venerdì 28 marzo 2014

Ascoltami, donna

© Francesca Woodman
Quest'anno ricordo l'8 marzo con venti giorni di ritardo. No, non ho dato di matto, molto semplicemente tutte le poesie e le odi del mondo ancora una volta non sarebbero state altro che parole al vento. Le donne battagliano per parità dei sessi e quote rose ma poi sotto un tetto la loro forza di ribellione viene meno.
Ce lo conferma la cronaca che le violente morti di donne sono quasi sempre per mano di una persona conosciuta. E spesso il tragico finale è preceduto da campanelli d'allarme: uno schiaffo, e la solita scena melodrammatica del marito o fidanzato in lacrime che promette che non succederà più. Già, la volta seguente rincarerà la dose.
Care donne, gli uomini che vi amano possono essere gelosi quanto vogliono ma non alzeranno mai le mani su di voi. Chi vi ama non permetterà che vi impiastricciate la faccia di fondotinta per coprire i segni delle botte: non ce ne saranno, perchè siete splendide come mamma vi ha fatte. E se nel malaugurato caso vi interessasse un altro, non stareste certo insieme a lui.
Per tutti questi motivi, da quando ho aperto il blog ho subito inserito la tag Help Donna, un piccolo gadget creato da Il telaio di Penelope riportante il numero verde "Antiviolenza donna" 1522 e il link all'elenco dei centri specializzati presenti sul territorio italiano. Lo dice la stessa Penelope che può sembrare una sciocchezza, chi vuoi che con tutto quello che ha da leggere quando naviga si fermi su un numero verde, ma chissà che il paio di occhi che lo vede non possa essere salvato in questo modo? Io ci sto provando, ed è comunque un promemoria per me, una prevenzione per il futuro. La tag Help Donna, in diverse versioni a scelta, è liberamente prelevabile a QUESTO indirizzo.

Vademecum per tutte
Quali consigli si possono dare alle donne per evitare situazioni di pericolo?
[...] Gli eventi di cronaca sembrano fornire alcuni suggerimenti utili per la loro incolumità:

1. Riuscire a liberarsi definitivamente dalla sottomissione psicologica in cui alcuni uomini riescono ad indurre la propria partner.

2. Non accettare mai situazioni di ricatto emotivo riassumibili in espressioni quali "se mi lasci mi uccido" o "sei mia o di nessun altro".

3. Non accettare mai un ulteriore "ultimo" appuntamento.

4. Mai pensare di poter cambiare il compagno. A tale proposito, è bene ricordare a titolo di esempio Marco Mariolini che, perfino dopo l'omicidio commesso, ha affermato: "so di essere colpevole per la legge, ma moralmente mi sento innocente".

5. Non esitare a denunciare gli uomini violenti e a rivolgersi a professionisti che facilitino l'uscita dalle situazioni di sottomissione psicologica.

Fonte:
http://www.antoniolatorre.it/art.passionifatali.html

lunedì 24 marzo 2014

Tag: Libri (e dintorni) dalla A alla Z

E rieccomi su queste care pagine, buon tardo pomeriggio! Oggi compilo questo tag trovato sul blog di Ilenia. Come sempre buona lettura, e se lo fate non dimenticate di lasciarmi il link perchè sono curiosa.


A
Autore con la A maiuscola (quello di cui hai letto più libri):
Letti non so, ma sono sicura sull'autore (autrice in questo caso) di cui possiedo più libri ed è Amélie Nothomb.

B
Bevo responsabilmente, mentre leggo:
Difficile se non impossibile che ci sia qualcosa di potabile intorno a me mentre leggo, al massimo una bottiglia d'acqua naturale.

C
Confesso di aver letto:
Degli stralci di Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire e non contenta ho persino l'ebook nel dispositivo. Ho detto ebook, non mi sognerei mai di versare un solo euro per un simile aborto letterario.

D
Devo smettere di:
Accendere il computer se ho programmato di leggere perchè immancabilmente mi perdo e finisco col non prendere proprio in mano il libro. E di farmi tentare dai libri romance/erotici perchè magari trovo qualcosa nella trama che mi ispira. Le overdosi di sesso e struggimenti amorosi non fanno bene alla mia salute mentale, masochista che non sono altro.

E
E-reader o cartaceo:
Entrambi ma sono in un periodo di felice ritorno al cartaceo. Escono più soldi dal portafogli ma non ho problemi di batteria perennemente scarica.

F
Fangirl impenitente di:
Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino e tutti quei libri che trattano di argomenti 'carini' come droga e adolescenze difficili.

G
Genere preferito e che di solito non leggi:
Non ho un genere preferito, leggo tutto a prescindere anche se ho notato una predilezione per le autobiografie, meglio come dicevo se trattano di tematiche scomode come droga, vite al limite ecc. Non leggo gialli, harmony (ammesso che si possano considerare libri) e il thriller fine a se stesso, che nel mio caso deve obbligatoriamente essere misto ad altri generi.

H
Ho atteso a lungo per:
La notte e il giorno di Wally Lamb, fuori catalogo da secoli e acquistato da una ragazza su aNobii. Un immenso grazie alla nostra Serena per il consiglio!

I
In lettura al momento:
Ma come fa a far tutto? di Allison Pearson. Sembra davvero di rivedere Sarah Jessica Parker, attrice che mi piace parecchio, e se non ci sono intoppi conto di finirlo in brevissimo tempo.

L
Luogo preferito per leggere:
Letto o divano, l'importante è che non ci sia nessuna fonte di disturbo eccezion fatta per i gatti :3

M
Miglior prequel di sempre:
Non credo di averne mai letti.

N
Non vorrei mai leggere:
Vedi sopra, avevo giurato di non leggere mai Melissa P. e invece se ne sta comoda nel mio ebook! Comunque direi Susanna Tamaro (dopo aver saputo di Cuore di ciccia ho detto basta ancor prima di cominciare) e tutti quei libri trash propinatici da tv e giornalisti aspiranti scrittori (v. Bruno Vespa). E come dimenticare Marc Levy che stava per farmi abbandonare il mondo della lettura! Clicca qui

O
Once more (un libro che hai riletto tante volte, ma rileggeresti ancora):
Non rileggo mai volumi interi, semmai qualche capitolo. Messe così le cose ho letto, riletto e rileggerei ancora Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino e La mia migliore amica di Anne-Sophie Brasme.

P
Perla nascosta (un libro che non ti aspettavi fosse così bello):
Odio ripetermi Colpa delle stelle di John Green, osannato da tutti ed inaspettatamente molto bello e gran consigliere di vita. La cosa strana sta nell'averlo consigliato a due ragazze e che non sia piaciuto a nessuna delle due(!)

Q
Questioni irrisolte (un libro che non sei riuscita a finire):
Mi spiace dirlo ma L'anima tra le aquile di Antonio Renna. Quando è passato a descrivere i regni non ce l'ho più fatta.

R
Rimpianti letterari (serie interrotte o libri perduti che non potrete finire di leggere):
Volevi dire libri abbandonati per pigrizia in attesa di 'tempi migliori', e qui abbiamo: Delfini di Banana Yoshimoto, Lo straniero di Albert Camus, Firmino di Sam Savage e Dannazione di Chuck Palahniuk.

S
Serie iniziate e mai finite:
Attualmente nessuna.

T
Tre dei tuoi antagonisti preferiti:
Non ho mai letto nemmeno Harry Potter, come faccio a rispondere? Il lupo dei Tre porcellini vale?

U
Un appuntamento con (personaggio di fantasia):
Augustus Waters!

V
Vorrei non aver letto:
Tutti i libri che per una ragione o per l'altra non ho digerito, a cominciare da Se solo fosse vero di Marc Levy e passando per Madame Bovary.

Z
Zanna avvelenata (quel finale che proprio non hai mandato giù):
Epistolario erotico tra due internauti sconosciuti di Manuela Minelli (QUI la mia recensione). Non era nemmeno un granchè come libro ma vederlo finire così... sarà che ho vissuto una storia di chat e non era esattamente il finale che mi aspettavo anzi.

mercoledì 19 marzo 2014

Recensione: Niente mi basta di Giusi Quarenghi

Devo prima di tutto ringraziare le amiche Jene per avermi suggerito questo libro, grazie!

Titolo: Niente mi basta
Autore: Giusi Quarenghi
Editore: Salani
Anno di pubblicazione: 2012
Genere: Romanzo
Pagine: 143
Prezzo: € 12,00
Riedizione di Un corpo di donna, uscito nel 1997
La protagonista ha quattordici anni e una vita "normale". Ma lei non si sente tale. Non si piace, il suo corpo le sembra goffo e grosso, non si sente capita dai genitori e dai compagni di scuola, si sente sempre impacciata e fuori luogo. Il suo rapporto con il cibo oscilla tra l'anoressia e la bulimia: fa grosse scorpacciate e vomita, oppure, semplicemente, non mangia. Ma non ci si può rifiutare di crescere, e la strada dell'adolescenza, seppur lunga e dissestata, non è infinita. E dietro l'angolo ci può essere un'amica speciale con cui cominciare ad affrontare questo viaggio.
Recensione: Un libro che si occupa di temi quali bulimia e disturbi alimentari in genere può occupare il reparto di narrativa per ragazzi? Non l'avrei mai detto eppure devo ricredermi dopo questa veloce lettura. Niente mi basta (Un corpo di donna nella precedente edizione), parla sì di argomenti tanto cari alle adolescenti come l'amore, l'amicizia e i rapporti vacillanti con i genitori ma ne aggiunge uno su cui sarebbe bene prestare un po' più di ascolto e attenzione: i primi problemi con il cibo. Tua figlia non mangia per somigliare alle modelle delle riviste di moda o si abbuffa per riempire il vuoto che la circonda? Queste due non sono che le facce della stessa medaglia nella vita reale e in quella fittizia del racconto.
Melania Gaspara è l'antitesi della popolarità nella sua scuola, il primo luogo al mondo dove l'aspetto conta più delle proprie capacità. Ha in testa un casco di capelli ricci, un corpo magro frutto del vomito autoindotto e nessun amico. E' nata e cresciuta all'ombra del fratello, pupillo di mamma e papà e molto fortunato nella vita. Non può contare sul loro appoggio, men che meno su quello materno, non raro tra madri e figlie in questa età burrascosa. Melania, più conosciuta con il suo secondo orribile nome ereditato dal nonno, si avvia verso l'età adulta studiando con impegno ed evitando il più possibile la socialità. Quando una compagna di classe sembra ricordarsi della sua esistenza e le consegna un invito per la sua festa di compleanno, dapprima stenta a crederci pensando ad uno scherzo, e poi decide di non andarci.
Mi sono ritrovata molto nel comportamento di Melania: condurre i primi anni in solitudine, giocando da soli, non solo non aiuta nell'approccio con gli altri ma fa in modo che degli altri se ne fa a meno e anzi in occasioni come feste e ritrovi vari si inventano mille scuse per non uscire di casa. La mia preferita era il denaro: "no mamma, non voglio andare là perchè spendi soldi". Eppure mia madre sarebbe stata felicissima di spendere quei soldi, perchè l'avrebbe fatto per la sua bambina. Ma come fai ad andare incontro ai coetanei con slancio, quando per anni li hai visti solo a scuola e alle feste non c'era mai nessuno? Io ancora non ho risposta a questa domanda, tranne che leggermi in questo libro sotto il nome di Melania mi ha fatto male. Sì sono io, anche se io andavo volentieri ai compleanni dei compagni, chissà poi perchè. E come lei mangiavo, convinta con il cibo di colmare i vuoti che finivo per trascinarmi dietro.
I piani di Melania comunque non andranno secondo i suoi calcoli, sarà presente alla festa di Giulia con un regalino tra le mani, la aiuterà a sistemare i bagordi della notte e diverrà per davvero un'amica, anche se l'unica. Il racconto è diviso in due parti, la prima narrata da una voce esterna e la seconda dalla stessa Melania, ora diventata donna, che ripercorre all'incirca la strada che l'ha portata ad essere quello che è. L'aver trovato Giulia, la spassosissima zia Nenette che parla per aforismi e il suo gatto Psycho non sarà che l'incentivo a migliorarsi, uscendo dal suo guscio pieno di paure, dandosi i giusti tempi per guarire le ferite ed aprirsi al mondo. Scrittura semplice ed essenziale, che non giudica, rivolta ai più giovani. Questo libro non mi ha però convinta del tutto, gli episodi di bulimia e rifiuto del proprio corpo avrebbero potuto trovare maggiore spazio e chiarimento. Se comunque siete attratti dall'argomento, vuoi per esperienza personale o altro, è un testo leggero e ideale per cominciare ad entrare nella tematica senza esserne turbati ma capaci all'ascolto. Si legge dai dodici anni, ma vale per tutta la vita.
Che sollievo sarebbe stato vomitare, insieme al cibo, anche se stessa. Ma forse era proprio quello che succedeva, tanto forte era la sensazione di essere tutta nella gola, di stare intera nella bocca e di venir poi buttata fuori. Sentiva il cuore arrivarle fin sulle labbra e poi ritornare giù, per essere affannosamente risospinto in su. Su e giù, su e giù, e lei impotente a fermarlo.
Mangiare non la rendeva felice. Però la placava, cancellava l'angoscia... Quando sentiva che non avrebbe più potuto ingoiare neanche un'oliva, allora, di colpo, tutto quel cibo dentro le diventava insopportabile, un'occupazione indebita, una cosa rivoltante. Doveva liberarsene immediatamente, ritornare indietro, a quando aveva fame. Perché a quel punto 'sentire fame' le sembrava qualcosa di nobile e di superiore, un obiettivo da raggiungere, la rassicurante conferma di non avere niente dentro, niente di estraneo che potesse renderla più rotonda, più tanta, più pesante. E poi sentirsi pieni è soffocante e spregevole, e la sazietà è volgare. I sazi non hanno anima, gli affamati non hanno che quella.

lunedì 10 marzo 2014

Premi da uno sconosciuto


Buonasera pellegrini,
con il presente intenderei far luce su premi, tag, catene di Sant'Antonio e ciò che allegramente io stessa faccio girare per svuotare la mente e ringraziare voi per primi. Perchè a questo secondo me sono stati inventati prima ancora del conoscere altri blog; io non sono una persona molto loquace anzi ho bisogno di fidarmi dell'altro per lasciarmi andare a confidenze, non sono brava insomma ad aprire il mio cuore contando sull'appoggio delle parole. Utilizzo quindi immagini e gesti principalmente, e i vari premi che circolano nella blogosfera sono per me delle ottime forme per dire 'apprezzo quel che fai, meriti questo ed altro ancora'. Ma, e qui vengo al dunque, esistono utenti per cui non è chiaro il sistema del prendere e dispensare. Per farla breve, nelle ultime ore mi sono vista assegnare il premio Liebster Award da una ragazza di cui non avevo mai sentito parlare, non iscritta al mio blog come lettrice fissa e mai letta in un commento, né sul mio blog né su quello di nessun altro. Un premio già ricevuto ma che comunque accetto sempre, salvo questa volta che ho deciso di non farlo. Dovrei? La ragazza sembra nuova di queste parti, il suo blog è nato a febbraio, ma a parte questo (si possono benissimo cancellare tutti i post e ricominciare da capo) non mi aveva mai commentata né tantomeno letta, perchè allora premiare proprio me? Da dove ha recuperato l'indirizzo del mio blog quando non ho mai visto i suoi nick e avatar in giro? Capisco le new entry, anche a me capita di seguire blog sotto silenzio ossia non iscritta, ma anche se provo simpatia per il blogger in questione mai mi sognerei di piombare nel suo spazio per comunicargli che da me c'è un premio per lui o lei. Se non altro per educazione, il destinatario dovrebbe conoscere 'di vista' io che come un pony express gli consegno qualche cosa. A caval donato non si guarda in bocca, lo so e ne è la prova l'iniziativa "Sotto l'albero di Natale" dove con qualcuno di voi c'è stato lo scambio di indirizzi per strenne non digitali, ma è stato diverso, stupendo, possibilmente da ripetere il Natale prossimo, ma il punto è che sapevo più o meno chi eravate proprio da comunicazioni precedenti avvenute nei nostri blog. Non nego quanto un regalo inatteso faccia bene allo spirito ma continuo a chiedermi quali motivazioni hanno spinto questa ragazza a menzionare proprio me e una sola risposta sovrasta le altre: la pubblicità. Della serie io mi aggiungo ai lettori-tu vedi il numero aumentato e clicchi sull'avatar del nuovo iscritto-conseguentemente ricambi la cortesia.
Sto divagando, allora la domanda è: ti ringrazio, ma perchè proprio a me?
A voi è capitato?

P.S. La generosa donatrice in questione nemmeno si è iscritta ai lettori fissi, quindi la domanda su un regalo palesemente campato per aria sorge più che spontanea.

giovedì 6 marzo 2014

Recensione: Mi si è fermato il cuore di Chamed

Titolo: Mi si è fermato il cuore
Autore: Chamed
Editore: Newton Compton
Anno di pubblicazione: 2014
Genere: Autobiografia 
Pagine: 224
Prezzo: € 9,90
La vita di Chamed è stata sfortunata. Ancora bambina, le viene diagnosticata una poliomielite incurabile. E invece, grazie al suo coraggio e alla forza del padre, riesce a guarire e camminare di nuovo. Ma la cattiva stella sotto cui è nata pare non volerla abbandonare: a soli quattordici anni perde i genitori in un incidente d'auto. Essere affidata a una zia coincide con l'inizio del suo incubo: odiata, disprezzata e maltrattata da chi invece dovrebbe amarla, Chamed tenta il suicidio e subito dopo viene internata in manicomio. La legge Basaglia non è ancora entrata in vigore, e la ragazza va incontro all'inferno vero e proprio: violenze, abusi e l'immancabile elettroshock. Eppure, nonostante tutto, Chamed riesce a trovare il modo per denunciare i suoi aguzzini, grazie all'aiuto di un medico illuminato che la adotterà e le darà modo di ricominciare a vivere. Finché l'amore sembrerà illuminare la sua vita. Una storia vera, una testimonianza toccante sul dolore, sulla forza e il coraggio che sono in ognuno di noi.


L'autore:

Chamed è lo pseudonimo dietro al quale si cela la protagonista di Mi si è fermato il cuore. Che è il racconto vero della sua vita. Il libro, pubblicato nel 2012 da un altro editore, ha riscosso un notevole successo tra i lettori, occupando per molti mesi le classifiche dei libri più venduti sugli store.






Copertina originale
Recensione: Romanzi forti ne ho letti ma nessuno finora arriva ad eguagliare questo, Mi si è fermato il cuore. Prima dell'internamento nell'ospedale psichiatrico, ancor più dolorosa è l'esperienza in casa degli zii seguita alla morte dei genitori. Zio Raul, fratello della madre, la adora, ma spesso è fuori per lavoro; lei, zia Patrizia, si rivela una della matrigne più (mi si passi il termine) bastarde che il genere umano abbia mai prodotto. Bastarda, sì. Avrei voluto metterle le mani attorno al collo e stringere, non fosse che con tutta probabilità è già morta e sepolta. La sola 'colpa' di Chamed è stata l'essere nata da un'altra donna, la zia era innamorata di suo padre tanto da chiamare la figlia con lo stesso nome dell'amore rubato. Negli occhi di Chamed rivede Michael, e i frutti della sua rabbia sono veramente agghiaccianti. Chamed, figlia unica, per i primi quattordici anni ha vissuto circondata da amore, ora il suo mondo è costellato di insulti, maltrattamenti e solitudine.
Mentre camminavo vidi una signora che aveva partecipato ai funerali. Mi avvicinai per salutarla, ma lei si allontanò. Pensai che non mi avesse riconosciuta [...]. Proseguii per la mia strada. Mi accorsi che dall'altra parte del marciapiede c'era una conoscente di mamma, veniva tutti i giovedì a casa mia a pregare con altre persone. Attraversai la carreggiata, la raggiunsi, la salutai. Non mi rispose e se ne andò come se avessi la lebbra. Allora notai che le persone che mi conoscevano e che ai funerali piangevano e mi baciavano, dicendo «se hai bisogno chiamami, io ci sarò sempre per te», adesso, quando mi vedevano da lontano, cambiavano strada, mi evitavano come un'appestata. Non riuscii a trovare una sola ragione che potesse dare un senso a quanto stavo vivendo. Non mi rimaneva altro che il freddo, il buio, il vuoto.
Delle varie angherie attuate dalla perfidia della zia, la più terrificante a parer mio è quando arriva a fasciarle il seno, prosperoso e provocante per aver solo quattordici anni, «A casa mia non voglio puttane», le dice. Può somigliare ad un consiglio materno o una variante dei piedi fasciati delle donne cinesi, per evitare che il seno cresca ancora, non fosse che l'intingolo con cui la ragazza viene fasciata è calce: l'obiettivo non è arrestarne la crescita ma farlo cadere. L'episodio mi ha fatto salire i brividi lungo la schiena, fino a questo momento il romanzo era una copia più o meno riuscita di Cenerentola ma invece mi ritrovo ad aver a che fare con la realtà, che supera ogni fantasia. La sua storia è intrisa di tristezza dalla prima pagina ma quel che le capita durante l'adolescenza è un ammonticchiare dolore continuo, una battaglia contro chi dovrebbe volerle bene che lascia spiazzati. Non mi ha affatto stupito il tentativo di fuggirne ingollando pillole, si cerca la morte per molto meno e Chamed ha sofferto a sufficienza per la sua età.
L'entrata al manicomio passa attraverso i fumi delle pasticche, come in un sogno, per qualche pagina ho creduto di leggere i postumi del tentato suicidio. Chamed, creduta pazza dalle voci fatte circolare dalla zia, con facilità viene sbattuta lì dentro senza possibilità di venirne fuori. Solo il medico curante prende in esame la sua verità aiutandola ad uscirne.
Lo stile di scrittura è molto semplice e per questo arriva diritto al punto. Si legge velocemente proprio per sapere cosa ne è stato di Chamed, autrice del libro certo, ma non si sa fino alla fine se viva o vittima che piange sulle cicatrici passate.

sabato 1 marzo 2014

Monthly Recap #6: Febbraio


In questa vignetta è ritratta molto fedelmente la mia espressione nel ritrovarmi un bel giorno privata della connessione a internet. Vuole l'uomo rendersi conto che vive connesso, fa acquisti, legge, scrive, comunica per mezzo della rete e se non può accedervi va in paranoia e non sa più come impiegare il tempo? So bene che la risposta è no, soltanto io abito al limitare del bosco dove il segnale ADSL è inesistente e devo sottostare alle leggi delle chiavette che ogni 3x2 ti fanno ciao lasciandoti a terra. Ma bando alle ciance eccomi di ritorno, per ora. In tempo per un'altra Monthly Recap, la rubrica che riassume in un unico post gli avvenimenti degli ultimi trenta giorni del blog. Nel remotissimo caso che qualcuno se ne fosse accorto, quella del mese di gennaio non l'ho pubblicata, a parte due tag e altre sciocchezze non avevo detto molto.
Cominciamo, su!
Febbraio può vantare(?) il record di un'unica recensione:



Ho fatto da tramite per la Petizione per far uscire Colpa delle stelle a giugno. Se non l'avete fatto siete ancora tutti in tempo a firmare, basta un account Twitter.
Naturalmente ho aderito alla seconda edizione del No Captcha Day con il post IO DICO NO AL CAPTCHA 2014, che udite udite ha permesso ad una persona di eliminarlo dal suo blog, evviva!
Ho compilato il tag It's Valentine's time per San Valentino, ricevuto il premio Liebster Award ed infine creato un mega post su Christiane F. e l'imminente uscita in libreria del seguito dei "Ragazzi dello zoo di Berlino". Lo trovate QUI, ho anche provveduto a correggere i dati del libro, l'altro ieri al posto dei € 9,90 preventivati ne ho sborsati 17 per portarmelo a casa. Ne è comunque valsa la pena dato che è corredato di fotografie e la copertina è rigida. Alloggia già sul comodino con un segnalibro incastrato fra le pagine.

La citazione del mese:
Ai fan dei Nirvana voglio chiedere una sola cosa: se qualcuno di voi, in qualsiasi maniera, odia gli omosessuali, la gente di colore o le donne, vi prego di lasciarci perdere e di andarvene affanculo!, non venite ai nostri show e non comprate i nostri dischi.
-Kurt Cobain-

Mi permetto di ampliare il discorso ed estenderlo a chi abusa dei bambini e maltratta/abbandona gli animali. Se fate anche una sola di queste azioni non seguite il mio blog, grazie. E riposa in pace Kurt.

La canzone del mese:
Sempre a caccia di modi per raggiungere la conoscenza, sono incappata in questo blog che offre proposte musicali dei generi più vari. Questo brano del gruppo darwave/gothic Lycia uscì nel lontano 1993 e apre il disco A Day in the Stark Corner. And Through the Smoke and Nails mi porta lontano, precisamente nelle Highlands scozzesi... e voi fin dove arrivate?

Sto ancora traducendo il testo, accontentatevi di quello inglese.

Look around here and feel this place
For the very last time, the very last... time
Feel this flesh with your lonely flesh
For the every last time, today is the very last time...
Goodbye
I know it's time to leave, I know that I must go
Just let me look around
And see this place just one more time
I know that I must leave, I know I have to go
Just let me look around
And feel this place for the very last time
Cleanse this soul, ease this mind
Incinerate just everything
Aim these flames straight at me
Through this smoke you'll see everything
See my face melt the final time
It's the very last time, the very last time
See my lips part a final time
It's the very last time, today is the very last time...
Goodbye
The answer is clear
My arms and legs are bound
I'm pulled through glass and nails
Deception seeps from me
The answer is clear
And as the thousands stare
I'm nailed upon the wall
This blood is freeing me
The answer is clear
The sky's so beautiful
So blue, so beautiful
So far from all of this
The curtains close
And I stare endlessly
So awed, so endlessly
Emotions burn in me
The picture fades
I'm now so far away
These years have drifted by
And through the smoke and nails
The answer is clear
Illusions fade away
And I'm here so alone
These flames are killing me
The answer is clear... is clear

Il film del mese:
Ho finalmente, dato che recensii il libro lo scorso ottobre (QUI), visto Il giardino delle vergini suicide e collocato al giusto posto il meraviglioso unicorno trovato in giro per la rete quasi tre anni fa. Molto fedele, alcune citazioni e battute sono praticamente le stesse trasportate in parlato.
E' tutto, chiavetta permettendo recupererei il tempo perduto facendovi visita.
A presto e buon marzo a tutti!