mercoledì 19 febbraio 2014

Christiane F. è cresciuta e si ripresenta in libreria


Orologi e clessidre sembravano essersi arrestati da più di un mese ma finalmente ora manca solo una settimana alla data che pareva inarrivabile. Il prossimo 26 febbraio arriverà in Italia il seguito del racconto di Christiane F. La ragazza dello zoo di Berlino è sopravvissuta e compirà 52 anni a maggio, ma non da molto si è liberata dal fantasma dell'eroina.
«Non ho mai voluto smettere, non conoscevo altro nella vita», risponde oggi a chi le domanda perchè non ha smesso di drogarsi. A trentacinque anni dall'uscita del romanzo, frutto di due mesi di testimonianze e divenuto libro di lettura nelle scuole tedesche, Christiane Felscherinow rivela la falsità dell'happy end con cui libro e film concludono il suo viaggio nell'autodistruzione, «Perché la gente vuole ancora sapere».
Il nuovo capitolo a nome Christiane F. sarà pubblicato con il titolo Christiane F. La mia seconda vita, ed è stato scritto a quattro mani con la giornalista Sonja Vukovic.
Perchè rinnovare un dolore mai cicatrizzato? Christiane e la Vukovic ce lo spiegano qui di seguito in un'intervista di Alias, inserto culturale de Il Manifesto, uscito il 4 gennaio 2014.

Quale è stata la genesi del libro? 
"Lavoravo per la testata tedesca Die Welt", dice Sonja Vukovic, "e durante la ricerca di una storia mi sono imbattuta nel trentennale del film di Uli Edel e ho deciso di rintracciare Christiane. Non è stato facile, nemmeno dopo averla trovata e dopo aver conquistato la sua fiducia. Alla fine il materiale che avevo era così ricco che l'idea di un libro prendeva naturalmente forma".

Natja Brunckhost interpreta Christiane nel film di
Uli Edel Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino
Cosa c'era dopo la cava di calce? Tra il 1981 e il 1984 Christiane tenta la carriera musicale assieme al suo compagno Alexander Hacke, componente della band Einstürzende Neubauten, in seguito trascorre un periodo in Svizzera presso la pittrice Anna Keel, moglie dell'editore svizzero Daniel Keel. Nel 1985 è arrestata per detenzione di stupefacenti e dal 1987 al 1993 vive in Grecia con il fidanzato Panagiotis fino a quando viene arrestato per spaccio e Christiane torna a Berlino. Nel 1996 ha un figlio e nel 2007 in un'intervista alla televisione tedesca dichiara di assumere metadone e non più eroina ma le sue condizioni di salute sono gravi: è affetta da una forma cronica di epatite. Nel 2008 i media possono leccarsi i baffi alla notizia drammatica secondo cui le autorità berlinesi le hanno sottratto la custodia del figlio a causa di una ricaduta nella tossicodipendenza. Eppure la seconda vita di Christiane è molto altro. [...]

Perché ha deciso di raccontarla? 
"Perché i media hanno pubblicato ovunque storie su di me", risponde Christiane, "ma il loro interesse era rivolto solo a capire se fossi ancora una tossicodipendente o no. Io volevo dire: Salve, ho 51 anni, sono una madre, sono ancora viva e non sono più Christiane F. ma la Sig.ra Felscherinow e ho fatto un ottimo lavoro con mio figlio".

È cambiata "la scena" della droga oggi?
Non credo che sia cambiata molto, tranne per il fatto che puoi chiamare lo spacciatore tramite un telefono cellulare. Ma non sono più in quel giro oggi, sono diventata madre quando avevo 34 anni e da allora sono in un programma di sostituzione. [...]

Come immagina la sua terza vita?
Vorrei una casa in campagna, silenziosa e circondata da animali. Forse vicino a un lago o a un bosco.

"La storia di Christiane non è solo una storia di tossicodipendenza, ma anche quella di una ragazza che deve badare a se stessa, dall'infanzia trascurata, alla ricerca di una propria identità, di un equilibrio", spiega Sonja Vukovic. La ricerca è continua, febbrile, attraversa la storia di una generazione, combatte con uno stigma, quello di essere non Christiane, non Christiane Felscherinow ma Christiane F. per sempre. Ogni capitolo del libro è una chance che la donna non ha saputo, voluto, potuto cogliere, dietro una ribalta che ha divorato la sua adolescenza e che oggi l'addita come una madre tragica.
Se lei è cambiata il mondo attorno ha però la stessa stoffa. La criminalizzazione dell'eroinomane continua a creare corti circuiti con la doppia moralità di una società intrisa di tossicodipendenze, nel giro di vite del clubbing, della nuova classe creativa, e di tutti coloro che non necessariamente hanno coscienze da espandere ma solo un desiderio di puro stordimento. La tolleranza, qualora ci fosse, resta apparente, celata come sempre sotto la maschera del controllo sociale. Christiane Felscherinow resta anche un simbolo di una generazione falciata in un luogo specifico, ovvero nella Berlino Ovest degli anni Settanta e Ottanta, perduta tra Est e Ovest, che pulsava decadente sotto la patina glamour e internazionale data da Bowie o Iggy Pop e che cercava di cicatrizzare tutte le sue ferite storiche.

Notizia della morte di Babsi, 13 anni e mezzo.
La più giovane vittima di eroina nel mondo occidentale.

Un'altra intervista, stavolta alla sola Christiane: tra alti, bassi e una notorietà rovinosa.

Andando indietro con la memoria fino al 1981, ti ricordi come è stato vedere il film per la prima volta?
I produttori mi invitarono a vedere il film prima dell'uscita ufficiale. Mi avevano detto che ci sarebbe stato anche David Bowie. Venne a prendermi con la sua scorta personale, e non stavo nella pelle al pensiero di incontrarlo; mi ricordo che dovetti prendere un sacco di cocaina per reggere l'emozione. Portai una mia amica per farmi da spalla, ma collassò non appena vide Bowie. Quando aprì il portellone della sua macchina dicendomi di andare con lui alla prima, iniziai a tremare.
Fui subito delusa però, perché aveva la barba ed era magro e piccolissimo. Mi piaceva la copertina di Diamond Dogs, sembrava che avesse un corpo straordinario. Ma accanto a me in macchina era piccolo e debole, sembrava mio padre. Pensavo che la star del film fosse David Bowie, invece ero io.

Il film era una riproduzione fedele della tua vita?
In generale sì. Ma in realtà non mi piace molto; non racconta come sono cresciuta, come sono stata abbandonata dai miei genitori. Mio padre era un alcolista e abusava di me e mia sorella. Era sempre estremamente irascibile e mia madre non faceva niente, pensava solo alla sua storia con un altro tipo e al suo aspetto. Ero così sola da bambina. Volevo solo stare bene, e lottavo con il mondo.

Com'è stato essere catapultata nel mondo delle celebrità dopo l'uscita del libro e del film?
Avevo 16 anni quando scrissi il libro, volevo solo parlarne... era una terapia per me. Non pensavamo che il libro suscitasse un interesse speciale, era solo uno tra migliaia di libri. Invece ci sbagliavamo di grosso. All'improvviso ero famosa, ma non ero in grado di capire come questa cosa si sarebbe tradotta nella mia vita. Per il pubblico ero la famosa drogata, come fossi una cosa strana da esporre al museo. Volevano tutti parlarmi, incontrarmi e chiedere: "Ce la farà? È già morta? È ancora una tossicodipendente?". Non mi avrebbero voluto come vicina di casa o come fidanzata per i loro figli. Christiane F. è figa se si tiene a una certa distanza, ma non la fate avvicinare troppo, grazie! Non erano interessati per niente a me, ma solo al fatto che fossi una drogata. È per questo che mi sono pentita del libro e del film.

http://christiane-felscherinow.tumblr.com/
Foto d'epoca di Christiane, Stella e Babsi
(fonte: http://christiane-felscherinow.tumblr.com/)
All'inizio sei rimasta nell'anonimato, perché poi hai cambiato idea?
Perché ero piccola e non sapevo cosa avrebbe comportato questa cosa nella mia vita. Nessuno mi ha consigliato, a nessuno importava di me come persona, ecco perché. Bernd Eichinger [il produttore del film] mi chiese di fare promozione per il film in America perché Natja Brunckhorst, l'attrice che interpretava me, non aveva il permesso del padre per andare lì da sola. Avevo 19 anni e pensavo di potercela fare, ma mi sbagliavo.

Cosa successe in America?
Ho incontrato un sacco di persone che mi hanno ispirato. Per esempio Rodney Bingenheimer, il famoso dj che promuoveva band punk come Blondie e i Ramones. Mi piaceva Pasadena, ed ebbi la possibilità di viverci, ma poi fui arrestata per il possesso di pochi grammi di eroina e oppio e fui bandita dagli Stati Uniti.

Quando sei tornata in Germania hai iniziato ad uscire con Alexander Hacke, il chitarrista degli Einstürzende Neubauten, e hai vissuto con Nick Cave, giusto?
Oh, era un amico di un amico e usava casa mia come nascondiglio perché negli anni Ottanta aveva un grosso problema con l'eroina. Non sapeva dove altro andare, perché la stampa non gli dava tregua. È stato da me per un paio di mesi. Sono contenta che ora abbia chiuso con questi problemi e che abbia una famiglia.

Alla fine degli anni Ottanta vivevi a Zurigo con alcuni editori, ed eri un'habituée del Platzspitz, un parco dove vendere e consumare droghe era legale. Com'era questo parco?
A Zurigo vivevo tra le star della letteratura e la scena degli eroinomani. Platzspitz era la più grande piazza della droga d'Europa. Era come Disney World per i drogati. Zurigo è una cittadina piccola e la scena della droga era enorme ai tempi. Alcuni giorni c'erano quasi tremila tossicodipendenti in piazza, si drogavano, si ubriacavano. A volte ci passavo settimane intere. Era come un mercato, c'erano dei tavoli sui quali si offriva ogni tipo di droga. Poi la gente ha cominciato a morire e ad ammalarsi di HIV e epatite C. L'area diventò un cumulo di immondizia e come se non bastasse c'era anche una guerra aperta tra diverse gang, così negli anni Novanta il governo svizzero la chiuse.

Nel film Christiane F. c'erano delle scene di consumo di droga molto esplicite, ma erano accompagnate dalle canzoni di Bowie. Pensi che il film abbia spaventato gli spettatori o al contrario abbia contribuito a una percezione glamour dell'eroina?
Non tutti avevano repulsione per la cosa. Presto ci siamo resi conto che molti giovani vedevano quelle mie esperienze come qualcosa di romantico e affascinante, e questo era un problema. Anche quando il libro diventò una lettura quasi obbligatoria nelle scuole, notai che i ragazzini erano più affascinati che preoccupati da quello che leggevano. Così Stern [l'editore] pubblicò una guida rivolta a genitori e insegnanti, con informazioni utili su come gestire gli adolescenti affascinati dalla storia di Christiane F. Spero che questo mio nuovo libro spaventi e allontani le persone dalle droghe più del primo. Sono abbastanza sicura che sarà d'effetto. Nel libro descrivo tutto il dolore che ho provato in vita mia, e spiego come morirò di una morte prematura e molto dolorosa.

Perché pensi che la gente sia così attratta dalla tua storia?
Me lo sono sempre chiesto, ma proprio non lo so. Non sono niente di speciale. Non ho mai fatto niente di speciale. Non sono nemmeno una drogata speciale, centinaia di persone hanno storie simili alla mia.

Perché pensi che i drogati siano visti sempre come scarti della società?
È stupido. Vieni ammirato, nonostante le droghe, se fai qualcosa di speciale, magari se sei un musicista o un pittore. Ma se sei un consumatore di droghe e non hai di questi talenti, vieni reputato inutile per la società. Anzi, sei visto come l'anti-società per eccellenza. La società non accetta i tossicodipendenti, però accetta per esempio quei genitori che bevono una bottiglia di vino al giorno e lasciano i figli con estranei perché vogliono lavorare o andarsene in giro a far festa. Non capisco.

Tre dei tuoi più cari amici sono morti prima che il film uscisse. Raccontare la loro storia ti ha salvato la vita?
Semmai me l'ha accorciata. Se non avessi avuto tutti i soldi dei diritti non avrei potuto comprare l'eroina per tutti questi anni. Magari avrei smesso prima e ora sarei in condizioni migliori.

Ma sei viva... 
Ho sempre mantenuto vive le mie aspirazioni. Sono affascinata dalle possibilità anche se non le sfrutto sempre al meglio. E ho ordine nel mio caos. Ho sempre voluto apparire bella, stare bene, avere una casa e poter farmi una doccia. Sono comunque felice di queste piccole cose commoventi della vita.

Perché non hai mai smesso di drogarti?
Non ho mai voluto smettere, non conoscevo altro nella vita. Ho deciso di vivere una vita diversa dagli altri. Non ho bisogno di un pretesto per smettere.

In che condizioni di salute sei adesso?
Uso il metadone. A volte mi faccio una canna. Bevo troppo alcol. Il mio fegato mi sta per uccidere. Ho una cirrosi causata dall'epatite C. Morirò presto, lo so. Ma non ho rinunciato a niente nella vita. Mi va bene. Quindi non vi consiglio di fare altrettanto, non è una bella vita da vivere, ma è la mia.

Ed eccoci arrivati ai dati della nuova fatica letteraria di Christiane:

Titolo: Christiane F. La mia seconda vita
Autore: Christiane Vera Felscherinow
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 26 febbraio 2014
Genere: Autobiografia
Pagine: 230
Prezzo: € 17,00
L'uscita dalla droga, il successo letterario, le ricadute, i problemi con la giustizia, gli aborti, un figlio affidato ai servizi sociali. Trentacinque anni dopo il libro culto, il ritorno dell'ex ragazza dello zoo di Berlino. Era il 1978 quando due giornalisti seguirono giorno e notte, per due mesi, Christiane e i suoi amici negli angoli più bui della metropolitana di Berlino. Fu un viaggio all'inferno, descritto in maniera cruda e sconvolgente in un libro che in Italia uscì nel 1981. Trentacinque anni dopo, Christiane ci impressiona e ci commuove come allora raccontandoci il "dopo", e cioè un'intera vita di ricadute, solitudine e disperazione; i due aborti, gli amici morti di eroina, un patrimonio dissipato… perché per chi ha imboccato quella strada è difficile uscire dall'incubo una volta per tutte. Nel 2008, dopo una nuova ricaduta nella droga, le è stata sottratta la custodia del figlio: la molla che l'ha spinta a ricominciare davvero, a dimenticare per sempre un mondo che è lontano, ma forse non ancora abbastanza.
Fonti:
http://www.minimaetmoralia.it/wp/christiane-f/
http://www.vice.com/it/read/intervista-christiane-f-zoo-berlino

lunedì 17 febbraio 2014

LIEBSTER AWARD ovvero: questo blog non è male, piacetevelo!


Buonasera e benritrovati! Con piacere compilo questo tag/premio assegnatomi da Federica di The Bookworms. Grazie, sei stata molto gentile!

Come funziona?
Basta seguire queste semplici regole:
- Ringraziare e rilinkare il blogger e il blog di chi presenta la candidatura
- Rispondere alle 10 domande poste da chi mi ha nominato
- Nominare altri 10 blog con meno di 200 followers
- Proporre ai tuoi candidati 10 domande
- Andare sui singoli blog e comunicare loro la nomina

Le 10 risposte alle domande di Federica:
1) Qual è stato il libro più lungo (relativo al numero di pagine) che hai letto? Delle letture più recenti sicuramente il primo posto va a Lui è tornato, con 443 pagine.

2) Quale BookBoyfriend sceglieresti per uscirci il giorno di S.Valentino? Vedrò i lettori diminuire a poco a poco per quante volte sto nominando Colpa delle stelle Augustus Waters, sono innamorata di quel ragazzo!

3) Qual è il libro o la saga con il peggior finale di sempre? Epistolario erotico tra due internauti sconosciuti di Manuela Minelli. Qual è il senso di questo libro? Perchè finisce così?

4) Se dovessi incontrare la tua autrice/autore preferito, cosa gli chiederesti? Prima di tutto l'autografo su ogni suo libro in mio possesso, poi mi farei raccontare la genesi dei suoi personaggi o che tipo di scrittore è lui/lei, in quali condizioni ama scrivere, i suoi libri preferiti...

5) Qual è il libro più romantico che hai letto? Con te fino alla fine del mondo di Nicolas Barreau, ma anche La mia piccolina di Piper Vaughn e M.J. O'Shea.

6) Se dovessi essere l'eroina di un libro, questo sarebbe un Romance, NA, Fantasy, YA, Horror o altro (in poche parole che genere di libro sarebbe xD)? Uno young adult con tratti psicologici alla Wintergirls, non necessariamente con disturbi alimentari... di quelli faccio anche a meno!

7) Di quale saga conclusa vorresti vedere un seguito? Così su due piedi mi viene Twilight, anche se lo considero proprio finito.

8) Quali romanzi sceglieresti per mescolarne i personaggi? (Ad esempio io vorrei vedere Harry Potter che combatte i Volturi xD) Sarei curiosissima di vedere la Alice di Lewis Carroll catapultata nel mondo creato da Gena Showalter.

9) Il libro Made in Italy preferito? Ne approfitto per consigliarvi un libro che non conosce nessuno ma che a me è piaciuto molto: Il dio femmina stuprato nel bosco di Stefano Marcelli. Tralasciando il titolo tremendo (in Germania è stato tradotto nel più concreto Il bambino che amava gli alberi), non è per tutti ma penso valga la pena dargli un'occhiata. QUI potete leggere la mia recensione e saperne qualcosa in più.

10) Che superpoteri vorresti avere? Prevedere il futuro e leggere nella mente delle persone.

I blog che nomino:
Café Littéraire Da Muriomu
Dreaming Wonderland.
Live fast, die young-
Giulia's world
Libri per vivere
Su Ali d'Inchiostro
Il giardino d'estate
Ariadne's Diary

Nomino solo otto di voi perchè tanti hanno già ricevuto questo premio ed altrettanti hanno più di 200 followers.

Le mie 10 domande:
1) Lo spuntino preferito mentre leggi e ti viene il languorino.
2) Un libro come augurio per la buona notte.
3) I tuoi libri sono immacolati oppure sottolinei, scrivi appunti sul margine ecc?
4) Di quale libro pensi sia migliore il film?
5) Come si intitolerebbe la tua autobiografia?
6) Quale libro vorresti aver scritto tu (non per fama ma perchè hai a cuore la storia)?
7) L'antagonista più riuscito ed il meno riuscito di sempre.
8) Un libro che ti ha insegnato qualcosa (a superare un determinato momento, vedere le cose in un altro modo ecc.)
9) Il libro con le illustrazioni più belle.
10)Secondo te, cosa si perde chi non legge ebook?

venerdì 14 febbraio 2014

Tag: It's Valentine's time

Buonasera belli! E' tardissimo, le otto, ma non potevo pubblicare il post sulla festa degli innamorati il giorno della festa dei single (San Faustino, vale a dire domani!). Ecco a voi quindi un tag scovato su Books Land ed ideato dalla blogger stessa. Io detesto San Valentino e non l'ho mai trascorso in coppia ma queste frivolezze mi stuzzicano sempre. Buona lettura (o visione?), inutile dirvi che siete tutti taggati e potete rispondere direttamente qui sotto o in un post sul vostro blog.


Il libro più romantico e la dichiarazione d'amore più bella


Lo ammetto, per Colpa delle stelle ho patito un po'. Sarò abbonata alle storie complicate fin dal principio ma leggere di questi due adolescenti che combattono contro il cancro e trovano ancora la voglia di innamorarsi, beh è un pugno in faccia! Una grande lezione di vita...
Per quanto riguarda la dichiarazione, ho sempre apprezzato questa meravigliosa lettera di Ludwig Van Beethoven alla sua Amata Immortale:

Buon giorno 7 Luglio,
a letto i miei pensieri sono già rivolti a te, mia amata immortale, ora lieti, ora di nuovo tristi, nell'attesa che il destino esaudisca i nostri desideri - posso vivere soltanto unito strettamente a te, non altrimenti, sì, ho deciso di errare lontano finché non potrò volare nelle tue braccia e sentirmi perfettamente a casa accanto a te e lasciando che la mia anima, circondata dal tuo essere, entri nel regno degli spiriti - purtroppo così deve essere - ti rassegnerai, tanto più conoscendo la mia fedeltà verso di te, nessuna altra donna potrà mai possedere il mio cuore, mai - mai - O Dio perché doversi allontanare dall'oggetto di tanto amore, la mia vita a V. è ora miserevole - il tuo amore ha fatto di me il più felice e nello stesso tempo il più infelice degli uomini - alla mia età avrei bisogno di vivere in modo uniforme senza scosse - ma è ciò possibile nella nostra situazione? - Angelo mio, mi dicono ora che la posta funziona tutti i giorni - quindi chiudo affinché tu possa ricevere la lettera al più presto - sii calma, solo contemplando con serenità la nostra esistenza potremo raggiungere il nostro scopo di vivere insieme - sii calma - amami - oggi - ieri - Quanta nostalgia, quanto rimpianto di te - di te - di te - mia vita - mio tutto - addio - ti prego continua ad amarmi - non smentire mai il cuore fedelissimo del tuo amato
L.

Eternamente tuo
Eternamente mia 
Eternamente nostri

L'autore e il personaggio letterario più romantici
Qua sono in crisi nera, passo oltre.

Il film più romantico
...è anche uno dei miei preferiti in assoluto ed il solo dopo Titanic per cui abbia pianto: I segreti di Brokeback Mountain.


Il più bel bacio tratto da un film


Il bacio casto ma che proprio per questo parla d'amore di Aragorn e Arwen ne Il signore degli anelli.

Il manga/cartone animato più romantico


Non chiedetemi perchè ma Pocahontas credo incarni una delle storie d'amore più tormentate di sempre quindi secondo i miei canoni romantica.

La canzone più romantica
Mi è venuta di getto, probabilmente perchè quando l'ascolto ho sempre un sorriso da ebete e gli occhi a cuoricino. Sto parlando di Every rose has its thorn dei Poison, scritta da Bret Michaels dopo la fine della sua relazione con una cameriera (a proposito, quanto era/è bello?)


Stiamo distesi entrambi in silenzio
Nel cuore della notte
Sebbene siamo stesi vicini
Dentro ci sentiamo lontani delle miglia

È stato qualcosa che ho detto o che ho fatto?
Forse non ho detto le parole giuste?
Sebbene abbia provato a non ferirti
Sebbene abbia provato
Ma penso sia per questo che si dice che

Ogni rosa ha le sue spine
Proprio come ogni notte ha la sua alba
Proprio come ogni cowboy canta
la sua triste, triste canzone
Ogni rosa ha le sue spine

Sì, ce l'ha

Ascolto la nostra canzone preferita
che danno alla radio
Sento il DJ dire che l'amore è un gioco che
facilmente arriva e facilmente finisce
Ma mi chiedo se sa
Se si è mai sentito così
E io so che tu saresti qui adesso
Se solo ti avessi fatto sapere in qualche modo
Che penso che

Ogni rosa ha le sue spine
Proprio come ogni notte ha la sua alba
Proprio come ogni cowboy canta
la sua triste, triste canzone
Ogni rosa ha le sue spine

Sebbene ormai sia passato un po' di tempo
Provo ancora molto dolore
Come un coltello che ti taglia, la ferita guarisce
Ma la cicatrice, quella cicatrice resta

So che quella notte avrei potuto salvare un amore
Se avessi saputo cosa dire
Invece di fare l'amore,
Entrambi abbiamo preso strade diverse

Ma ora sento che hai trovato qualcun altro
E che non sono mai significato così tanto per te
Sentire ciò mi lacera dentro
E vederti è come una pugnalata
Penso che

Ogni rosa ha le sue spine
Proprio come ogni notte ha la sua alba
Proprio come ogni cowboy canta
la sua triste, triste canzone
Ogni rosa ha le sue spine

La cover più romantica tra i libri che possiedi


Non ho trovato altro che l'ormai classica antologia The Love Book.

La foto celebre più romantica


Anche in mezzo agli orrori della guerra nasceva un amore. Questa fotografia è stata scattata da Ralph Morse nel maggio del 1944 e ritrae un soldato americano e la sua fidanzata inglese sul prato dell'Hyde Park a Londra. La adoro.

Se San Valentino fosse un dolce


A chiamarlo dolce ci vuole un pizzico di immaginazione, ma io dico fragole con la panna. Sensuale e zuccheroso.

Se San Valentino fosse una bevanda


Vino rosso, fa bene al cuore e all'animo quando serve.

Se San Valentino fosse un profumo


...non potrebbe essere altro che l'essenza della rosa.

Se San Valentino fosse un dipinto


Il bacio di Francesco Hayez (1859).

Se San Valentino fosse una città


Perchè ripetere Parigi a mo' di pappagallo quando senza allontanarsi dall'Italia troviamo Verona con il balcone di Giulietta Capuleti?

Il più bel ricordo legato a San Valentino
Non pervenuto.

giovedì 13 febbraio 2014

IO DICO NO AL CAPTCHA 2014


Anche quest'anno mi accodo per il No Captcha Day, l'iniziativa promossa da Alligatore sulla rimozione del captcha, per chi ancora utilizza questo obsoleto sistema per proteggersi dallo spam e per tutti i blogger costretti a digitare una serie di lettere o numeri solo per poter lasciare un commento... immaginate le nostre facce quando dopo la digitazione ci appare anche l'avviso che 'Il tuo commento sarà visibile dopo l'approvazione': allora a che vi serve contribuire alla nostra cecità se tanto dovete controllare ogni singolo commento che vi viene lasciato? Togliete questo benedetto captcha e rendete felici ciechi ed ipovedenti impossibilitati a dare la loro opinione.


L'immagine qui sopra proviene da Facebook e parodiando il genere black metal fornisce un'ottima idea su quel che, non di rado, compare sugli schermi dei malcapitati commentatori. Riuscite a decifrare i loghi delle band? Se andate oltre gli Hypothermia vincete un sacchetto di caramelle gommose.
Faccio presente che alcuni blogger non sanno di avere attivo questo sistema perchè non compare all'amministratore del blog quando deve rispondere ai commenti. Se vi è venuto il dubbio andate nelle impostazioni di post e commenti e mettete il segno di spunta su No per non mostrare il test di verifica.

martedì 11 febbraio 2014

Recensione: L'uomo di ferro di Ted Hughes

Titolo: L'uomo di ferro
Autore: Ted Hughes
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione: 1968
Genere: Fantascienza, Racconto 
Pagine: 63
Prezzo: € 8,00
Un gigante di ferro apparve un giorno in cima a una scogliera. Nessuno sapeva da dove venisse né dove sarebbe andato. Il vento cantava tra le sue dita di ferro, mentre lui esplorava con i suoi grandi occhi luminosi il mare che non aveva mai visto. Erano molte le cose da scoprire, lì sulla Terra, e l'Uomo di Ferro fu felice di trovare una discarica di metalli in cui fare scorpacciate di rottami e un piccolo, intrepido amico da difendere. Perché dallo spazio stava per arrivare un pericoloso drago-angelo-pipistrello...
Recensione: Da amante del film a cartoni animati come potevo lasciare indietro questo libriccino? Chi se ne importa se l'età consigliata per la lettura è a partire dai nove anni, è un piccolo lingotto d'oro per coloro che sbadigliano non appena si tratta l'argomento fantascienza (me compresa). E poi Mister Hughes è il marito di Sylvia Plath, la grande poetessa, una garanzia che non ha tradito le aspettative.
Il racconto come il film è ambientato nel 1957 in piena Guerra fredda, non ho a dire il vero grande cultura a riguardo ma vi ho riscontrato alcune caratteristiche simbolo del periodo a partire dal nostro protagonista fatto di ferro, o comunemente chiamato robot, che cominciava a farsi strada nelle menti umane come sostituto dell'uomo. Un'annata dove la televisione non è ancora bene comune e il tempo viene speso perlopiù a lavorare la terra. Qui fa capolino l'uomo di ferro portando il terrore tra gli abitanti, ma divenendo presto un eroe mondiale... in cambio di un po' di metallo da sgranocchiare!
Libro e film sono com'era prevedibile leggermente differenti. Se nel film il gigante è un'immensa arma da guerra, tra le pagine non è specificato il suo scopo. Parla meno ancora ma è sempre l'amicizia che lo lega al piccolo Hogarth che lo smuoverà per salvare la Terra, questa volta da un gigantesco drago-angelo-pipistrello nero che ha occupato l'intero territorio australe e mira a tutto il globo, completamente assente nel film. Il finale è quanto di più poetico ed ottimista si potrebbe trovare in un racconto di fantascienza (per ragazzi certo, ma pur sempre di fantascienza), dove l'autore sembra quasi dirci di prestare più ascolto al nostro cuore perchè più dell'udito è lui a farci udire bellissime melodie. Rinomato ormai il potere della musicoterapia sia nell'essere umano che negli animali e Hughes sul finire degli anni Sessanta aveva già provato ad esprimere questo concetto in cui, attraversati dalla musica, diveniamo gioiosi e pacifici, desiderosi di tutto tranne che di combatterci l'un l'altro.
Dimenticate l'età consigliata sul retro di copertina, non ridacchiate infantilmente sulle illustrazioni e leggetelo. Alla fine maturerete il medesimo affetto provato per il film.

lunedì 3 febbraio 2014

Petizione per far uscire Colpa delle stelle a giugno

Italia, bel Paese. Il solo ad immettere sul mercato La passione di Cristo catalogandolo come film per tutti, a tradurre il titolo di Batman: The Dark Knight (in Il cavaliere oscuro), ed ora a posticipare l'uscita nelle sale della trasposizione di Colpa delle stelle di ben tre mesi, da giugno a settembre!
La novità mi è giunta via Twitter dalla ragazza creatrice della petizione, e da brava novella fan di John Green mi sono precipitata a firmare.
Colpa delle stelle, uscito nel 2012, è uno dei casi editoriali più eclatanti degli ultimi anni. Secondogenito della mente fertile e fresca di Green (autore come indicato in copertina di Cercando Alaska), ha scalato le classifiche ancor prima di essere pubblicato grazie alle prenotazioni dei fans sul blog dello scrittore. Non è fantasia né pessimismo quindi, come ben viene presentata la petizione quando afferma che "Data l'aspettativa creatasi nei confronti di questo film, riteniamo che una scelta del genere possa concludersi con una scarsa affluenza nei cinema italiani, poiché i più impazienti avranno già avuto il tempo di vedere il film online tramite mezzi non del tutto legali." Come dargli torto, e come farlo capire ai produttori?
Per firmare la petizione occorre un account Twitter, niente pericolose divulgazioni di nome, cognome, indirizzo email e similari, ma è anche possibile condividere la pagina su Facebook e Google+. Trovate la petizione a QUESTO link.
Augustus diceva che "Il mondo non è una fabbrica esaudimento desideri"... ma almeno proviamoci! Chi si unisce al coro?