giovedì 26 maggio 2016

Tag: 25 fatti "libreschi" su di me

Ciao a tutti e bentrovati su questi schermi. Da circa un mese vedo circolare tra i blog questo tag, e dato il lungo silenzio ho pensato che fosse l'ideale parlare un po' di me a chi magari è arrivato su queste lande nei dintorni di luglio o in seguito. Ma anche a chi invece mi segue da anni, una rinfrescata sulla mia personalità utilizzando come spunto un oggetto tanto amato come il libro. Ed ecco a voi ben venticinque fatti "libreschi" sulla sottoscritta. Ho cercato nei limiti di non ripetermi (avevo già fatto un tag simile tempo fa che trovate QUI, così fanno trentacinque fatti su di me) e di essere poco prolissa ma questo è stato vano e ringrazio in anticipo chi leggerà questo post da cima a fondo. Forza, cominciamo!


1. Il mio desiderio di entrare in libreria non è più così impellente da quando mi sono resa conto che in larga parte sono composte da ultimi arrivi e best sellers. Non è possibile che ad ogni mia richiesta debbano dirmi "Non ce lo abbiamo ma possiamo ordinarlo", io lo voglio subito!

2. Vero anche che, da quando ho scoperto che gli acquisti via internet sono sempre più convenienti rispetto in negozio, la voglia di entrare in libreria mi è passata del tutto. Il problema non si pone se si tratta di una libreria esoterica, molto più attinente ai miei gusti ed esigenze letterarie.

3. Se scovo un libro che mi interessa nove volte su dieci è fuori catalogo, è una persecuzione. Ma non per questo demordo anzi, Ebay, Amazon, BookWeb, Libraccio, Subito.it e mercatini sono preziosissimi per me.

4. Rimanendo in tema di fuori catalogo ho lasciato perdere un testo come l'introvabile Un urlo rosso sangue perchè aveva delle sottolineature a penna per una buona decina di pagine. Per me che i libri devono essere intonsi le sottolineature a penna non esistono neppure per libri che cerco da secoli. Soprattutto se poi devo pagarli come fossero nuovi (all'asta chiedevano qualcosa come € 35).

5. Ultimamente sono diventata molto più selettiva quando devo scegliere un libro che finirà nella mia collezione e di conseguenza ai posteri. Escono migliaia di titoli nuovi al mese, ma quando giro mi sembrano tutti uguali tra di loro. Diciamo che i romanzi non mi appassionano più come un tempo, li leggo tuttora ma solo di autori che già conosco e che stimo o che mi auguro possano portarmi qualcosa di buono durante la lettura, un aneddoto che ignoravo, un tassellino per aiutarmi a crescere e migliorare. Anche per questo motivo tanti dei libri che cerco non sono più in commercio, ormai quando le case editrici trovano l'argomento che vende (vedasi vampiri, cancro, sadomasochismo) non fanno altro che riproporlo fino allo sfinimento con testi futili che dopo un paio di stagioni finiscono al macero sia fisico che memoriale. E poi do piena ragione ad Haruki Murakami:

"Se leggete solo i libri che stanno leggendo tutti gli altri, state pensando solo ciò che chiunque altro sta pensando"

6. Se arrivo a scoprire un libro quando già è uscita la riedizione in brossura o con la locandina del film pretendo assolutamente la vecchia, dovessi rincorrerla per mesi come poi a volte accade.

7. Non sono capace né ho voglia di prendermi l'impegno di rispettare scadenze, per questo sono contraria ai libri in prestito e preferisco comprarli senza avere gente sul collo a rendermi la lettura un obbligo. E poi se mi piace perchè devo restituirlo?

8. Tre dei miei nonni (quello che non lo era è mancato dieci anni prima che nascessi) erano analfabeti. Ancora oggi mi stupisco nel vedere una persona anziana assorta nella lettura o a fare le parole crociate perchè sono cresciuta con mia nonna che non era in grado di aiutarmi con i compiti. E tutti e tre privati della libertà di leggere un bugiardino, un contratto prima di firmarlo, prendere la patente (anche se il nonno, non so come, l'aveva). Dovremmo ringraziare che ci abbiano mandati a scuola invece di odiare i libri, sapete leggere per cui usate questo dono meraviglioso che nessuno finché camperete potrà strapparvi via!
Comunque ben inteso, non arrivo dal diciannovesimo secolo ma dalla fine degli anni '80.

9. Guardando il programma Affari di famiglia ho imparato che le firme con dedica influiscono negativamente sul valore di un oggetto. Io che mi maledicevo da una decina d'anni per non essermi procurata Gomorra prima dell'incontro con l'autore, dieci giorni fa ho fatto pace con Saviano. Ora posseggo un fumetto sugli alpini stampato in 10.000 copie curato e autografato dal papà di Dylan Dog Luigi Piccatto. Tenuto conto invece che Gomorra ha avuto una tiratura di milioni di copie in tutta Italia (il fumetto è in vendita solo nella città che ha ospitato l'adunata) e che negli ultimi tempi ne è uscita persino un'edizione aggiornata, mi sento di dire che è una piccola grande rivincita. E ringrazio il programma televisivo, altrimenti me lo facevo dedicare seduta stante.

10. Devo essere l'unica persona sulla faccia della Terra che non annusa i propri libri, la sensazione che mi dà è la stessa dei cani che si annusano il deretano per fare conoscenza(!)

11. Ci sono ancora persone intorno a me che non hanno capito che basta un libro per rendermi felice e a Natale non sanno mai cosa regalarmi. Fortuna che qualche giorno prima del 25 si fanno sentire e mi domandano cosa voglio così che io possa estrapolare un titolo dalla mia infinita lista e salvarmi un poco la festività. L'ultimo Natale mi è stato proprio detto: "Meno male che mi hai detto cosa volevi altrimenti l'alternativa erano le mutande". Fuck you very much ç_ç

12. Sono una quaresima quando ho in mente di ordinare da internet, perchè 1) non mi piace avere un solo titolo da acquistare per via della quantità di cartone che va sprecata, e 2) non amo neppure che arrivino pacchi di continuo, soprattutto perchè in casa comincerebbero a fare domande. Dovrei comunque imparare ad accelerare i tempi e comprare appena vedo. Esempio su tutti? Avevo inserito un libro nella lista desideri di Ibs che è andato fuori catalogo la settimana successiva. Potete capire la mia disperazione? Mi sono persino recata nella libreria di fiducia perchè appena usciti dal catalogo possono esserci ancora dei fondi di magazzino, ma non c'era più nulla da fare. Alla fine è filato tutto liscio recuperandolo da Amazon ma tuttora non posso credere alla bizzarria della situazione!

13. Ho attualmente trentaquattro libri sui gatti, tra saggistica e narrativa. A questo proposito voglio precisare che l'animale non deve morire all'interno del libro, perchè se so già che non c'è più non avrò mai il cuore di leggerlo. Possiedo Casper il gatto pendolare e sapere in anticipo che il micio è morto mi rattrista soltanto senza farmi venire voglia di iniziarlo.

14. Come ho avuto modo di dire in un'occasione (QUI), sono una feticista delle traduzioni. Cioè, se il libro che ho letto in ebook è tradotto in una maniera, perchè nella copia fisica la stessa cosa deve essere descritta in un'altra? Tra 'Signora Mina' e 'Madame Mina' (Dracula) c'è secondo me una sottile differenza che può portare allo scredito della buona volontà dell'autore. Sorvolo sulla libertà con cui vengono tradotti i titoli, anche dei classici: la mia copia di Walden; or, Life in the Woods edita da Feltrinelli è divenuta Walden. Vita nel bosco. Direi che non fa una piega.

15. Tra un'edizione più antica e una più recente opterò sempre per la prima. L'idea di averlo in casa da più tempo dà una microscopica soddisfazione non indifferente.

16. Una volta ammettevo di leggere prevalentemente classici, ora mi rendo conto di averne letti una quantità davvero esigua. A mia discolpa posso dire di possederne altrettanti.

17. Leggere saghe è per me sinonimo di perdita di tempo. Ne ho iniziata una sola nella mia vita, vale a dire Raven Boys di Maggie Stiefvater. Ebbene, ringraziando aNobii dell'aiuto, ho letto l'ultima riga del secondo volume il 14 febbraio 2015, nel frattempo in patria è uscito il capitolo finale, da noi il terzo è un'incognita mentre io comincio già ad avere lacune con la vicenda. Rimango quindi del parere che queste benedette saghe vadano cominciate quando tutti i volumi di cui originariamente è concepita l'opera siano giunti sul mercato. Ma è il trascinarmi una singola storia per molto tempo che mi fa credere che potrei meglio spenderlo in libri che mi piacciono maggiormente e per di più sono autoconclusivi. Cos'è questa moda di scrivere sequel, prequel, spin-off ecc ecc? Se voglio leggere un libro non chiedo altro che un libro. Felicissima eccezione per Il signore degli anelli, che conto di leggere prima o poi.

18. Che troneggi sulla copertina o sia sul retro del volume devo togliere l'etichetta col prezzo, anche se è capitato che avrei preferito non averlo fatto. Non tanto per le tracce di colla che si tolgono magnificamente con la benzina (provate, ma poi non accendete alcuna fiamma!), quanto perchè constatare di aver pagato un libro 70 centesimi in più non fa proprio bene alla salute. Naturalmente non ho più messo piede in quella libreria.

19. Al contrario, mi piace conservare le fascette ben ancorate al volume. Si può incappare in belle sorprese come ad esempio per Il linguaggio segreto dei fiori che recitava: "Ti regalo questo fiore perchè..." e si poteva personalizzare scrivendo tutto quel che ci passava per la testa.

20. Mi piace plastificare tutto ciò che all'occorrenza può diventare segnalibro, dalle cartoline alle pubblicità. Da quando ho scoperto l'esistenza di quelli magnetici però prediligo questi ultimi perchè non perderò mai il segno se per disgrazia il libro dovesse cadere.

21. Preferisco leggere il libro prima di vedere il film che ne è stato tratto così che possa rendermi conto di quanto avrei capito senza conoscere la storia.

22. I modi in cui possono svelarsi libri per me inediti sono infiniti. Non solo citati in libri e film o navigando in rete, ma anche sentendoli richiedere in libreria. Un bel giorno una ragazza entra e chiede E sarà bello morire insieme. Non ce l'hanno, lo prenota, paga l'acconto e io intanto ho segnato mentalmente il titolo. True story.

23. Quando per distrazione ho formattato l'e-reader e di conseguenza perso tutte le note accumulate fino a quel momento è stato un colpo. Da quell'episodio ho in mente di prendere un quaderno dove segnare i passaggi che mi colpiscono ma complice una gran pigrizia e non trovarne alcuno che mi soddisfi rimando sempre l'acquisto. Per quanto riguarda i cartacei piuttosto preferisco sfogliare l'intero volume alla ricerca del passaggio.

24. Adesso mi odierete ma qualche anno fa ho rubato, precisamente Elogio della follia e Poesie di Hermann Hesse. Avevo i soldi in mano ma era ora di pranzo e i gestori della libreria già nell'angolo a chiacchierare senza degnarmi di uno sguardo. Ho aspettato qualche minuto poi non sapendo come altro attirare la loro attenzione mi sono avviata verso l'uscita, e dal fondo sento "Arrivederci" O_O se ero furba prendevo altro che Elogio della follia...

25. I libri che tornano a casa con me dai mercatini li pulisco mettendoli in freezer! La pratica letta su internet, che consisteva nel tenerli una notte in un sacchetto con qualche cucchiaio di bicarbonato, è troppo laboriosa per la mia indole pigra, così che uso il solo sacchetto senza bicarbonato. Poi lascio asciugare qualche ora all'aria non alla luce diretta del sole. Anche mia sorella ha preso il vizio, tanto che ogni volta dice che deve metterli in freezer xD

E con questo è tutto! Dato che probabilmente sarò l'ultima blogger a stilare questo tag non taggo nessuno, ma vi invito qualora lo aveste compilato e io me lo fossi perso a lasciarmi il link dei vostri venticinque fatti.
A presto!

venerdì 20 maggio 2016

Mater artium necessitas


Pochi giorni fa ho festeggiato otto anni nella blogosfera. E io non ero presente.
Mentre lasciavo questo diario nell'armadio protetto dalla naftalina prevedevo pochi o irrilevanti avvenimenti. Invece ce ne sono stati, eccome. Talmente numerosi che al momento non sono in grado di riordinarli ed elencarli.
Le trasmissioni riprendono anticipando su un tedio sempre sull'attenti. In groppa al segno zodiacale del Toro, segno con cui ho molta affinità e che trovo benaugurante in casi quali una rinascita - la mia.

«Sveglia, dormiglioni: bisogna fare festa!»
(Morte a 33 giri)