martedì 2 febbraio 2016

Una persona importante. Ti voglio bene stellina

Dà al tuo dolore le parole che esige. Il dolore che non parla, sussurra bensì a un cuore troppo affranto l'ordine di schiantarsi.
da Macbeth, di William Shakespeare

Questo non è un vero ritorno, a quello sto tuttora e con pazienza lavorando. È la necessità di ripresentarmi per un attimo, all'interno di una tale attesa, davanti la porta di un posto che chiamo rifugio.
Sono trascorsi sei mesi dall'ultima volta che ho dato voce alle parole, ma non ho mai interrotto la dedizione con cui aggiorno post datati e rimetto mano a link oramai spezzati. Indi per cui, quando Malcolm ha pronunciato l'incipit di codesto intervento, ho afferrato quanto fosse meglio se mi accingevo a compiere questo sforzo. Per me, per lei.

Giovedì Nerina se ne è andata. Al pari di una stella cadente, così. Aveva una leggera tosse da una ventina di giorni, una tosse paragonabile al nostro star male quando infiliamo il naso nel barattolo del peperoncino. Pochi secondi un paio di volte al giorno, nulla di allarmante, era soltanto, si pensava, raffreddata. Era VIVA fino alla mattina stessa, quando ha fatto colazione poi di consuetudine è venuta a trovarmi che oziavo a letto e si è infilata sotto le coperte come sempre, e lì è rimasta anche dopo che mi sono alzata. Tutto nella più completa norma. Poi il verdetto della vicina, già con un'esperienza del genere alle spalle: infarto. Nove anni di un gatto corrispondono a cinquantadue umani, l'età appunto dell'infarto. Però obesa non era anzi aveva l'agilità di un acrobata del circo, e non veniva nutrita coi cibi scadenti del supermercato... spiegami, come hai potuto morire? Un semplice avviso sarebbe stato non dico gradito ma a malincuore accettato, avrei avevo il tempo di prepararmi a ciò. Dici che invece mi sarei solamente preoccupata? Temo di sì, e non avrei saputo viverti appieno fino all'ultimo.
Vorrei ricordarmi di Nerina come colei che non è stata scelta, bensì mi ha scelta. Siamo quattro esseri umani tutti accompagnati da un proprio daimon, tutti rigorosamente scelti da loro e con caratteristiche in comune.
A Nerina piace dormire fino a tardi o in alternativa passare ore e ore sul letto a rilassarsi pur di sentire il contatto con me. Quando esce solo a me è permesso toccarla: qualsiasi altro membro della famiglia le si avvicini, persino chiamandola, lei scappa. Così come fugge quando se ne sta acciambellata sopra il marmo del termosifone e a qualcuno viene in mente di aprire le tende: io invece posso.
Nerina è finora l'unica gatta mai conosciuta cui non piace l'affettato. Puoi mangiare, lasciare sul tavolo, persino offrirle prosciutto come salame o mortadella e non viene a reclamare (o a rubacchiare) nulla, mantiene fieramente il suo piccolo regno sul divano. Conquistato poco faticosamente, ma sempre in combutta con l'anziano Winnie, il solo che può avvalersi di diritti essendo nato tra queste mura. Con Winnie c'è sempre qualche disputa su chi debba stare sul divano o anche sul davanzale della finestra.
E poi, dopo tanti litigi, ha saputo trovarla grazie all'ancora infallibile naso, ha salito la cesta vicina alla scatola di cartone sopra cui l'avevamo deposta in precedenza al funerale, e l'ha salutata. Ho letto in uno dei miei libri che gli altri compagni di vita di un gatto soffrono quando uno di loro se ne va. Sempre Winnie, la notte immediatamente successiva la sua scomparsa, ha miagolato per un po' prima di addormentarsi. Abbiamo pensato che fosse perchè infastidito dalla luce ancora accesa ma no, Winnie non fa queste cose. Non gliela avevamo ancora fatta vedere ma già lui sapeva che Nerina non era lì a dormire. E nei giorni seguenti sia lui che Penny si son fatti incredibilmente più affettuosi. Commuove ma purtroppo non rincuora.
Vorrei aver potuto prendere Nerina in braccio ogni qualvolta lo desiderava, persino quando interrompeva le videochiamate tra me e Andrea. Per sua fortuna era una ruffiana di prima categoria, e se non le davo retta allora non si faceva troppi problemi a chiedere attenzioni a mia sorella. Anche la sera precedente era sulle sue ginocchia.
Avrei preferito fosse mancata dentro casa piuttosto che sul terrazzo, comunque ringrazio che non sia andata a nascondersi spaventata dall'imminente venuta della falce. Ma al contempo sono in colpa perchè navigavo su internet col cellulare nei suoi ultimi istanti e non le sono stata vicina quando è palese che ha sofferto esalando i respiri che le rimanevano. Certo è stato veloce ed inaspettato ma il senso di colpa permane.
In questi otto anni e mezzo che è vissuta con noi le abbiamo dato la miglior vita che un gatto abbandonato avrebbe mai potuto sognare. Amata ricambiata perfino dal cane, non più tanto giovanotto all'epoca del suo arrivo, che come un fesso si lasciava leccare muso e orecchie. Il cane ha scodinzolato nel vederla, una cosa che ci ha straziato il cuore e fatto capire quanto noi confrontati a loro siamo piccoli.

L'altra mattina ho sognato che veniva sostituita da una micina con gli occhi blu grande quanto il palmo di una mano, e chiedevo a mio padre perchè. Lo ritengo prematuro, e soprattutto non ho bisogno di un nuovo gatto di cui occuparmi perchè voglio LEI, portatami via di punto in bianco forse da un infarto o da un trombo. Vederla pietrificata, con un occhio ancora aperto, grossa il doppio del normale anche se morta da pochi minuti, quando qualche ora prima è venuta in camera con le sue zampe e mi ha colmato di fusa... NO. Nerina non si può sostituire neppure per quando nell'impastare tirava fuori mezzo metro di unghie e incideva gambe, pancia, petto, quel che trovava alla sua portata. Neanche per le tante volte rapportate con gli altri felidi di casa che ha vomitato palle di pelo o pappa nel corso degli anni. Non è proprio possibile perchè come tutti è uguale solo a se stessa. Chi ci assicura che un gatto, prelevato da una casa amica o dalla strada, si affezionerà con tale potenza a te? Che si comporterà alla medesima maniera? Che sente la tua mancanza quando stai lontana sei giorni in occasione delle vacanze natalizie... e tu sai che c'è lei ad aspettarti ma non avverti il distacco? Un'altra cosa questa che non posso perdonarmi perchè col senno di poi avrei voluto essere con lei. Ma chi poteva immaginarlo? Winnie ha quasi quattordici anni, Nerina ne compiva dieci tra pochi mesi...











Tata grazie della compagnia, delle coccole, per essermi stata accanto nei momenti più bui, del divertimento che hai provocato e dell'onore per aver scelto me come tua fedele amica. Mi auguro di essere stata anche io tutto questo per te.