabile per gli anni a venire? Ed ecco qui, altre quattro uscite fresche di stampa (l'ultima anzi ancora in gestazione) che mi preparo psicologicamente ad accogliere nella mia libreria oramai stracarica... beh io incrocio le dita!

Titolo: Tossici. L'arma segreta del Reich. La droga nella Germania nazista
Autore: Norman Ohler
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 20 ottobre 2016
Genere: Saggio, Storico
Pagine: 382
Prezzo: € 22,00
Il 31 ottobre 1937, gli stabilimenti Temmler registrarono all'Ufficio brevetti di Berlino la prima metilanfetamina tedesca. Nome commerciale: Pervitin. La nuova versione dei farmaci "rivitalizzanti" si diffuse in maniera capillare nella società dell'epoca. "L'eccitante esplose come una bomba, dilagò come un virus e iniziò ad andare a ruba, diventando ben presto normale quanto bere una tazza di caffè." Lo prendevano studenti e professionisti per combattere lo stress, centraliniste e infermiere per star sveglie durante il turno di notte, chi svolgeva pesanti lavori fisici per superare la fatica; e lo stesso valeva per i membri del partito e delle SS. Nel 1939, grazie a Otto Ranke, fisiologo della Wehrmacht, il farmaco prende piede in ambito militare. Anche Mussolini – il paziente "D" – fu tenuto sotto stretta sorveglianza dai medici nazisti. Testato durante l'invasione della Polonia, viene distribuito ai soldati delle divisioni corazzate di Guderian e Rommel in procinto di attraversare le Ardenne e inventare il Blitzkrieg, quando la velocità dei mezzi e la capacità di resistenza degli uomini diventano un fattore decisivo. Basato sulle ricerche dell'autore negli archivi tedeschi, che conservano anche le carte del medico personale di Hitler, questo libro è il primo tentativo di indagare il legame tra la struttura del regime nazista e l'uso delle droghe per plasmare e rinforzare la società tedesca.
Perchè lo voglio: Guardate QUESTO documentario e vorrete saperne di più anche voi. Lo bramo da quando è uscito in patria, titolo (traduzione dell'originale: La totale euforia) e copertina scelti purtroppo lasciano un po' a desiderare ma se è il prezzo da pagare per leggerlo nella propria lingua, che sia

Titolo: Conan il barbaro
Autore: Robert E. Howard
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 31 ottobre 2016
Genere: Fantasy
Pagine: 738
Prezzo: € 25,00
Nella remota era Hyboriana, in un'epoca di forze oscure e minacciose, vive Conan; è un mercenario rozzo e violento, ma anche un uomo dotato di lealtà e coraggio, il più riuscito rappresentante del "fantasy eroico".
Perchè lo voglio: Non lo considero uno dei miei film preferiti ma se capita lo guardo sempre volentieri. È fatto molto bene sia a livello di recitazione, impatto visivo e musiche. Questo volume raccoglie per la prima volta tutte le storie più un romanzo dell'epopea di Conan in ordine cronologico di pubblicazione, indi finalmente non sono costretta a leggere un fumetto e l'edizione è curata e rilegata, cosa che gradisco mucho bien(?). E scusate ho barato, è già in mio possesso da qualche giorno, è scontato del 25% (vale a dire lo pagate 18,75 invece che 25) sia nelle librerie fisiche che online fino al 27 novembre, se vi aggrada approfittatene subito!

Titolo: Un dono speciale di nome Bob
Autore: James Bowen
Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 8 novembre 2016
Genere: Romanzo, Autobiografia
Pagine: 210
Prezzo: € 17,90
È passato ormai qualche anno dal giorno in cui James ha trovato, nell'ingresso del suo alloggio a Londra, un gatto rosso, randagio e ferito: Bob. Per James, musicista di strada, quell'incontro ha segnato una svolta. Occuparsi di Bob gli ha dato infatti la forza e la motivazione di cui aveva bisogno per buttarsi alle spalle i problemi di droga e alcol e ricominciare da zero. Le giornate trascorse insieme per le vie di Londra si sono rivelate una piacevole e inaspettata sorpresa. Non solo perché la strada è sempre un'incredibile maestra di vita. Ma soprattutto perché Bob è il gatto più intelligente e intraprendente che James abbia mai incontrato e gli insegnamenti più importanti li deve proprio a lui. Giorno dopo giorno, è come se Bob gli indicasse la direzione giusta, dandogli una ragione per vivere, per sorridere. E forza e affetto nei momenti più difficili. Anche adesso che la loro vita assomiglia a un sogno, Bob non smette di regalargli straordinarie lezioni di vita. I due protagonisti di "A spasso con Bob" tornano a raccontarsi tra queste pagine, un libro intenso e magico come la vita, per riscoprire la gioia delle piccole cose e il vero significato del Natale.
Perchè lo voglio: Mi pare sia chiaro il mio affetto per questa coppia affiatatissima (vedi QUI e QUI), è vero che questo terzo titolo è finalmente giunto in Italia per il solo fatto che è uscito il film ma mi manca, mi mancano loro due e ce li ho tutti rilegati *.* (foto)

Titolo: I 100 migliori dischi black metal
Autore: Stefano Cerati, Roberto D'Errico, Barbara Francone
Editore: Edizioni BMS
Data di pubblicazione: 10 dicembre 2016
Genere: Saggio, Musicale
Pagine: -
Prezzo: € 10,00
Il black metal ha avuto una rilevanza tale nella storia del rock che è anche difficile considerarlo solo un sottogenere del metal. Ha una dignità propria e caratteristiche etiche e attitudinali che lo staccano nettamente da qualsiasi altra forma di musica estrema, anche se i primi semi sono germogliati dal metal classico degli anni '80, dal thrash, ma anche dall'ala più estrema del punk.
Il movimento in sé è importante e unico per due fondamentali motivi: è stato l'unico fenomeno rock di una certa rilevanza mondiale che non sia stato originato in una terra anglofona, Regno Unito, USA o Australia. Inoltre è stato il genere che ha portato i confini dell'estremismo e della sperimentazione talmente in là da non potere ipotizzare di poter spostare l'asticella più in alto.
Nonostante il black metal sia nato, germogliato e proliferato soprattutto in Scandinavia, i suoi semi malefici si sono sparsi in tutto il mondo, in Germania, Francia, in Italia, nell'Europa dell'Est ed hanno attecchito anche in Paesi insospettabili come il Giappone. Discorso a parte bisogna fare per gli Stati Uniti che nella fase di esposizione acuta del fenomeno sono stati piuttosto defilati per poi esplodere a livello di interesse e di numero di band con una nuova ondata che infatti è stata denominata USBM, United States Black Metal.
Oggi il black metal è ancora una delle scene più vitali del metal proprio perché i musicisti del genere hanno mantenuto un'attitudine radicale verso la sperimentazione, un coraggio e un'innovazione che non si ritrovano in altri generi più cristallizzati ed omogeneizzati. Ed è questa onestà artistica di fondo, unita ad una personalità di frontiera piuttosto anticonformista che ha permesso al black metal di resistere per trent'anni e di essersi guadagnato il rispetto e l'ammirazione di una folta legione di fan che va ben al di là del semplice gusto musicale.
Sicuramente non è una musica per tutti, così è sempre stato e così dovrebbe sempre essere.
Perchè lo voglio: Perchè si è sempre parlato della cronaca oscurando completamente o quasi il lato musicale del fenomeno, e sono curiosa di vedere quali secondo i tre signori compilatori dell'opera (tra cui una donna, non sono sessista ma non è un genere che ha molta presa sul pubblico femminile. Quindi tu sei un uomo. No! Sì! No! Sì! No!) sono i cento fondamentali del genere

Bene, questi sono i quattro titoli aggiuntisi recentemente alla mia lista di libri da possedere assolutamente in cartaceo (vi rimando al post QUI) e che sarei felice di trovare sotto l'albero al posto delle classiche mutande e profumi che non utilizzerò. Le mutande magari sì ma ne ho pieni i cassetti. E le palle... di Natale.
Quando arrivano le feste sono attorniata da gente che va nel pallone e mi regala di queste cianfrusaglie come se avessi quattordici anni per l'eternità. Di certo non li indirizzerò a questo post, ma farò capire loro che sono divenuta più esigente (ogni anno se lo dimenticano).
E voi cosa intendete chiedere a Babbo Natale? A presto!

martedì 8 novembre 2016

Recensione: Gli interessi in comune di Vanni Santoni

Recensiooooneeeeeeeeee! Rieccomi pronta a stilarne una nuova e perdonatemi in anticipo se è di un libro ormai irreperibile (scovato su Libraccio dopo circa venti mesi di ricerche), ma ne sono rimasta piacevolmente colpita al punto da ritenere fondamentale scriverne una recensione permettendovi così di conoscere questa perla dimenticata dalla sua casa editrice ma non dai suoi ammiratori, che sempre più numerosi vi metterebbero volentieri le mani sopra. Non a torto.

Titolo: Gli interessi in comune
Autore: Vanni Santoni
Editore: Feltrinelli
Anno di pubblicazione: 2008
Genere: Romanzo
Pagine: 268
Fuori catalogo
Jacopo, il Mella, il Paride, il Dimpe, il Malpa, Sandrone. Nel '95 hanno sedici anni. Interessi in comune? Uno, senz'altro: il consumo regolare, diligente, quasi scientifico, di tutte le sostanze. Si guardano giusto dalla morte. E così eccoli, in un triangolo di provincia toscana che si allarga talvolta ad abbracciare l'Europa, eccoli riempire le notti, dormire i giorni, convergere comunque e sempre attorno a un bar. Sono un gruppo. E nel gruppo non ci stanno dentro le ragazze, le ambizioni, il lavoro, lo studio, la famiglia. Che pure ci sono (ragazze, ambizioni, lavoro, studio, famiglia) perché intanto la vita, come si dice, continua. Come del resto ci sono il Valdarno degli outlet e degli agriturismi, e l'aria intollerabile di un benessere odioso, forse effimero. Nessuno si prende sul serio – e infatti si ride, di sé e degli altri, con beffarda comicità – ma nessuno più di loro sa che ogni impresa in cui si cimentano (spesso leggendaria, tragicomica sempre) è un vero blues. Vorrebbero tutti scappare, ma tutti (o quasi) continuano a tornare.
Vanni Santoni segue i suoi eroi nichilisti lungo dieci anni di una infinita adolescenza, fitta di episodi esilaranti e magiche apparizioni di comprimari memorabili. Così facendo scrive il manifesto di una generazione che si muove con passo sgangherato sul ciglio del nulla.
Recensione: Mentre procedevo nella lettura la domanda sul perchè codesto romanzo sia presto sparito dagli scaffali si faceva via via più insistente. È vero che la preparazione delle sostanze, dalle più famigliari (cannabis, lsd, cocaina) alle più strambe (fiori, noce moscata!), non è velata, ma anzi quasi richiama con quanta voce ha desideri mai sopiti di proibito. Ma che anche il mondo dell'editoria si è adeguato a propinarci di tutto e ad abituarcene, spesso sull'orlo dell'accettazione e dell'iperdosaggio di taluni argomenti. Ciononostante non si troverà una risposta voltando l'ultima pagina di Gli interessi in comune. Avere la possibilità di leggerlo mi ha dato la sensazione di essere di fronte ad un privilegio, un dono del cielo. Non è il romanzo della vita ma è scritto talmente bene da rassomigliargli molto.
Forse, pensa Mimmo, se tutti dicessimo questo ai nostri genitori, se tutti prendessero atto della vera quantità di droghe in giro, del fatto che si fuma tanta erba quanto si beve birra e vino, che ogni notte a Milano, Firenze e Roma vengono sniffati quintali di cocaina da gente di tutti i tipi, per nulla emarginata, che i pochi al mondo che ancora fanno ricerca spirituale la fanno violando la legge, con funghi allucinogeni e acido lisergico, magari oggi vivremmo in una società razionalmente antiproibizionista, con una mafia molto meno ricca, una gioventù molto meno dedita alle sostanze, e di certo servizi sociali, psicologi e SERT infinitamente più efficienti.
Ricordate il film L'erba di Grace? Il tè con le foglie di marijuana ha innescato una fervida fantasia negli anni a venire, perchè in questo romanzo c'è molto di più allegro e, se non abusato, spassoso.
Un folto gruppo di giovani che si diraderà nel giro di un decennio sperimenta quel che il mercato può offrire di non letale, divertendosi, combinandone di tutti i colori ma ciononostante agendo sempre con saggezza. Non sono tossici ma esploratori (loro si definiscono psiconauti), la siringa par un appuntamento inderogabile ma comparirà giusto per la preparazione di tre fiale ospedaliere. Nulla di indecoroso, marcio o sgradevole anzi tutto il contrario. Possa esser stata questa la molla che ha convinto l'editore a sospenderne la distribuzione, il pericolo di emulazione? Certo esso non è remoto e anzi il romanzo può dar adito a sogni fluidi e meravigliosi, ma non è una giustificazione che doveva vincere sul resto.
Il libro è strutturato in una raccolta di racconti indipendenti tra di loro e ciascuno prende nome dalla sostanza che verrà esaminata nel capitolo. Seguiamo i nostri tra bar e discoteche e fino in capo al mondo pur di procurarsi la pasticca o la polvere ecc che promette la tregua più appropriata al momento. Il confezionamento non è tedioso o colpevole di déjà-vu perchè tutto o quasi avviene alla luce del giorno, sotto sguardi indifferenti e che non vogliono guai. La provincia è un luogo asettico e privo di intrattenimenti, conseguentemente ed in egual misura al malessere cittadino lascia soli i più giovani, che tra una canna e una partita di Magic azionano l'interruttore che consente alla vita di fluire e scivolare via, nell'illusione di proteggersi persino dalla vecchiaia. Dieci anni di eterne monellerie toscane mai trascritte in modo banale o stucchevole, con un medio utilizzo del dialetto che fornisce accesso anche al lettore estraneo al territorio per immedesimarsi e sentire più vicini questi ragazzi che, terminato il libro, faranno avvertire la loro mancanza. Per non parlare degli episodi esilaranti di cui è impregnato, freschi venti in una narrazione tranquilla non per questo priva di impicci da dove sapranno sempre venirne fuori. A modo loro, riunendosi all'occasione in luoghi d'incanto (Vallombrosa su tutti, da sogno), con in saccoccia un mazzo di funghetti per sperimentare, al riparo dalla gente e dalla morte.
Rischi di emulazione, ricette accurate nella descrizione e un'esposizione impeccabile di effetti e visioni da parte di chi c'era e chi sceglie di assumere determinata sostanza non hanno che il potere di rendere il romanzo quanto di più reale e sincero sull'argomento si potesse trovare in libreria meno di un decennio fa. In aggiunta a ciò ad opera di un autore italiano che aveva trent'anni esatti alla data di pubblicazione per cui non era a digiuno o ignorante su quanto scriveva. Lo svolgimento può far sorgere qualche dubbio sulla sua innocenza lontano dalle droghe. Chi può reputarsi immune quand'anche la cucina è tra i loro nascondigli preferiti?
Mimmo e il padrone di casa stanno sminuzzando il resto, per farne gelato. La marijuana triturata verrà bollita con pochissima acqua e infine frullata. La pappa rimanente verrà miscelata al fiordilatte, nella gelatiera. I due cuochi assaggiano e sghignazzano. [...]
Nel frigorifero sgombro, i due tortini ammiccano. Gelato al fior di latte truccato, d'un verde chiarissimo in cui si intravedono appena le gore color smeraldo, il tutto su una base di croccante biscotto al malto.
E sfido chiunque a contraddire che non è invitante ciò.
Se avete mai mostrato interesse verso la letteratura sulla droga e vi spaventa la possibilità di ritrovarvi a che fare con siringhe, astinenze, disintossicazioni, morti e situazioni similari, doveste mai rintracciarlo su internet o in qualche mercatino saturo di polvere, prima di tutto accaparratevelo qualunque prezzo indichi il venditore, e poi leggetelo perchè è uno spaccato di non-vita nella vita, in un mondo senza preoccupazioni ad eccezione dell''ultimo esame più la tesi' perpetuato da anni. Una volta Vanni per bocca del Dimpe dà questa risposta:
"Stante che la realtà non era che un frammento infinitesimo e inutile dell'Assoluto, qualunque azione umana era irrilevante".
Ed ecco LA frase, quella che più rispecchia la sottoscritta a dispetto dei tanti libri precedentemente letti, e che può considerarsi una sintesi perfetta del romanzo:
Vivendo in un presente che si ripete sempre, hanno una certa difficoltà ad accettare lo scorrere del tempo, o cambiamenti nei rapporti fra le persone.


Mai verificatosi prima d'ora sul blog, un consiglio musicale spassionato. Non ascolto il reverendo da secoli, il numero di sue canzoni da me conosciute si contano sulle dita di una mano e soprattutto non ho visto (né mai vedrò) quell'aborto di pellicola che risponde al titolo di Cinquanta sfumature di grigio, dove purtroppo è presente un'ulteriore cover del brano. E specifico, non voglio scocciatori in tal senso. Avete visto il film? Tenetevi la considerazione per voi.
Gradualmente che leggevo e facevo le mie pause dal libro, istintivamente le mani andavano da sole sulle gambe ed intonavano il motivo di questa canzone. Così senza un reale perchè, Gli interessi in comune ha avuto una sua colonna sonora più o meno dapprincipio. Chissà se, trovandosi a passare di qua, Vanni Santoni gradisce l'accostamento...

venerdì 4 novembre 2016

Monthly recap #25: Ottobre

Ciao a tutti e benritrovati! Credo di non aver mai fatto tanto tardi nello stilare la Monthly Recap ma capitemi, sono ancora in modalità Halloween e ho fatto i salti mortali per preparare quei tre tag in tempo che ora non ho le forze per dire 'Ok, al prossimo Halloween, the show must go on'. In compenso sono contenta di essere tornata a livelli accettabili per quanto riguarda le letture, ed insieme mi preparo psicologicamente agli insulti che riceverò quando dirò che...



...su nove nuove entrate soltanto una l'ho pagata a prezzo pieno!
Se il giorno prima mi ero detta di non comprare più libri per un po' causa assenza di spazio, il successivo un cartello nel mercato con su scritto Libri nuovi 1 € mi ha fatto immediatamente rimuovere il pensiero dalla testa e mi son portata a casa tre libretti la cui foto è presente su Instagram. Quattro sabati più tardi allo stesso banco ne prendo un quarto, che vi mostrerò... ma qui o su Instagram? Aiutatemi a decidere please.
Altri tre giungono da Libraccio perchè fuori catalogo (foto) e uno dal mercatino. In conclusione solo la pubblicazione più recente, Fedoro di Katherine Applegate, è un acquisto di libreria. E non vi dico quanto ho risparmiato sui quattro del mercato o venite qui e mi lanciate dalla finestra. Meglio cominciare bene il mese con il riepilogo:

Recensioni
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Tag
Autunno nei libri
The Spooky Halloween Tag!
The Halloween Book Tag
The Death Tag + Another Halloween Tag

Altri post
La parola ai lettori: Cosa vorreste vedere sul blog?
James Bowen e Bob finalmente al cinema!
100.000 visite!

Giveaway
0, ormai potrei anche debellare questa voce. Finché in palio ci saranno libri che non mi interessano o non sono presenti nella mia wishlist difficilmente parteciperò

-Un mese di libri-

Letti
Torna a casa Lassie di Eric Knight
Gli interessi in comune di Vanni Santoni
Sette minuti dopo la mezzanotte di Patrick Ness
Guida il tuo carro sulle ossa dei morti di Olga Tokarczuk {in corso}

Acquisti/in regalo/in prestito
Hashish di Walter Benjamin
Il vangelo delle streghe di Charles G. Leland
Sangue dannato di Alexandre Bergamini
Fedoro di Katherine Applegate
Il pozzo e il pendolo e altri racconti di Edgar Allan Poe
Gli interessi in comune di Vanni Santoni
Il diavolo veste la 40. La storia semiseria di un'ossessione personale di Valerie Frankel
Vigilia di festa (Super amiche del cuore #2) di Elena Mora
Dio è morto. Le canzoni anticlericali dal Medioevo a Vasco Rossi di Riccardo Navone

In wishlist
L'acchiappalibri di Helen Docherty
Drood di Dan Simmons ✓
La vegetariana di Han Kang
L'astore di Terence Hanbury White
Ida B di Katherine Hannigan
Gostanza, la strega di San Miniato a cura di Franco Cardini ➜ Laterza ✓
Ex drummer di Herman Brusselmans
Myra Breckinridge di Gore Vidal
Lascia che accada di Amber L. Johnson ✓
Dissertazione sopra i vampiri di Giuseppe Davanzati
Il dolore è una cosa con le piume di Max Porter ✓

Miglior lettura


Con dispiacere annuncio che, per quanto mi riguarda, Sette minuti dopo la mezzanotte non solo non mi ha strappato il cuore ma non se ne è portato via neanche un pezzettino. È carino ma resta carino, cioè nulla di più.
Gli interessi in comune invece si candida come miglior lettura del mese e di tutto quest'anno disastroso su ogni campo. Avete presente la gioia di leggere quel libro che avete cercato come matti per tanto tempo che poi percepite non aver atteso invano? Questo romanzo l'ho cercato per quasi due (2) anni senza risultati tranne un avvistamento su Ebay un anno fa finito che me l'hanno soffiato. Rintracciarlo su Libraccio, leggerlo in un battibaleno e constatare la bellezza effettiva del romanzo (di un autore italiano per di più) mi ha resa felicissima. Fuori catalogo praticamente dalla sua uscita, nel 2008.

Spazio note
Sto incredibilmente bene così, il blog non è abbandonato a se stesso, pago poco i libri :D la sola cosa che continua a non soddisfarmi è la grafica, ma non ne sono in grado. Chi devo corrompere per migliorarla?
Buon mese ed appaganti letture a tutti!