lunedì 30 marzo 2015

Recensione: Il giapponese cannibale di Antonio Pagliaro

Titolo: Il giapponese cannibale
Autore: Antonio Pagliaro
Editore: Senzapatria Editore
Anno di pubblicazione: 2010
Genere: Biografia, Giallo
Pagine: 64
Prezzo: € 5,00
La storia vera di Issei Sagawa, uno studente giapponese timido e pieno di complessi, nel 1981 a Parigi per un corso post-laurea. Un giorno invita a casa un'amica olandese di cui è innamorato per farle leggere poesie in tedesco, la uccide e la mangia. Viene arrestato ma torna presto libero. Diventa così esperto gastronomo, attore e regista di film porno ambientati fra mulini a vento, autore di romanzi di successo.

Recensione: Ogni crimine orrendo passa sempre da almeno un campanello d'allarme. Ciò per cui diverrà famoso Issei Sagawa è stato a lungo metabolizzato già dalla prima infanzia, quando la sua fiaba preferita era Hänsel e Gretel e aveva paura che la strega volesse mangiare anche lui ma, al contempo, era incredibilmente attratto da questa ipotesi.
Issei nacque di otto mesi e rimase minuscolo anche da adulto: pesa infatti trentotto chili per un metro e cinquantuno d'altezza.
Crescendo si rivela un ragazzo intelligente, gran lettore e appassionato di musica classica. A quindici anni all'insaputa della famiglia telefona ad uno psichiatra: ha scoperto la masturbazione con le fotografie di attrici dalla pelle candida, e fin qui nulla di strano. Ma desiderare di mangiarle non crede sia altrettanto normale.
Lui era piccolo e incompleto, pensava che mangiandole ne avrebbe assorbito la carnosità.
Il giovane Issei chiede aiuto, confidandosi con il fratello maggiore e più tardi con le prostitute. Nessuno lo prende sul serio e questa fantasia morbosa si trascinerà nella capitale francese, dove verrà consumato il delitto.
Issei amava l'Occidente. Issei amava soprattutto le grandi donne occidentali dalla pelle bianca. [...] Di Grace Kelly adorava le spalle bianche sempre in mostra. Sognava di morderle. Le donne orientali, invece, non gli davano alcuna emozione. Associava la pelle gialla alla puzza della metropolitana di Tokyo.
[...]
Da molti anni Issei desiderava mordere una donna occidentale. Voleva possedere le qualità di una donna bianca, sentirne l'esistenza nel modo più forte e intimo. Voleva morderla perchè mangiare è l'estensione della vista, del tatto, dell'odorato. Mangiare è come baciare, solo di più. È il bacio più intimo.
Renée Hartevelt ha venticinque anni quando fa la conoscenza di Sagawa. È divertita dal piccolo orientale, nonostante lui le abbia espressamente chiesto di sposarlo. Tragico errore. Se dall'altra parte vi è amore, non potrà mai esserci semplice amicizia.
L'11 giugno 1981 sarà infatti l'ultimo giorno di vita di Renée. Issei riuscirà ad ucciderla sparandole alla schiena con un colpo di fucile e così 'guarire', come è convinto da tempo, da questa sua ossessione.
Il lungo racconto ci viene narrato in terza persona, lontano dai raccapriccianti avvenimenti parigini del giugno 1981. Con questa modalità, il narratore non prende posizioni né esprime giudizi personali, lasciando così a chi legge l'interpretazione di una storia cominciata male e finita nella maniera più folle possibile. Scarcerato perchè giudicato sano di mente, Issei rientra in patria, dove non è condannabile perchè il reato di cui è accusato è stato compiuto fuori dal territorio nipponico. Non vuole essere considerato pazzo, prende soltanto antidepressivi. In seguito insieme allo scrittore Inuhiko Yomota scrive il primo di venti best sellers. Partecipa a programmi televisivi, dipinge, soprattutto natiche di donne bianche, e le sue mostre non conoscono fallimento.
Tenta la strada del cinema, ben presto nel settore pornografico, dove è attore e regista di pellicole incentrate sul cannibalismo. Collabora con una rivista curando una rubrica gastronomica, e alla domanda "Perchè non apre un ristorante?" si dichiara non interessato.
Issei è trattato da eroe ma in realtà il suo unico desiderio è morire. Ha capito che la guarigione non sarà mai realizzabile.

Quali conclusioni trarre da una lettura come Il giapponese cannibale? Certamente che si parla tanto di un Paese come il nostro in cui non c'è giustizia, ma non è che nel resto del mondo si stia tanto meglio. Gli unici a soffrire per questo orribile crimine sono famigliari e amici di Renée, che non troveranno mai pace ed equità. E Renée stessa, che ovviamente non può esprimere il suo parere, uccisa e mangiata per nulla se non la successiva celebrità del suo aguzzino, che ora vive completamente libero a Yokohama.
È una lettura che prende al massimo un'ora di tempo, cruda nelle parti più 'salienti' per cui sconsigliata ad ore pasti, ma da riscoprire. Il delitto è ormai archiviato, vecchio e non fa più notizia. A mio parere è sbagliato non documentarsi e non leggere questo libriccino perchè siamo convinti che il cannibalismo sia pratica delle tribù più primitive ed isolate dalla società. E come sempre ci viene insegnato a non giudicare dalle apparenze: Sagawa era un omettino innocente, timido che amava le donne occidentali, che male poteva mai fare?

mercoledì 25 marzo 2015

"I libri sono soltanto un mucchio di spazzatura. Non servono a niente."

Capitano dei pompieri: Montag, Montag! C'è una cosa che devi vedere! Andiamo, presto! Guarda che spettacolo! Ah Montag, lo sapevo, lo sapevo! Sai, tutto questo, l'esistenza di una biblioteca segreta era nota nelle alte sfere, ma non c'era modo di arrivarci. Soltanto una volta in vita mia avevo visto tanti libri in un posto solo. Allora ero un semplice pompiere, non ero ancora autorizzato a usare il lanciafiamme. Sono tutti nostri, Montag. Stammi a sentire, Montag: a tutti noi, una volta nella carriera, viene la curiosità di sapere cosa c'è in questi libri. Ci viene come una specie di smania, vero? Beh, dai retta a me, Montag: non c'è niente lì! I libri non hanno niente da dire! Guarda, queste sono opere di fantasia e parlano di gente che non è mai esistita. I pazzi che li leggono diventano insoddisfatti, cominciano a desiderare di vivere in modi diversi. Il che non è mai possibile. [...] Vieni qui, Montag. Tutta questa filosofia: liberiamocene! È anche peggio dei romanzi. Pensatori, filosofi... dicono tutti esattamente la stessa cosa... Soltanto io ho ragione, gli altri sono tutti imbecilli. In un secolo ti dicono che il destino dell'uomo è prestabilito; il secolo dopo, invece, ti dicono che ha libertà di scelta. È soltanto una questione di moda la filosofia. È come le gonne corte quest'anno, le gonne lunghe l'anno prossimo. Guarda, tutte storie di morti, biografie si chiamano, autobiografie: la mia vita, il mio diario, le mie memorie, le mie memorie... intime. Ma loro hanno cominciato solo... beh, per l'impulso di scrivere. Poi, hanno continuato solo per soddisfare la loro vanità, distinguersi dalla massa, essere diversi, poter guardare gli altri dall'alto in basso. Ah, premio dei critici. Questa è buona. Evidentemente aveva i critici dalla sua: uomo fortunato, eh? Lascia che ti dica una cosa, Montag: così, a occhio, quanti premi letterari diresti che venissero conferiti ogni anno in questo Paese? Cinque, dieci, quaranta? Nientemeno che mille e duecento. Chiunque mettesse un po' di nero sul bianco, finiva per vincere qualche premio, prima o poi. Ah, Robinson Crusoe. Ai negri non piaceva per via del servo, Venerdì. E Nietzsche... Nietzsche, questo non piaceva agli ebrei. Eccone uno sul cancro del polmone. Vedi, tutti i fumatori si spaventavano a morte e quindi, per la tranquillità di tutti, noi li bruciamo. Ah ah, questo qui dev'essere molto profondo: l'Etica di Aristotele. Naturalmente chiunque lo legga deve credere di essere superiore a chi non lo ha letto e... questo non è bene, Montag. Noi dobbiamo essere tutti uguali. L'unico modo per essere felici è di sentirci tutti uguali. Quindi, noi, dobbiamo bruciarli, Montag, fino all'ultimo.


Il dialogo che avete letto è tratto dalla trasposizione cinematografica di Fahrenheit 451, distribuito nelle sale nel 1966 per la regia di François Truffaut.
La riflessione che vorrei portare alla luce oggi è questa. Mia madre non legge romanzi, non c'è da meravigliarsi quindi se ho scoperto la lettura relativamente tardi rispetto ai grandi lettori (anzi è bene che sia riuscita a scoprirla!). Quel che lei non sopporta è il mio trovarmi di continuo in libreria a rifarmi gli occhi, acquistare volumi già letti in ebook e il semplice atto dell'acquisto. È arrivata a chiedermi se li compro perchè sto facendo una gara a chi ne ha di più (ma con chi?) e in realtà non mi interessano. COSA?!?!
Non sto a dilungarmi ulteriormente su ciò che crede e quante me ne sono sentite dire, ma l'ultima mi ha dato un po' da pensare. In tre parole: io leggo merda.
Tutto nasce dalla sua mania di fotocopiare ogni passaggio che reputa interessante dai testi che legge per poi passarceli. Le due pagine di oggi provenivano da Sei nato ricco. Una guida appassionante per ottenere successo e prosperità di Bob Proctor. Mi sono osata contraddirla dicendole che per oggi il libro da leggere lo avevo e che le fotocopie le avrei lette in un secondo momento. Da lì una discussione portando come esempio del mio leggere merda Lui è tornato, perchè l'ho regalato a un mio amico per Natale non perchè si sia messa a sfogliarlo. Fosse mai! Il bello è che tra di noi c'è dialogo, capita di toccare questo o quell'argomento e inevitabilmente di consigliare un libro in cui viene trattato, almeno da parte mia. Le propongo Sei come sei della Mazzucco dove c'è una bimba con due papà (argomento era adozione per i gay), e non vuole leggerlo. E io dovrei stare a sentire santoni che raccontano le esperienze dei propri pazienti, dove hanno sbagliato e come si sono corretti, perchè suddette esperienze possono aiutarmi a non commettere gli stessi errori? E dire che se l'uomo matura è grazie ai propri errori, cosa può trarre da quelli di un altro?
Comunque sia, la sua libreria si assomiglia un po' tutta: titoli simili che vanno a ripescare sempre i soliti due-tre argomenti (serenità, felicità, ricchezza, positività), copertina dove non è raffigurato nulla se non titolo e autore. Sul serio mi viene dura non condividere lo stesso pensiero per quanto riguarda le sue letture. Mi domando come faccia a raccapezzarsi quando deve comprare un libro e il più delle volte esce a mani vuote perchè non ricorda quale ha letto, e soprattutto se a quasi 52 anni ha ancora effettivamente bisogno di letture del genere. Io ritengo di no, che sia cresciuta a sufficienza. Però per favore, non etichettare con termini spregiativi tutto quello che ha permesso a me di crescere e rendermi la persona che sono!
Con affetto.

"Il lunedì bruciamo Lucrezio, il martedì Molière, mercoledì Machiavelli, giovedì Goldoni, venerdì Voltaire, il sabato Sartre e la domenica Dante."
(Guy Montag)

domenica 22 marzo 2015

Liebster Award 2015!

Buona domenica (piovosa, almeno dalle mie parti) a tutti! Oggi ritiro il Liebster Award primaverile donatomi da Giulia che ringrazio di cuore:


Regole del premio:

  • Ringraziare il blog che ti ha nominata;
  • Rispondere alle 10 domande;
  • Nominare altri 10 blog;
  • Porre altre 10 domande;
  • Comunicare la nomina ai 10 blog scelti.

1) Qual è il ricordo più bello da quando hai aperto il blog?
Continuo a pensare che il ricordo più bello sia stato il periodo dell'iniziativa 'Sotto l'albero di Natale' nel 2013. Lo scambiarsi doni tra amiche blogger mi ha fatto bene al cuore oltre a farmi sentire coccolata. A tutte vi ringrazio in ritardo per allora!

2) I tuoi gusti sono cambiati da quando hai aperto il blog? Se sì come?
Si e ne sono felice! Prima leggevo classici o comunque libri di cui mi era arrivata voce della loro esistenza alle orecchie, mentre con il blog ho scoperto il genere young adult che prima snobbavo perchè ritenevo non avessero nulla da insegnarmi. E invece quanti libri ora sono tra i miei preferiti e si trovano nel reparto di letteratura per ragazzi ♥
Do una possibilità ai 'soliti libri sfigati che non conosce nessuno' (cit. Aldo, Giovanni e Giacomo) se qualcosa nella trama mi colpisce, senza fermarmi alla fama di un determinato libro. In fondo alla gente appare già un punto interrogativo sulla faccia quando mi chiede chi è il mio cantante preferito (♥ Sebastian Bach ♥), quindi non vedo perchè privarmi di una buona lettura. Anzi se nessuno lo conosce è meglio, rimane una cosa mia :3

3) Quando devi comprare un nuovo libro ti affidi alle recensioni oppure segui l'istinto?
Cerco sempre qualche opinione in rete prima, più che per il voto affibbiato a un titolo lo faccio per sapere a cosa vado incontro, come argomento, stile ecc. Mi riserbo di comprare a scatola chiusa solo i libri di John Green e Aidan Chambers.

4) Cosa ne pensi degli ebook? Favorevole o contrario?
Assolutamente favorevole. Non solo lascio il posto a libri meritevoli di finire nella mia libreria ma evito di prendere tante cantonate. Comunque amo anche il cartaceo, se un titolo non lo trovo va a finire che lo compro per cui la carta non è in pericolo ma lunga vita all'inventore degli ebook!

5) Hai dei negozi online o fisici preferiti quando devi acquistare?
Quando devo acquistare è inteso 'ogni momento è buono'? Adoro la catena Feltrinelli, anche se mi è un po' caduta quando ho chiesto Dracula e mi hanno risposto che non lo avevano(!), e le librerie appartenenti al gruppo Mondadori per quanto riguarda i negozi fisici, mentre per quelli online i miei preferiti sono IBS e BookWeb, l'Eldorado dei libri rari prima di provare su ebay. Vi consiglio di farci un salto, non ve ne pentirete!

6) Hai una scorta o aspetti di finire tutti i libri che hai prima di acquistarne altri?
Soltanto questa settimana ho deciso di tenere anche io la TBR List (sbirciate pure, è QUI) per rendermi conto della situazione. Risultato: 87 libri da leggere. 87! Allarghiamoci a 90 visto che per fine mese devo acquistare Raccontami di un giorno perfetto, Il mondo secondo Bob e Cercando Alaska Edizione 10° anniversario (l'ho già letto ma stiamo parlando di settanta pagine inedite!). Sono un caso perso.

7) Le tue serie preferite.
Raven Boys

8) Ti è mai capitato di voler visitare un paese straniero dopo aver letto un libro ambientato lì?
Sto pensando alla meta più lontana mai visitata su carta, ma temo di non saper rispondere a questa domanda. Oltre a Stati Uniti e Inghilterra non mi viene in mente nulla.

9) Hai altre passioni oltre alla lettura?
Gli animali (gatti al primo posto ma nutro simpatia per gufi, unicorni e pipistrelli), la musica, l'informatica, la natura.

10)Goodreads o Anobii?
Su Goodreads non sono neppure iscritta quindi penso di dover rispondere Anobii. Mi piace questo sito perchè in primis è in lingua italiana, ho una libreria ordinata ed etichettata di tutto punto e grazie ai gruppi scambio tutti gli ebook che voglio.

Ora dovrei nominare altri 10 blog ma negli ultimi giorni ho visto molte volte la replica di questo post e praticamente tutti lo hanno ricevuto, anche più di una volta. Cito due blog in cui non mi pare di averlo visto e sono

Dreaming Wonderland.
Hay Lin bau bau

Le mie domande per voi:
1) Cosa senti che avresti perso se non avessi aperto il blog?
2) Hai mai ricomprato un libro che già possedevi perchè aveva una cover più bella?
3) Un film che (per una volta) è meglio del libro.
4) Ti leggevano storie quando eri piccolo/a? Qual era la tua preferita?
5) Se potessi resuscitare un personaggio letterario, chi sarebbe?
6) E uno scrittore?
7) Cosa ti influenza sulla scelta del prossimo libro da leggere?
8) C'è qualcosa che hai imparato in un romanzo che i libri di scuola non sono riusciti a fare?
9) C'è un libro che ti è particolarmente caro perchè era nella libreria di famiglia?
10)Il peggior stereotipo che riguarda gli amanti dei libri.

E ora passo ad avvisare i blog nominati. Se ci fosse ancora qualcuno che non lo ha fatto e vede questo post si senta libero di prendere il premio e rispondere alle mie domande.
That's all Folks! A presto!

giovedì 19 marzo 2015

Ad una persona molto speciale

Bambini più simili al papà che alla mamma secondo il DNA

Era troppo caruccio per non includerlo ^^

È un duro colpo per tutte le mamme, ma dovranno farsene una ragione: i bambini somigliano di più ai loro padri. Ma come, direte voi mamme, ma se il mio bimbo è tutto il mio ritratto? In effetti non stiamo parlando di somiglianze fisiche, o non solo di quelle, ma del corredo genico con cui ogni bambino vien al mondo e che è mutuato da entrambi i genitori. Quando avviene il concepimento, infatti, il nascituro forma il suo DNA a partire dai cromosomi materni e paterni - 46 in tutto - contenuti nei gameti femminili e maschili.
Ebbene, se, quindi, in teoria l'apporto genetico di mamma e papà è lo stesso, secondo quanto scoperto dai ricercatori del North Carolina (sui topi di laboratorio), "l'uso" di tale patrimonio ereditario non è lo stesso nei figli. Infatti tendiamo ad utilizzare le varianti genetiche ereditate per via paterna in misura superiore a quelle ricevute per via materna.

In buona sostanza, il nostro DNA è più simile a quello del nostro padre biologico rispetto a quello materno, e questo vale sia per i maschi che per le femmine. A noi, in realtà, interessa poco sapere quali infinitesimali variazioni di un qualche gene che sovrintende chissà quali funzioni biologiche del nostro organismo sia di derivazione paterna, ma interessa molto gli scienziati soprattutto in merito alla Ricerca sulle cause delle malattie genetiche trasmesse per linea ereditaria, come spiega uno degli autori dello studio, pubblicato sulla rivista Nature Genetics, il dottor Fernando Pardo-Manuel de Villena:

Questa scoperta apre le porte a una nuova zona di esplorazione nella genetica umana. Sappiamo che ci sono 95 geni sottoposti a imprinting, nei quali l'espressione di un gene (o di un gruppo) dipende da un tratto del genoma che proviene solo dal genitore maschio o solo dalla femmina. Ora sappiamo che oltre a questi ci sono migliaia di altri geni che possono avere caratteristiche legate a un solo genitore.

La scoperta, quindi, che può farci sorridere e scherzarci su, forse permetterà di perfezionare la diagnostica prenatale aprendo le strade ad un possibile intervento di "correzione" genica in caso di malattie ereditarie.
(5 marzo 2015)

Fonte:
http://www.bebeblog.it/post/144506/bambini-piu-simili-al-papa-che-alla-mamma-secondo-il-dna


Preghiera per mio figlio

Dammi un figlio, Signore,
che sia abbastanza forte
da riconoscere la sua debolezza
e abbastanza coraggioso
da affrontare se stesso davanti alla paura.
Dagli la forza di restare in piedi,
dopo una sconfitta onorevole,
così come la forza di restare umile
e semplice dopo la vittoria.
Dammi un figlio, Signore,
in cui i desideri non rimpiazzino le azioni,
un figlio che conosca Te e sappia
conoscere se stesso.
Fa che percorra, Te ne prego,
non il sentiero dell'agiatezza
e della comodità,
ma quello dello sforzo e della sfida
nella lotta contro le difficoltà.
Insegnagli a tenersi dritto nella tempesta,
ma ad avere comprensione per coloro
che sono deboli.
Dammi un figlio che abbia un cuore puro
e un ideale elevato,
un figlio che sappia dominarsi prima
di voler dominare gli altri,
un figlio che sappia ridere
senza dimenticare come si fa a piangere,
che avanzi verso il futuro senza dimenticarsi il passato.
E dopo tutto questo Signore,
dagli, Te ne prego, il senso dell'umorismo,
così che viva con serietà, ma sappia
guardare se stesso senza mai prendersi
troppo sul serio.
Dagli l'umiltà che gli ricordi sempre
la semplicità della vera grandezza,
l'apertura di spirito della vera sapienza,
e la dolcezza della vera forza.
E allora io, suo padre, potrò mormorare.
"Non ho vissuto invano".
(Douglas MacArthur)

giovedì 12 marzo 2015

The Dance Sequence is complete!

Buongiorno! Sapete cosa succede oggi? No? Recuperate la recensione di Danza sulla mia tomba  QUI che vi informo subito e saprete di cosa sto blaterando.
È in uscita oggi per Rizzoli (collana Best Bur) l'ultimo capitolo della Dance Sequence imbastita nel lontano 1978 con Breaktime. Tutti e sei i volumi non sono in alcun modo collegati tra di loro e il nome Dance Sequence sotto cui convenzionalmente sono raggruppati è probabilmente solo una questione di marketing. Questo è tutto: I racconti del cuscino di Cordelia Kenn era già approdato in terra italica, ma ci tenevo ad avere i libri di Chambers con la stessa veste grafica. E sono stata accontentata *.*

Titolo: Questo è tutto: I racconti del cuscino di Cordelia Kenn
Autore: Aidan Chambers
Editore: Rizzoli
Anno di pubblicazione: 2005
Genere: Romanzo
Pagine: 1011
Prezzo: € 14,00
Cordelia, diciannove anni, incinta, racconta alla bambina che verrà la storia della sua adolescenza, scegliendo l'antico modello dei "diari del cuscino" giapponesi: episodi, poesie, pensieri, liste. Tante forme diverse per raccontare le tappe più importanti della sua crescita. L'amore per Will, la scoperta del sesso, la relazione con un uomo sposato molto più grande di lei, le amicizie, le scelte di vita: tutto s'intreccia in un ritratto potente, appassionato, e persino irritante.

Dance Sequence di Aidan Chambers
  1. Breaktime, 1994 (Breaktime, 1978)
  2. Danza sulla mia tomba, 1997 (Dance on My Grave, 1982)
  3. Ora che so, 2004 (Now I know, 1987)
  4. Quando eravamo in tre, 2003 (The Toll Bridge, 1992)
  5. Cartoline dalla terra di nessuno, 2001 (Postcards from No Man's Land, 1999)
  6. Questo è tutto: I racconti del cuscino di Cordelia Kenn, 2005 (This is All: The Pillow Book of Cordelia Kenn, 2005)

Ma non è tutto perchè sempre in data odierna esce la riedizione di Muoio dalla voglia di conoscerti, che non rientra nella Dance Sequence ma si mormora sia bello ugualmente.

Titolo: Muoio dalla voglia di conoscerti
Autore: Aidan Chambers
Editore: Rizzoli
Anno di pubblicazione: 2012
Genere: Romanzo
Pagine: 285
Prezzo: € 10,00
Che cos'hanno in comune un vecchio e un ragazzo che non si conoscono? Quando l'anziano scrittore, voce narrante di questo romanzo, incontra per la prima volta il goffo e guardingo Karl, idraulico diciassettenne affetto da una forma di dislessia che tiene nascosta, non ne ha idea. È l'inizio di un'amicizia a sorpresa, fatta di scambi e di silenzi, di somiglianze e differenze. Karl ha bisogno dello scrittore perché gli scriva una lettera destinata alla sua ragazza, Fiorella, grande lettrice e grafomane che esige da lui parole forti, intense, messe su carta. Lo scrittore ancora non lo sa, ma anche lui ha bisogno di Karl, per uscire da un isolamento che rischia di ucciderlo.
Come vi sembrano? A me Questo è tutto ispira moltissimo (che saranno mai 1011 pagine?!), sono sempre più interessata agli scritti di Chambers e al suo essere re degli young adult decenni prima di John Green. Già, questo signore lo scorso dicembre ha compiuto ottant'anni! E, naturalmente, anche il fatto che il sesso non sia trattato come una piaga d'Egitto ma che invece abbia il suo delicato spazio non può che rassicurarmi nel metter mano al portafogli (che già mi sta inveendo contro come al solito, sob).

mercoledì 11 marzo 2015

Speciale: Letteratura sull'autolesionismo


Self-injury Awareness Day (SIAD)
Si svolge ogni anno, il 1° marzo, e come simbolo si dovrebbe indossare un bracciale arancione, vanno bene tutti i bracciali, potete anche costruirli voi con una striscia di carta e poi colorarlo.
Questa giornata ha lo scopo di aumentare la conoscenza generale dell'autolesionismo e per incoraggiare gli autolesionisti a parlare apertamente del loro problema con le persone che li circondano.
I bracciali possono essere indossati da tutti, anche da chi non è autolesionista, proprio per incoraggiare gli altri. Potete anche farne in più e regalarli ai vostri amici.

La maggior parte degli autolesionisti, non confessa a nessuno il suo problema. [...] Generalmente si crede che praticare autolesionismo significhi cercare attenzioni. Ma questo non è completamente esatto poiché in molti casi gli autolesionisti sono consapevoli delle loro ferite e cicatrici e ciò provoca un senso di vergogna e di colpa che porta loro a fare di tutto per nascondere i segni con l'abbigliamento (bracciali, polsini ad esempio); cercano inoltre di nascondere le loro ferite a chi gli sta attorno montando scuse e bugie per spiegare i segni evidenti.

Fonti:
https://www.facebook.com/events/523421341105153/
http://www.lavoceassociazioneculturaleasud.it/articolo.php?Articolo=596

Dopo questa premessa, parliamo di libri. Navigando sul web incontro spesso richieste di testi su tematiche particolarissime ma su cui si preferisce tacere. La quantità di fuori catalogo fa impallidire, come nel caso di libri sull'autolesionismo, dove ancora oggi il libro-bibbia è Un urlo rosso sangue seppur esaurito da anni. Anche se è inevitabile stilare una classifica partendo da esso, per questo motivo la mia idea era di raccogliere quante più opere possibili e soprattutto valide e atte a capire il fenomeno. Sempre dal sito di LaVoce si apprende che il 27% degli universitari ed il 31% degli studenti di scuola superiore afferma di essersi autolesionato almeno una volta nella vita. Per cui bando alle ciance, credo sia ora di cominciare.

Un urlo rosso sangue di Marilee Strong
1998, Frassinelli, Fuori catalogo
Cutters: coloro che si tagliano, è il significato nella nostra lingua. Coloro che esprimono un dolore immenso non attraverso le parole o giorni di digiuno o svuotando ripiani di un frigorifero, ma martoriando la propria carne. Lanciando un muto urlo rosso sangue.
Muovendosi tra psicopatologia e studio dei costumi, tra l'iniziale disinteresse della medicina ufficiale e il naturale riserbo di alcuni, Marilee Strong firma un libro scomodo e rilevatore di un fenomeno fine anni '90.


La pelle e la traccia. Le ferite del sé di David Le Breton
2005, Meltemi Editore, € 16,00
Incisioni, scorticature, scarificazioni, bruciature, escoriazioni, lacerazioni: la trama di questo libro è costituita dalle lesioni corporali che gli individui si autoinfliggono deliberatamente, nel contesto delle nostre società contemporanee. Uomini o donne – ma soprattutto donne – perfettamente inseriti nella rete creata dal legame sociale vi fanno ricorso come a una forma di regolazione delle proprie tensioni. La pelle diventa la superficie d'iscrizione del loro malessere. Si cambia il proprio corpo perché non si può cambiare l'ambiente circostante. Le ferite corporali non sono un indice di follia – proprio come i tentativi di suicidio, le fughe, i disturbi dell'alimentazione o altre forme di comportamento a rischio comuni fra le giovani generazioni – ma una particolare forma di lotta contro il male di vivere che segnala l'inadeguatezza della parola e del pensiero. L'alterazione del corpo è una ridefinizione di sé in una situazione dolorosa, un andare al di là del socialmente consentito per sentire qualcosa di forte – come se la vita normale non bastasse più. All'analisi di questa auto-chirurgia particolarmente diffusa tra gli adolescenti, David Le Breton aggiunge una riflessione sulle ferite corporali intenzionali in situazione carceraria – marchi indelebili che esprimono la resistenza all'umiliazione e alla reclusione – nonché sugli artisti di "body art" che, attraverso performances sanguinolente e dolorose, provano a scuotere lo specchio sociale.

Autolesionismo. Come smettere di farsi del male di Laurence Claes e Walter Vandereycken
2009, Baldini Castoldi Dalai, Fuori catalogo
Scopo di questo libro è offrire consigli pratici che possano aiutare a capire e ad affrontare la tendenza a farsi del male come tagliarsi, bruciarsi, procurarsi lividi, morsi, graffi, etc. Forti della loro esperienza clinica e scientifica, gli autori analizzano questo fenomeno tanto dal punto di vista di chi si ferisce quanto da quello delle persone coinvolte indirettamente. Una volta descritti i diversi tipi di autolesionismo, di cui vengono valutati gravità e significato, questi vengono posti in relazione con i problemi di autostima e con il modo di rapportarsi alla famiglia, agli amici e ai conoscenti. C'è la volontà di offrire uno sguardo approfondito di tali comportamenti, concentrandosi in particolare sui pensieri e le emozioni che precedono e seguono l'atto lesionistico in sé. Il libro contiene anche utili strumenti come questionari e test, consigli pratici per genitori e insegnanti, che permettono un approccio alla problematica passo dopo passo, nonché esempi concreti che mostrano le possibilità, ma anche i limiti, di un trattamento in piena autonomia. L'analisi è infine una preziosa base per pianificare terapie e strategie di prevenzione, nel tentativo di arginare questo spinoso fenomeno.

Donne che si fanno male di Dusty Miller
2007, Feltrinelli, € 8,00
Donne che muovono al proprio corpo una guerra spietata, sanguinaria, spesso clandestina, talvolta inconsapevole. Donne che si lasciano morire di fame, che si riempiono di cibo, lassativi, droga, tranquillanti, alcol. Donne che si feriscono e si torturano con le proprie mani, che si consegnano a diete devastanti o a deformanti chirurgie plastiche. Spesso il male che si fanno è irreversibile. Ma cosa c'è dietro a un fenomeno così pericolosamente diffuso? L'autrice identifica in questi comportamenti autodistruttivi una patologia complessa, denominata Sindrome da rimessa in atto del trauma, o Trs. Dietro la tragica esperienza di Fiora, Karen, June, Nancy, si nasconde una ferita dell'anima infantile mai rimarginata, frutto di ogni sorta di abuso.

Break. Ossa rotte di Hannah Moskowitz
2011, Giunti, € 9,90
Jonah ha una famiglia a dir poco difficile. Ha due genitori quasi assenti, che non ricordano più perché stanno insieme e a malapena riescono a tenere le fila di un matrimonio che sta rovinando la loro vita e quella dei figli. E ha due fratelli: Will, di pochi mesi, che piange incessantemente, e Jesse, di 16 anni. Il rapporto tra Jonah e Jesse va ben al di là dell'amore fraterno. Sì, perché Jonah è l'angelo custode di Jesse, colui che ogni giorno lo salva da morte sicura per soffocamento. Jesse soffre infatti di gravi allergie alimentari, soprattutto al latte e, dato che Will è ancora un poppante, Jesse non è mai al sicuro, nemmeno in casa. I suoi attacchi sono violenti, terribili, devastanti, tanto da spedirlo in ospedale. Jonah non può permettersi di perderlo mai di vista: controlla tutto ciò che mangia, tocca, respira. Si assicura anche che quella sbadata di sua madre non allatti Will e poi tocchi il fratello. Ogni volta che il cellulare squilla, il cuore di Jonah parte al galoppo per la paura che Jesse sia in fin di vita. Jonah vuole essere più forte, ha bisogno di essere più forte, per sorreggere una famiglia sull'orlo del baratro, per sostenere un fratello che rischia di morire ogni giorno, per non cedere al raptus omicida nei confronti di un bebè che riduce a brandelli i nervi di tutti. Rompersi le ossa e guarire è l'unico modo che Jonah conosce per rinforzarsi. Perché chiunque sa che un osso fratturato ha il potere di curarsi da solo e di ricrescere più forte, rinvigorito. E il primo pensiero di Jonah ogni mattina è quello di escogitare nuovi metodi per raggiungere lo scopo nella maniera più veloce ed efficace possibile. La sua è una storia di autodistruzione per amore. Dita, gomiti, femori, costole: il conto è minuziosamente riportato. È un'impresa metodica. Una scarica di adrenalina, poi il dolore, intenso, nauseante.

sabato 7 marzo 2015

Lettera ad una bambina che sta per nascere

Questi incantevoli versi sono il mio augurio per tutte voi. Buona festa della donna ♥

Cosa hai sentito finora del mondo
attraverso l'acqua e la pelle tesa della pancia di mamma?
Cosa ti hanno detto le tue orecchie imperfette
delle nostre paure?
Riusciremo a volerti senza pretendere,
a guardarti senza riempire il tuo spazio
di parole, inviti, divieti?
Riusciremo ad accorgerci di te anche dai tuoi silenzi,
a rispettare la tua crescita
senza gravarla di sensi di colpa e di affanni?
Riusciremo a stringerti
senza che il nostro contatto sia richiesta spasmodica
o ricatto d'affetto?
Vorrei che i tuoi Natali non fossero colmi di doni
- segnali a volte sfacciati delle nostre assenze -
ma di attenzioni.
Vorrei che gli adulti che incontrerai
fossero capaci di autorevolezza,
fermi e coerenti: qualità dei più saggi.
La coerenza, mi piacerebbe per te.
E la consapevolezza che nel mondo in cui verrai
esistono oltre alle regole
le relazioni
e che le une non sono meno necessarie delle altre,
ma facce di una stessa luna presente.
Mi piacerebbe che qualcuno ti insegnasse a inseguire le emozioni
come gli aquiloni fanno con le brezze più impreviste e spudorate;
tutte, anche quelle che sanno di dolore.
Mi piacerebbe che ti dicessero che la vita comprende la morte.
Perché il dolore non è solo vuota perdita
ma affettività, acquisizione oltre che sottrazione.
La morte è un testimone che i migliori di noi lasciano ad altri
nella convinzione che se ne possano giovare:
così nasce il ricordo,
la memoria più bella che è storia della nostra stessa identità.
Mi piacerebbe che qualcuno ti insegnasse a stare da sola,
ti salverebbe la vita.
Non dovrai rincorrere la mediocrità per riempire vuoti,
né pietire uno sguardo o un'ora d'amore.
Impara a creare la vita dentro la tua vita e a riempirla di fantasia.
Adora la tua inquietudine finché avrai forze e sorrisi,
cerca di usarla per contaminare gli altri,
soprattutto i più pavidi e vulnerabili.
Dona loro il tuo vento intrepido,
ascolta il loro silenzio con curiosità,
rispetta anche la loro paura eccessiva.
Mi piacerebbe che la persona che più ti amerà
possa amare il tuo congedo
come un marinaio che vede la sua vecchia barca allontanarsi
e galleggiare sapiente lungo la linea dell'orizzonte.
E tu allora porterai quell'amore sempre con te,
nascosto nella tua tasca più intima.

da Non siamo capaci di ascoltarli, di Paolo Crepet

© Anne Geddes

mercoledì 4 marzo 2015

Recensione: Danza sulla mia tomba di Aidan Chambers

Prima di leggere la recensione che segue dovete visionare questo video




Fatto? Pronti, via!

Titolo: Danza sulla mia tomba
Autore: Aidan Chambers
Editore: Rizzoli
Anno di pubblicazione: 1982
Genere: Romanzo
Pagine: 336
Prezzo: € 10,00
Strano hobby, la morte, per un ragazzo di sedici anni. Strana convinzione, quella che l'amicizia sia una scatola di fagioli magici. Poi ci sono le sue ginocchia troppo basse che odia, la scuola da tenere o lasciare, un padre poco democratico, una madre troppo fragile. All'improvviso arriva Barry, una barca a vela gialla al posto del classico cavallo bianco e una voglia trascinante di gustarsi la vita in ogni istante.

Recensione: Una promessa ma anche un crimine quel che Henry ha commesso in memoria dell'amato Barry, il compiere qualche passo di danza sulla sua tomba. In flagranza di reato è stato arrestato e ora un'assistente sociale si occupa del suo caso delicato, leggendo le carte che il giovane le fa recapitare, su cui sono appuntate le sette settimane dove il magico sogno d'infanzia dell'amico del cuore ha potuto concretizzarsi. Un brevissimo spazio temporale colmo di nuove sensazioni e tasselli chiave nella formazione di Henry sia emotiva che carrieristica.
Barry non c'è più, veniamo a saperlo immediatamente. Quello che segue è il racconto del sopravvissuto, Henry detto Hal, che per amore è in attesa di processo. Non tanto per dichiarare la sua innocenza quanto per non perdere alcun ricordo, si mette a scrivere. Ciò che ne fuoriesce è inframmezzato di tanto in tanto dai resoconti della signorina Atkins sugli incontri con il ragazzo e con il suo insegnante d'inglese, atti a comprendere l'accaduto e soccorrerlo per quanto può.
Henry è spaventato e disorientato se il suo sguardo volge al futuro, ma ora che affida alla carta le proprie paure almeno di una cosa è sicuro, ossia che perseguirà a scrivere.
Aidan Chambers ci consegna un'opera lasciata certamente a decantare a lungo, Danza sulla mia tomba infatti fu pubblicato quando aveva già quarantasette anni suonati, una penna affilata e priva di freni inibitori. Perchè prima della recensione avete trovato un video? Marco del canale Galassia Cartacea è riuscito a mettermi la classica pulce nell'orecchio: la sessualità negli young adult è argomento tabù, spesse volte riservato verso la fine come 'premio', senza alcun cenno lungo l'intera vicenda, come se i protagonisti non avessero desideri. Ecco quindi il nome del nostro salvatore: Aidan Chambers. Aidan Chambers meglio dell'osannato John Green, vale a dire il ciclone e la pioggerella (cit. Cercando Alaska). E miei cari curiosoni è davvero così, anche se questo è il mio primo di Chambers mi sono già procurata Breaktime e conto di acquistare piano piano l'intera produzione. Lui descrive adolescenti veri, timorosi di fronte la vita e le conseguenze delle proprie azioni ma anche e soprattutto nell'ambito della sfera sessuale. E fa strabuzzare gli occhi e al contempo innesca una ridarella nervosa scoprire l'anno della messa in stampa del romanzo: 1982!
Nominatemi uno young adult di cui le librerie straripano al giorno d'oggi ove i personaggi parlino apertamente dei loro organi sessuali o dell'urgenza di urinare. Farete fatica o non ne troverete affatto perchè c'è in atto una sorta di censura sui romanzi destinati al pubblico giovane, che comincia a sperimentare il sesso e può arrivare a credere che al proprio corpo stia accadendo qualcosa di riprovevole. Appunto perchè non se ne parla, ricavando informazioni dai coetanei il cui livello di sapere è alla pari. È censurato persino il desiderio o la semplice comprensione che ciò che sta in basso ha un suo scopo preciso, che magari un giorno servirà, che ESISTE. Gli young adult odierni trattano gli adolescenti come freschi ascoltatori di fiabe, dove vigono bene e male ma manca un particolare. Il sesso è insito nell'uomo dal ventre materno ma durante l'adolescenza si sveglia, uno dei primi campanelli d'allarme della crescita. Parlare di sesso è normale, a volte ossessivo, ma fa parte del processo di crescita e maturazione di un individuo. Che i nostri ragazzi vengano isolati persino da quei libri che dovrebbero comunicare ai loro cuori è una cosa triste e ingiusta.
Rasserenatevi, la narrazione non scadrà mai nel volgare e nella pornografia. Sarà sempre velata e poetica anche nei passi più 'salienti'.
Ci siamo spogliati nel palazzo degli specchi. Abbiamo ispezionato con tenerezza le ferite l'uno dell'altro. La mia faccia gonfia e il labbro rotto. Le abrasioni di Barry sui fianchi e sulle cosce e le escoriazioni sulle mani e le ginocchia, dovute allo sfregamento sul marciapiede. Nient'altro.
E nessun'altra scusa per toccare, seguire e accarezzare i contorni dei nostri corpi per la prima volta.
Per questo vi esorto sentitamente a recuperare i romanzi di Aidan Chambers. L'adolescenza che traspare nel suo scritto è pulita, giocosa, sofferente e genuina allo stesso modo dei ragazzi che incontriamo per strada. Eh sì, il vostro (nostro) John Green verrà spodestato dopo la lettura di uno qualsiasi dei suoi libri. Insieme a Danza sulla mia tomba il migliore è considerato Cartoline dalla terra di nessuno, pubblicato nel 1999 dopo otto anni di gestazione e vincitore della Carnegie Medal per cui concorreva nientemeno che Harry Potter e il prigioniero di Azkaban!

Io non scrivo come un adulto che si guarda alle spalle. Scrivo come
un adolescente che fa le sue esperienze per la prima volta.
(Aidan Chambers)

Dance Sequence di Aidan Chambers
  1. Breaktime, 1994 (Breaktime, 1978)
  2. Danza sulla mia tomba, 1997 (Dance on My Grave, 1982)
  3. Ora che so, 2004 (Now I know, 1987)
  4. Quando eravamo in tre, 2003 (The Toll Bridge, 1992)
  5. Cartoline dalla terra di nessuno, 2001 (Postcards from No Man's Land, 1999)
  6. Questo è tutto: I racconti del cuscino di Cordelia Kenn, 2005 (This is All: The Pillow Book of Cordelia Kenn, 2005)

domenica 1 marzo 2015

Monthly Recap #18: Febbraio

Buongiorno! Oggi la Monthly Recap diventa maggiorenne! Questo significa che l'ho adottata un anno e mezzo fa, senza contare gennaio 2014, mese in cui non era stata pubblicata per 'mancanza di fondi' diciamo così.
Ho letto un po' di più e non posso che essere fiera di me, ho speso un patrimonio (ma qui aiutano risorse materne e negozi di libri a metà prezzo), e aggiunto ulteriori titoli alla lista di Babbo Natale che se continua su questa linea mi denuncerà per maltrattamenti :S
Anyway, andiamo a vedere cosa ho combinato a febbraio:

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-Un mese di libri-

Letti
Gli insegnamenti di Don Juan di Carlos Castaneda
Raven Boys. Ladri di sogni di Maggie Stiefvater
Fiabe per robot di Stanislaw Lem
L'importanza di chiamarsi Cristian Grei di Chiara Parenti
Danza sulla mia tomba di Aidan Chambers {in corso}

Acquisti/in regalo/in prestito
Ho deciso di non mangiare più di Justine
Krokodil di Marina Achmedova
Leggera come i sogni di Pierre Bottero
Fiabe e leggende ebraiche a cura di Claus Stephani  Libreria Universitaria
I racconti del Talmud a cura di Giuseppe Laras  Il Faro
La custode di mia sorella di Jodi Picoult
La tranquillità dell'animo di Seneca
LSD. Il mio bambino difficile di Albert Hofmann
La farfalla dalle ali di cristallo di Alessia Michelon. Tardando ad annullare l'ordine sono stata costretta a comprarlo perchè, essendo stampato dalla Youcanprint, la libreria non poteva restituirlo. Così adesso me lo ritrovo sul groppone, se c'è qualcuno che lo vuole ha solo da farmi un fischio. Per la scheda andate ➜ QUI
Noi siamo grandi come la vita di Ava Dellaira
La bugia di Natale di Seth Grahame-Smith
Il Corano ➜ Edizioni UTET
Breaktime di Aidan Chambers
I colori del buio di Kathryn Erskine

In wishlist
Il mio corpo elettrico di Lori Lansens
Ritratto di un tossico da giovane di Bill Clegg
Il corvo di Kader Abdolah
La pianista e i lupi di Hella Haasse
Il mio amico Hitler di Yukio Mishima
È una questione d'amore di Alex Sanchez
Il diario del professor Abraham Van Helsing di Allen Conrad Kupfer
I ghepardi di Finn Carling
Morfina di Michail Bulgakov
Domenica con le Supremes di Edward Kelsey Moore
Il lupo. Io so da dove vengo e cosa sono: io sono il lupo, il predatore di Joseph Smith
Viola Fòscari di Tea Ranno
Manga, fast food & samurai. Un Giappone tutto sbagliato di Peter Carey

Miglior lettura


Questa serie mi ha letteralmente stregata!

Spazio note
Soliti problemi grafici che io e Serena stiamo risolvendo. A proposito della messa in vendita/scambio di La farfalla dalle ali di cristallo (v. sopra), l'intenzione è proprio quella di creare una pagina apposita per i libri che non voglio tenere e metterli in vendita o anche in scambio se avete qualche libruccio che non vi piace e intendete sbolognare.
E con questo è tutto, vi auguro un mese sereno e ricco di belle letture!