lunedì 29 aprile 2013

Le dieci regole dell'autostima

1. La tua autostima non è determinata da un numero sulla bilancia.

2. La bellezza esiste in ogni forma e dimensione.

3. Tu sei più di quello che appari.

4. Abbraccia i tuoi difetti ricordandoti che nessuno è perfetto.

5. Ama il tuo aspetto.

6. Sii grata per tutto quello che il tuo corpo ti permette di fare.

7. Nutri il tuo corpo con cibo sano, riposo ed esercizio.

8. Vedi la bellezza negli altri.

9. Non voler assomigliare a nessuno se non a te stessa.

10.Sei meravigliosa così come sei.

venerdì 26 aprile 2013

Grazie Varg, non ci interessa

Povero Varg, chi gli spiega adesso che il logo di Superman non lo porta tatuato sul petto e che sfornare dischi puntuali come manco in Svizzera riescono non rende giustizia all'immagine di padre luciferino quale fu? Riecco Mister Coerenza, cui il black metal non interessava più, anzi la sua essenza era racchiusa nel primo brano del primo omonimo album, gli altri erano frutto di una mente geniale quanto folle cui il carcere non ha fatto bene se non alle orecchie dei fan della prima ora.
O ha tanto materiale da elargire all'umanità o la vita di fattoria lo deprime e ha bisogno di distrarsi o più realisticamente possibile venera più il dio denaro che Odino. Dopo una giovinezza al fresco e quattro figli non gli si darebbero neanche tutti i torti, non fosse che il solo pronunciare il suo nome fa ancora rabbrividere l'intera Norvegia. Perchè il papà di Burzum o si ama o si odia, non vi è spazio per pensare in grigio. Tra chi accantona il lato umano che ventenne si macchiò le mani di sangue per adorare il meraviglioso bambino che cullò su note nere che ancora oggi fan brillare occhi e tintinnare monete, oppure infanga tutto ciò a prescindere perchè assassino. Varg non è pentito di aver ucciso chi prima di lui ha messo in moto la giostra del black metal, e se in prigione non gli era permesso ascoltare cd o di registrare se non con l'esclusivo ausilio del sintetizzatore, ora da uomo libero è tornato (purtroppo) a colmarsi le tasche. Perchè il visetto d'angelo che venne imprigionato non c'è più non soltanto fisicamente ma anche soprattutto artisticamente. La voce con l'età cambia e pace all'anima dello yorkshire strozzato che cantava di mitologia, ma neppure il tentativo di migliorarsi applicandosi allo studio della chitarra ha influenzato positivamente gli ultimi lavori. Varg non ha più nulla da dire, e la colpa non va scaricata sul black metal che resta fedele alle sue tematiche, ma su gente come lui che continua a macinare su quel che è stato raccolto. Proprio lui che ha visto l'alba di un genere e l'ha aiutato a venire alla luce plasmando elementi che diverranno cari a chi dopo si è cimentato nell'impresa di riprodurlo su pentagramma. Lui che poteva ritirarsi in quella fattoria benedetta a compiacersi dei risultati delle sue giovanili fatiche e constatare di persona quanto avevano influenzato. Ma non solo non si fa da parte né da spazio alle giovani leve, ostruendo il passaggio con la sua smania da assoluto protagonista, ancora pienamente convinto di produrre musica di qualità. E chi gli dice che scontare tutti i ventun anni previsti dalla legge magari avrebbero giovato alla sua vena e alla leggenda che gli gravitava intorno? Chi osa dirgli in faccia che questi dischi registrati dopo la scarcerazione sono privi di anima?
Poteva godere di gloria eterna su quel che aveva fatto in passato ed invece si ridicolizza mettendo in mostra bruschezza da pensionato e talento esaurito. Il tutto sopra un gran cervello e questo è ciò che forse più dispiace dell'epilogo della fiaba di Burzum.

domenica 21 aprile 2013

Beautiful blogger award

Regole:
1 - Copiare il premio in un post


2 - Ringraziare la persona che ti ha nominato
Ringrazio Nice che non ha espresso preferenze dando la stessa opportunità anche a chi non l'aveva ricevuto. Mi piaceva perchè non è la solita catena di Sant'Antonio ma un mezzo carino per svelare agli altri qualcosa di sè che altrimenti si ometterebbe, per cui ho colto l'occasione.

3 - Raccontare 7 cose di te
1. Sono nata con la camicia nel vero senso della parola: nell'uscire mi sono tirata dietro la placenta. Ho iniziato ad urlare e non ne ho voluto sapere di attaccarmi al seno di mia madre, rimanevo con la bocca aperta senza succhiare né nulla. Piangevo quando l'infermiera mi cambiava il pannolino. Primi segni di misantropia?

2. Verso i sei anni e mezzo ho cominciato a balbettare e anche se è un problema pressoché risolto conservo ancora un po' di timore ad utilizzare la voce, in special modo al telefono. Ho bisogno di qualche minuto di riflessione prima di chiamare qualcuno, genitori inclusi, e di un respiro profondo nel comporre il numero. In caso di comunicazioni con estranei, dottori ed altro, mi rifiuto letteralmente delegando mia madre nel fare la telefonata. Credo che questa paura derivi dal fatto che può ancora capitarmi di balbettare quando sono agitata, e non vedere in viso il mio interlocutore faccia il resto.

3. Prediligo la penna nera per scrivere dopo che un professore alle scuole medie disse che soltanto il colore nero rendeva in fotocopia. Il mistero di libri e giornali stampati unicamente di quella tinta era risolto. Da allora, che sia per un documento o la lista della spesa, cerco sempre di scrivere in nero. Se non vi sono penne di quel colore inizialmente mi sento un po' a disagio, forse per abitudine, ma poi scrivo ugualmente anche se avrei preferito di gran lunga quell'altro colore.

4. Non mangio pesce se non tonno e sogliola, e ogni tanto i miei mi ricordano che da piccolina andavo nei loro piatti a rubargli i gamberetti. A cinque anni mangiavo il peperoncino nella pasta aglio e olio, ora nessun tipo di cibo piccante.

5. La televisione è per me un soprammobile, un oggetto di arredamento di dubbio gusto e utilità. Odio che la si consideri un passatempo o una compagnia e odio chi la accende mentre un attimo prima si stava parlando, sospendendo il dialogo. Ormai internet fornisce notizie più fresche e sei davvero tu a scegliere cosa guardare e cosa evitare, la televisione è quindi assolutamente uscita dalle mie priorità. Spero solo, se proprio dovrò contrarre matrimonio, che mio marito sia d'accordo.

6. Titanic è il mio film maledetto. Ero l'unica ragazzina cui non piaceva Di Caprio, di conseguenza detestavo i suoi film senza nemmeno vederli. Titanic lo vidi la prima volta che passò in televisione, nel lontano 2000, e ironia della sorte mi piacque tantissimo. Lo rividi svariate volte in cassetta e così anch'io rientrai tra coloro che avevano pianto per un film. Una mattina non mi mandarono a scuola perchè mi svegliai con gli occhi pieni di lacrime. In occasione del centenario del naufragio l'anno scorso ho ceduto al fascino del 3D e sono andata a vederlo al cinema. Non lo rivedevo da undici anni ma dopo tutte quelle proiezioni casalinghe ancora lo ricordavo a memoria. Ho passato il resto della serata con un gran mal di testa dovuto agli occhialini. Non possiedo il dvd e rimando sempre l'acquisto, conosco bene gli effetti che mi dà questo film.

7. Sono cresciuta insieme alla musica, nel senso che i gusti si sono evoluti con me. Non avevo alcun tipo di cultura su questo piano, tanto che pensavo che Iron Maiden fosse un marchio di abbigliamento. Fino alla maturità sapevo soltanto ciò che da sempre raccontava mio padre, ossia che Jim Morrison si è suicidato e Kurt Cobain si è buttato dalla finestra. Dopo un'adolescenza fatta di house e canzonette pop, a 18 anni scopro finalmente che c'è dell'altro con una musicassetta dei Queen recuperata dopo il trasloco. Mi piacque, diventai una fan sfegatata del gruppo e grazie a loro mi addentrai nel rock e infine nella musica metal. Li abbandonai letteralmente quando vidi i protagonisti del metal leggero, Sebastian Bach e Axl Rose in testa, abitanti di un mondo dorato che puzzava di alcol, sesso e balsamo per capelli dove per la prima volta mi sentii parte della musica stessa. Ci volle poi facebook perchè conoscessi il black metal e sentissi qualcosa mai udita prima, la voce dell'inconscio, e mi innamorai anche di essa.

4 - Nominare altri 7 blog e farglielo sapere con un commento
Il suo taxi. Prego.
4 zampe di simpatia
I believe in...
Amelia Malory, scrive perchè le piace
Tu fossi libro, ti scriverei
BAD HANDS
Diario di una maniaca sentimentale

venerdì 19 aprile 2013

Auguri mamma

Cara mamma,
questo tuo genetliaco mi dà la spinta perchè io ti rivolga un pensiero senza sentirmi notevolmente impacciata. Tento di evocarti più piccina della sottoscritta e di quanto sei stata in gamba a generarmi ed allevarmi e lo so non lo do a vedere, ma mi fa riflettere. Sul fatto ad esempio, il più rilevante, che io con tutte le buone intenzioni non ne sarei in grado.
E' un traguardo per te e la società, ma io quest'oggi non ti ringrazio per avermi porto il tuo dono ma perchè giornalmente lo rinnovi, mettendomi dinanzi l'idea che l'essere progenitori di un'anima pensante è assai più arduo da portare che il semplice rimanere in vita. Mi ricordi che tu di esistenze ne hai due, tre contando mia sorella, e ti dico grazie, a discapito di tutti i dispiaceri che ti causo, di come credi a volte di zoppicare nei ruoli ormai indivisibili di donna e madre ma ciononostante sei e sarai sempre una spanna sopra di me. Non ho da protestare anzi ti invidio. Buon compleanno mamma.

mercoledì 10 aprile 2013

Dolore che produce bellezza

Molti di coloro che nel 1994 erano coscienti si domandarono cosa ci era salito a fare sul palco di Sanremo se era stonato. Venne stroncato da pubblico e critica all'oscuro del fatto che fosse allo stadio terminale di Aids e sarebbe morto in capo a tre mesi. Le lampade abbronzanti ed il trucco altro non servivano che a mascherare i segni della sua sofferenza. Si tenne tutto dentro perchè non voleva pietismo, soltanto intonare un saluto alla vita al meglio delle possibilità dategli dall'aggravarsi della malattia.



Verrà un giorno in cui vivrò
In un paese sempre più frontiere
Dove non si guarderà al futuro
Come chiusi dentro ad un bicchiere
Verrà un giorno e sentirò
Il vento caldo dei nuovi cambiamenti
In un attimo saranno qui
Ma poi saremo tutti quanti pronti
Con fatica ma sapremo
Capir davvero cos'è la religione
Qualsiasi fede chiunque avrà
Si accetterà perché va bene ed ha ragione
Oppure no
Io questo non lo so
Oppure no
Ed io perciò mi lascio vivere

E quando credi che l'amore tuo
È solido come un bel sasso
Poi per un'occhiata appena
Ti senti un materasso
Verrà il giorno in cui sarai
Col sedere grosso come una balena
Io come adesso ti amerò
Che hai un fisico da sirena
Oppure no
Io questo non lo so

La risposta amore mio
È nascosta nel tempo
E ogni giorno che va via
È un quadro che appendo
Mi piace vivere

E se talvolta pensi che
Tu non sei molto importante
Consolati perché sul ponte
C'è tutto il resto della gente
E quindi amica mia
Tranquilla ci sono anch'io
E questo sporco mondo questa volta
È giunto infine ad una svolta
Oppure no
Io questo non lo so

La risposta amore mio
La stiamo vivendo
E ogni giorno che va via
È un quadro che appendo

E se a volte pensi che
Tu non sei molto importante
Consolati perché sul ponte
C'è tutto il resto della gente
E quindi amica mia
Tranquilla ci sono anch'io
E questo sporco mondo questa volta
È giunto infine ad una svolta
Oppure no

La risposta amore mio
La stiamo vivendo
E ogni giorno che va via
È un quadro che appendo
Oppure no

Terza ed ultima esibizione al festival, dimenticati lui e il suo inno, seppur bello, pressoché l'indomani. Si vocifera avesse già contratto l'Aids quando si presentò la prima volta nel 1987 in coppia con Andrea Mingardi eppure la figlioletta, quattrenne alla scomparsa del padre, era nata sanissima. Solo da cinque anni era uscito dal tunnel dell'eroina.
Quel che mi chiedo io è se caveremmo mai un po' di umanità dal cuore di fronte al dolore anzichè deridere ciò che per i nostri variabilissimi canoni è diverso.

Non sai che ognuno ha la pretesa di soffrire molto più che gli altri?
(Honoré de Balzac)


19/08/2013 - Video ripristinato