martedì 29 ottobre 2013

Recensione: Le vergini suicide di Jeffrey Eugenides

Titolo: Le vergini suicide
Autore: Jeffrey Eugenides
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione: 1993
Genere: Romanzo
Pagine: 213
Prezzo: € 9,50
Un narratore "collettivo", voce di un gruppo di coetanei maschi, rievoca a vent'anni di distanza la vicenda delle cinque sorelle Lisbon, oggetto proibito della loro adolescenza, avvolte in un'aura di mistero che la tragica fine comune - si sono tutte tolte la vita nel breve spazio di un anno - ha fissato per sempre. Nella memoria di questi antichi, tenacissimi spasimanti, esse divengono il simbolo di una possibilità remota e perduta: l'irruzione di un fremito ignoto nel mondo tranquillo, ordinario, opprimente dell'America suburbana degli anni Settanta.
Recensione: Un'inchiesta, corredata di testimoni e di reperti, fotografie, oggetti appartenuti alle ragazze conservati gelosamente che il tempo sta deteriorando ma che non affievoliscono l'amore, a volte melanconicamente dolce a volte maniacale, che un gruppetto di giovani ha vissuto in poco più di un anno. Il romanzo è strutturato in questo modo, tra ricordi e confessioni inedite.
Devo però ammettere che le pagine iniziali sono un po' dispersive e di non facile comprensione: coloro che parlano sembrano più maniaci pervertiti che ex ragazzi infatuati ma forse è tutto studiato per farci intendere che le sorelle Lisbon hanno occupato una parte fondamentale del loro percorso di crescita, e con tutta probabilità non andranno mai via.
Therese, Mary, Bonnie, Lux e Cecilia, di età compresa tra i 13 e i 17 anni, sono cinque bionde sorelle che a distanza di due decenni perseguono a tormentare i cuori degli allora ragazzi che abitavano nel loro quartiere.
Delle cinque sembra che solo le due più giovani abbiano una personalità definita, le altre appaiono forse rassegnate alla non-vita progettata per loro. Sfuggenti ed inarrivabili, per via del padre professore di matematica nel loro stesso istituto e della madre, religiosa ed iperprotettiva che crede di far il bene delle figlie permettendo loro solo di andare a scuola e in chiesa. Gli anni non la aiuteranno a capire, tanto che rimarrà ben ferma sulle sue idee:
«Le mie figlie non soffrivano certo per mancanza d'amore. La nostra casa era piena d'amore.»
A far vacillare i piani interviene la minore, appena tredicenne che al secondo tentativo riesce ad evadere da questo asfissiante quadretto famigliare. Cecilia viene descritta come la pecora nera di casa Lisbon, un piccolo diavolo interessato di esoterismo che ama indossare un abito da sposa che le sarà tolto solo nella bara. Da questa morte si assiste lentamente al declino dei Lisbon. Le sorelle superstiti sembrano riprendersi a poco a poco ma a casa la situazione è degenerata, le stanze sono caotiche e intrise di sporcizia, nessuno sa se le ragazze mangino a sufficienza vedendole deperire a vista d'occhio. Ciononostante trovano ancora nelle lezioni un minimo di vita sociale che permette loro di non impazzire, e riescono persino a strappare il primo ed unico appuntamento, dove con sorpresa dei loro cavalieri si riveleranno ragazze perfettamente normali:
Chi avrebbe mai potuto supporre che erano così loquaci, che avevano tante opinioni, che ghermivano gli scenari del mondo con tutte quelle dita avide? Tra una nostra occhiata furtiva e l'altra, le ragazze avevano continuato a vivere la loro vita, crescendo e cambiando come non potevamo immaginare, e leggendo ogni singolo libro che occupava il loro scaffale domestico censurato.
[...] A tradire la loro inesperienza in fatto di appuntamenti erano soltanto i capelli: rialzati sul capo mediante dei fermagli, somigliavano a un'imbottitura fuoriuscita o a un intrico di cavi elettrici. La signora Lisbon non aveva mai dato suggerimenti alle figlie su come curare il loro aspetto, e non voleva vedere riviste femminili per casa (un'inchiesta di Cosmopolitan, "Sei una donna pluriorgasmica?" era stata la goccia che aveva fatto traboccare il vaso).
Lux non rispetta il coprifuoco e su questa svista sarà firmato l'infausto destino delle sorelle. Vittime di una donna mamma-chioccia, riguardo il padrone di casa si rimane col dubbio se accetti ogni decisione della moglie senza fiatare o se interpreti più semplicemente un perfetto zerbino. Le quattro sorelle vengono ritirate da scuola e tenute prigioniere dentro casa, in una classica campana di vetro.
La casa diviene così ancora più abulica e fatiscente ma fuori da ogni previsione pare a tutti che la tragedia non li abbia toccati, fatti salve il prato non più curato e la posta in eterna attesa di essere ritirata.
Nessuno «riusciva a spiegarsi come mai i Lisbon fossero così tranquilli e silenziosi, perchè non urlavano al cielo la loro angoscia e la loro rabbia». Da americani esemplari trovano addirittura la forza di festeggiare il Natale come svelano le parole di un vicino:
«Il suicidio non ci sembra un atto illogico. Mettere fuori le luminarie di Natale dopo che tua figlia... be', questo sì che è fuori da ogni logica.»
Gli adolescenti ormai adulti che ci narrano la storia delle sorelle saranno i tramiti di un'ultima richiesta di aiuto prima del tragico gesto, i quattro angeli biondi si daranno una morte intesa come gesto di libertà nei confronti di coloro che gli hanno negato l'adolescenza... o per ricongiungersi a Cecilia?
Una lettura inusuale e un po' bizzarra, a tratti impegnativa e con risvolti psicologici, non un capolavoro ma neppure carta straccia e per questo credo che meriti.
Fanno tenerezza i loro racconti di fanciulli, di quando per sentirle più vicine annusano saponette al mercato certi che le ragazze utilizzano gli stessi profumi o comprano il loro rossetto. Ancora in vita, e tutte e cinque insieme, le sorelle Lisbon sono l'emblema dell'adolescenza, triste e meravigliosa come può esserlo l'età più bella, e di una femminilità non del tutto maturata ma che proprio per questo è così seducente e indimenticabile.
E infine capimmo che le ragazze erano proprio donne camuffate, che capivano l'amore e anche la morte, e che il nostro compito consisteva semplicemente nel creare il rumore che sembrava capace di affascinarle.
Da questo romanzo nel 1999 Sofia Coppola, al suo esordio come regista, ne ha tratto un film distribuito nel nostro Paese con il titolo Il giardino delle vergini suicide. Nel complesso fedele ma devo ancora vederlo e spero di poter rimediare presto.

venerdì 25 ottobre 2013

Festeggiate Halloween con il vostro micio nero

Ogni anno nella notte di Halloween vengono sacrificati da gruppi di «satanisti fai da te, esoterici da strapazzo ed altri imbecilli migliaia di gatti neri uccisi in nome di un non ben definito rito della magia nella notte delle streghe». A renderlo noto è il sito dell'Aidaa, associazione italiana difesa animali ed ambiente.

I luoghi dei riti
Come ogni anno anche quest'anno l'associazione italiana difesa animali ed ambiente organizzerà per la notte di Halloween delle ronde che vedranno impegnati centinaia di volontari che pattuglieranno le zone dove avvengono sacrifici nella notte delle streghe, si tratta di cimiteri, ex chiese sconsacrate, boschi ed altri luoghi appartati. Secondo una stima presa dalle segnalazioni delle sparizioni e dei rapimenti di gatti neri, ogni anno sono almeno 35.000 i gatti neri che vengono uccisi, di questi una buona parte per la realizzazione delle pellicce, mentre alcune migliaia vengono sacrificati nella notte di Halloween ed in altre notti del solstizio d'estate e d'autunno (festa questa celebrata anche dalle sette massoniche esoteriche). L'invito a tutti in questi giorni è di controllare i propri gatti neri, senza farsi prendere da isterismi e a denunciare immediatamente le sparizioni anche attraverso il nostro portale: emergenzamici@libero.it.

L'Umbria codice rosso
Secondo Lorenzo Croce, presidente dell'associazione animalista Aidaa le zone italiane più a rischio sono il Piemonte, il varesotto, la zona a cavallo tra Viterbo e Roma, Terni e Perugia «dove lo scorso anno - ha spiegato Croce all'Adnkronos e pubblicato dal Messaggero - abbiamo beccato un gruppo che faceva un rito esoterico dentro una chiesa sconsacrata».

Gatti mangiati
«In Italia si mangiano ancora migliaia di gatti», rende noto ancora l'Aidaa, tramite l'agenzia di stampa AdnKronos che segnala come, l'ultimo dato relativo al 2011 parla di circa 6.000 gatti mangiati in Italia, «e non solo per effetto della crisi»: «Si tratta di un'abitudine legata non alla necessità ma alla tradizione culturale di alcune zone d'Italia del centro nord, soprattutto nell'est della Lombardia, in Emilia Romagna e nell'ovest del Veneto».

Fonti:
http://aidaa-animaliambiente.blogspot.it/2013/10/gatti-neri-una-strage-annunciata.html
http://www.umbria24.it/gatti-neri-sacrificati-nei-riti-della-magia-la-notte-di-halloween-tra-perugia-e-terni/223135.html

Come ogni anno, la mia resterà in casa al calduccio ed al riparo dall'ignoranza. E voi farete questo regalo al vostro amico? Spargete la voce, preveniamo queste inutili tragedie!

lunedì 21 ottobre 2013

Racconti di Halloween. Per non dormire questa notte

La notte di Halloween si avvicina inesorabile, e mentre cercavo un titolo che mi tenesse compagnia ecco che mi torna alla mente di averlo già. Non mi andavano le solite storie di fantasmi trite e ritrite, o romanzetti per ragazzi che tanto vanno di moda anche tra gli adulti. Che sanno essere belli, ma gli manca il segreto che tiene in vita una giornata come questa, ossia la paura. Il cinema moderno (dagli anni '80 in avanti) ci ha abituati a racconti truci e sanguinolenti per impressionare il pubblico eliminando l'ingrediente che porta a credere. I cosiddetti film dell'orrore sono talmente fantasiosi che pensare che certi episodi possano poi verificarsi nella realtà diventa pura utopia. Ammettendo che spesso la realtà supera l'immaginazione...
L'amore per questa festività pagana mi ha spinta ad acquistare questo libro lo scorso anno. Non un libraccio da edicola ma una raccolta di racconti scritti dagli autori più noti e maestri del genere, dal XVIII secolo ai giorni nostri, spartiti sotto quattro titoli inquietanti: il male, presenze, assenze, finale?.
Ma per cominciare finalmente a tremare, dalla paura o dall'orrore a seconda, occorre la giusta atmosfera. Come ben dice Marcello Fois nell'introduzione, meritevole di lettura anch'essa: "Leggere Poe di giorno o di notte cambia, e cambia anche leggerlo in un pomeriggio uggioso piuttosto che in riva al mare mentre ci si arrostisce sotto alla canicola". Se poi siete anche spiritualmente preparati, Halloween è in tavola!
Buona lettura!


Titolo: Racconti di Halloween. Per non dormire questa notte
Autore: Autori Vari
Editore: Einaudi
Anno di pubblicazione: 2006
Genere: Raccolta di racconti
Pagine: 371
Prezzo: € 14,80
Mostri, streghe, fantasmi, vampiri: nella notte di Halloween, quando il Male esce per strada, l'unica salvezza è chiudersi in casa e restare svegli e all'erta, raccontandosi storie di orrori che si spera di non dover mai affrontare. Perché se sono solo storie, come mai ci inquietano a tal punto? Se sono pura invenzione, perché ci suonano profondamente vere?
Da Poe a Bradbury, da Lovecraft a Matheson, passando per Benni, Cortázar, Buzzati e Moody, una raccolta dei racconti più spaventosi mai scritti, in cui l'unica costante è quel brivido, magnifico e insopportabile, che colpisce all'ultima riga, all'ultima parola.

mercoledì 16 ottobre 2013

Il mio amore distrutto da un computer

[...] la stessa anima che seduce può procurare dolore. Infatti, quest'anima può anche essere nera con tutto il suo corollario di perversione, malvagità, sofferenza. E quest'anima nera è la più difficile da cogliere nelle chat, è il lupo che si traveste da agnello, è l'anima che ci fa innamorare per poi terribilmente deluderci. E' l'anima che con un colpo di mouse ci cancella dai suoi contatti. Nei casi estremi è l'anima del pervertito, del pedofilo, dello stupratore.
Ci si ritrova sulla chat, la volta successiva, a non raccontare più un amore, ma un fallimento, un tradimento, un'amara delusione.
Come ovviare a ciò? Con regole di buon senso.
Prestando particolare attenzione ai contatti in chat che s'instaurano durante periodi di particolare fragilità psicologica personale, quale in seguito a separazione, fine di una relazione, lutto e quant'altro.
Diffidando di un'immagine troppo perfetta che l'altro vuol fornire, consapevolmente o no.
Diffidando di un eccessivo entusiasmo che l'altro mostra nei vostri confronti, consapevolmente o meno.
 (Fonte)

Un'ex adolescente con problemi di peso poteva mai immaginare che la persona con cui interagiva sarebbe divenuta l'oggetto della sua ossessione? Quindici anni di differenza non sono pochi e comunque non in questa maniera intendeva vivere il primo amore.
Ma in un mondo di parole e lettere anche l'azione più banale come battere su una tastiera finisce inevitabilmente per contaminarsi di emozioni, che rimangono tali come di fronte ad un abbraccio o uno schiaffo. Anche se manca la fisicità mente e cuore non smettono mai di studiare e interpretare i nostri interlocutori. Potrete dire che sto delirando o che non è possibile senza conoscersi nel quotidiano ma credetemi, pensavo le medesime cose riguardo la frase "Non vivo senza di te". Ero quella che ne rideva prima di conoscere il dolore che la pronuncia.
Ho chiamato tutto ciò con il suo nome quando ho compreso che l'amore, a differenza della cotta, lascia segni. Prima di allora per me non era altro che una forte amicizia. Mi dava quell'affetto e quella comprensione che mi era sconosciuta, solo mio padre prima di lui, nel genere maschile, mi aveva trattata come un essere umano.
A questa persona mi sarei concessa carnalmente, la questione che fossi ancora vergine di colpo non era mai esistita perchè lui era quello giusto per il sesso e tutto il resto. Possibile innamorarsi così profondamente di qualcuno cui non hai mai stretto le mani, mai sentito la voce al telefono?
Quando poi pensò bene di allontanarsi progressivamente tutte le mie certezze mi si sgretolarono sotto i piedi, mi aveva ucciso. Le mie giornate proseguivano per inerzia, senza alcuna volontà, bagnate di lacrime e con la vana speranza di veder comparire l'angelo della morte che ponesse fine alla sofferenza. Oramai vivevo solo di pianti e un dolore indicibile per cui ero convinta che il cuore mi scoppiasse.

 
Il problema di molte donne è che si emozionano per un nonnulla. E poi lo sposano.
(Cher)

Ne sono uscita? Credo di si, non senza qualche cicatrice ma ho imparato che è possibile buttarsele alle spalle e ricominciare. Il tempo è davvero un grande guaritore, non è una teoria o una frase fatta!
Il ragazzo, questa volta più giovane, che mi vuole e a cui voglio un mare di bene ha dovuto faticare per conquistarsi la mia fiducia... ma siamo ben lontani dal parlare di amore.
Ignoro se mantengo ancora fede al giuramento di non innamorarmi più o se nel frattempo sono cresciuta e mi son fatta più razionale.

sabato 12 ottobre 2013

Recensione: The day we died di Giulia Menegatti

Titolo: The day we died
Autore: Giulia Menegatti
Editore: ZeugmaPad
Anno di pubblicazione: 2013
Genere: Racconto breve, Thriller
Pagine: 33
Prezzo: Gratuito
Avete mai desiderato rivivere un giorno dall'inizio alla fine? È quello che succede a Riley, costretta a ripercorrere la giornata in cui viene uccisa, il week end prima della consegna dei diplomi. Perché continua a svegliarsi la mattina del 18 giugno? Riuscirà a cambiare l'esito della serata?
Recensione: I primi vagiti di The day we died sono stati postati sul sito THe INCIPIT e da lì il passo al quarto d'ora di popolarità è stato breve, in neppure sei mesi è stato realizzato l'ebook. Questo racconto propone un tema già più volte affrontato nelle varie arti, esempi si riscontrano anche al cinema come la commedia romantica 50 volte il primo bacio, ma qui la situazione è tutt'altro che idilliaca. Nella narrazione affidata alla stessa Riley veniamo condotti a rivivere un singolo giorno, quello che probabilmente temiamo più di tutti gli altri, dove nel bel mezzo di una festa la vita giunge improvvisamente e brutalmente al capolinea.
L'appuntamento diviene quasi un rituale che in qualche maniera si è accettato e non vi si può sottrarre, tuttavia pian piano la giovane arriverà alla soluzione dell'enigma. Lo farà insieme al lettore, anche chi solitamente non apprezza il genere si ritroverà coinvolto tra le righe di una storia mozzafiato pur di venire a capo del mistero. Lo stile di scrittura è forse ancora un po' da affinare ma è fresco e accattivante, la lettura scorrevole, si legge d'un fiato e la conclusione non è per nulla affrettata e prevedibile. Volendo dirla tutta, i pentimenti sono impossibili. Poche pagine che racchiudono un piccolo emergente miracolo, una rapida lettura consigliata a tutti.
The day we died è scaricabile liberamente a scelta tra diversi formati su Smashwords.
Su THe INCIPIT la versione integrale già pronta da leggere.

venerdì 11 ottobre 2013

Vincitore Giveaway 1° Compliblog

Eccomi di ritorno per annunciare il vincitore del giveaway di compleanno, come si può intuire dagli addobbi di Halloween non sono sparita e ho già alcuni post in cantiere per cui le attività riprenderanno al più presto.
Il primo (spero di una lunga serie) giveaway ha suscitato un piccolo ed inaspettato interesse e questo non può che farmi piacere e invogliarmi ancora di più a proseguire. Grazie a tutti per aver partecipato!
La dea bendata ha scelto chi accompagnerà il nostro amico Bob a passeggio, spero potrà apprezzare questa magica storia di amicizia. Ecco chi è:


Come promesso, con calma manderò gli ebook agli altri partecipanti. Complimenti alla vincitrice e ancora grazie a tutti voi! Restate sintonizzati!

giovedì 3 ottobre 2013

Recensione: Se solo fosse vero di Marc Levy

Titolo: Se solo fosse vero
Autore: Marc Levy
Editore: Corbaccio
Anno di pubblicazione: 2000
Genere: Romanzo
Pagine: 224
Prezzo: € 15,00
San Francisco. Arthur è un giovane architetto e si è da poco trasferito in un nuovo appartamento. Dopo una giornata faticosa, accende la musica e si rilassa con un bagno caldo. È allora che si accorge che in casa c'è qualcuno, una donna. Si tratta di Lauren. Con il passare delle settimane i due diventano amici e il sentimento che li unisce si trasforma in amore. C'è solo un ostacolo: Lauren è un fantasma. Il suo corpo, quello di una dottoressa di trent'anni, giace in coma in un letto d'ospedale. E i medici, convinti che per lei non ci sia più niente da fare, stanno per staccare il respiratore. Per Arthur comincia così una corsa contro il tempo per salvare la donna che ama.
Recensione: I libri, secondi forse solo alla musica, sono quanto di più soggettivo possiamo ritrovarci ad avere a che fare. Io ho deciso di avventurarmi tra le pagine di questo romanzo dopo due recensioni perfettamente discordanti: una lo idolatrava, l'altra lo distruggeva. E' difatti quel raro caso in cui la trasposizione cinematografica supera l'opera scritta. Prima di tutto nel taglia e cuci essenziale per ovvi motivi di durata, il film è assai meno caotico e dispersivo a dimostrazione che le cose più semplici sono spesso le migliori. Ma partiamo dal principio. I due protagonisti hanno nomi differenti, invece di David ed Elizabeth qui facciamo la conoscenza di Arthur e Lauren. Lei è vittima dell'incidente in cui rimarrà in stato vegetativo svariati mesi, e chi le presta soccorso non vuole arrendersi a decretarne la morte: una giovane dottoressa, di bell'aspetto, non può aver scelto di abbandonare la vita terrena nell'altrettanto splendida giornata che si appresta a cominciare. Si tratta di accanimento terapeutico, il rischio è la galera, ma chi se ne importa? Il corpo di Lauren non dà segni di vita finchè non viene sollevato per il trasporto in ospedale, un po' come la fiaba di Biancaneve raccontata dai Grimm. E in tutto questo trambusto la domanda è sempre "E allora?", la noia è una presenza costante ed occorrono sforzi epici per non far atterrare il libro all'altro lato di strada.
Chi è il protagonista del libro?!
Viene poi il turno di Arthur, lasciando così Lauren al suo destino incerto. In tutto il corso della storia i personaggi sgomitano per prevalere uno sull'altro, si parte giustamente con la coppia che ne uscirà ma ben presto si affiancheranno le futili vicende dell'ispettore di polizia e della defunta madre di Arthur. A lei viene addirittura riservato un intero capitolo quasi due per l'esattezza, Arthur ha rubato il corpo della donna di cui è già innamorato e quale nascondiglio migliore della casa appartenuta alla madre. Non fosse che i ricordi fanciulleschi finiscano per divagare e vengano usati per tappare un buco lungo pagine e pagine, di cui si faceva volentieri a meno. L'educazione di Arthur non ha alcun nesso con la storia che voleva essere raccontata, è più di impiccio che altro e mortalmente lenta. Più volte ho preso pause dal libro anche di due o tre giorni, il piacere della lettura era divenuto un concetto fantascientifico. Sono convinta ora di trovare più interessanti e soprattutto leggeri persino testi come il Manifesto del Partito Comunista, e non scherzo.
Poi vi sono lacune spaventose che, invece di soffermarsi sulla funzionalità del tappabuchi, era necessario includere: come è possibile, ad esempio, che Lauren dal non essere in grado di afferrare oggetti riesca a fare l'amore con Arthur? Il concetto poetico della comunione delle anime, stupendo per carità, non attecchisce, dovrebbe trovarsi un minimo di spiegazione in un libro che è tutto tranne che di filosofia. La ragazza sta riprendendo contatti con il suo corpo all'ospedale? Nulla, non è dato sapere. Stessa cosa di quando il suo fantasma si liquefa nell'abbraccio di Arthur, dove il sospetto sia che l'eutanasia è stata messa in atto. Un finale che più scontato e addolcito non si poteva.
La versione cinematografica è come detto più tranquilla, e più riuscita. Il libro, bestseller in molti Paesi (e giuro, non immagino come sia potuto accadere), è stato trasformato in film nel 2005 per merito del genio di Steven Spielberg che ne acquistò i diritti. Il risultato è LA storia di David ed Elizabeth o come li si vuol chiamare, che nel libro appariva solo di contorno al circo di personaggi che abbiamo visto. Egli ha saputo eliminare le parti superflue offrendo al grande pubblico un film gradevole. Altro esempio, il libraio sensitivo nel racconto originale non compare, un piccolo 'ricamo' in fase di sceneggiatura che avrebbe certamente portato un maggiore contributo alla carta. Vi piacerebbe essere creduti pazzi o peggio malati di tumore al cervello dal vostro migliore amico?
Se ignoravate l'esistenza di Se solo fosse vero leggete prima il libro, ammesso che la noia non vi faccia desistere. Fare il contrario equivale alla morte dell'opera originale.
Il trailer del film:
 

martedì 1 ottobre 2013

Monthly Recap #2: Settembre

Secondo appuntamento con la Monthly Recap, rubrica a cadenza mensile che riassume cosa è accaduto sul blog nel mese appena concluso. A dispetto degli standard settembre è stato decisamente ricco, vediamo subito in che cosa:
Naturalmente il primo compleanno del blog, celebrato il 24. Ripeto ancora una volta che il giveaway dedicato scade il 10 ottobre, per ulteriori informazioni cliccate sul banner:


Per quanto riguarda le recensioni è stata la volta di Lui è tornato di Timur Vermes, letto in estate. Non ho avuto modo di farne altre perchè metà mese l'ho dedicato ad una lettura per cui mi viene la nausea solo a pensarci... la sua recensione arriverà in tempi brevi.
Ho parlato di diari in generale in Scrittura vitale, tratto dal web la poesia Rifiutati di cadere di Clarissa Pinkola Estés, compilato il tag Ebook reader e fatto un po' di pubblicità alla bravissima Elisabetta Baldan, che ha disegnato per me l'header di questo blog. Il post in questione lo trovate qui.
L'immagine di Annotazioni è stata nuovamente cambiata ed infine ho aggiunto un'ulteriore pagina, Libri recensiti, dove elencherò man mano tutte le recensioni.

La citazione del mese:
Se nascerai uomo non dovrai temere d'essere violentato nel buio di una strada.
Non dovrai servirti di un bel viso per essere accettato al primo sguardo, di un bel corpo per nascondere la tua intelligenza. Non subirai giudizi malvagi quando dormirai con chi ti piace, non ti sentirai dire che il peccato nacque il giorno in cui cogliesti una mela.
-Oriana Fallaci da Lettera a un bambino mai nato-

Ho scaricato l'ebook subito dopo essermi imbattuta per caso in questa frase. Questo libro è del 1975 ma dal poco letto risulta purtroppo ancora attualissimo. Non ho mai letto nulla della Fallaci, spero di non rimanere delusa.

La canzone del mese:
Difficile immaginare l'incontro tra due grandi passioni così distanti tra loro, udirlo mi ha strappato un sorriso. Cat's Misanthropy è il nome di un progetto italico che finora ha inciso un unico brano dove a cantare sono dei gatti. Avete capito bene! Come dicono gli inglesi, la curiosità uccide il gatto, e spero che il gruppo non si sciolga senza prima offrirci altre 'perle'. Vi lascio quindi alla canzone di settembre: Cat's Misanthropy...


Il film del mese:
Questo mese la spunta il cinema d'animazione, la vostra affezionatissima era rimasta la sola a non averlo visto, non so dire perchè non mi ispirasse. Il film è Rapunzel e a convincermi a mettere mano al portafogli per il dvd è stata questa gif:

Continuo a chiedermi quando la mia vita cominci

E anche per questo mese è tutto, grazie dell'attenzione e buon ottobre!