venerdì 29 marzo 2013

Preparativi pasquali intelligenti

Mi era passato di mente che oggi fosse Venerdì Santo, la morte del Cristo per i credenti. Dopo che uno yogurt uscì dal frigo e vi fece ritorno senza segni di effrazione ed aver fatto colazione con quattro biscotti quattro, la ricorrenza sarà penetrata nel mio animo prima che la parte conscia ne venisse informata. Ma che cosa vai dicendo? Forse in vista dell'astensione dal cibo come segno di pentimento hai trangugiato cioccolato come se non ci fosse un domani!
Per una strana combinazione vado in crisi esistenziale insieme a mia madre, allora è possibile vedere un consumo industriale di qualunque cosa contenga zucchero, cioccolato in testa, e ritorni a casa dalla spesa con altrettante aspirine per l'anima. Che poi non siano benefiche per l'aspetto esteriore è un fattore che in quei momenti passa in secondo piano, ma ci conforta il fatto che tutti i nutrizionisti concordino sulla regola di concedersi uno strappo ogni tanto. Con l'imminente arrivo della Pasqua non prevedo grandi mangiate ma nemmeno rosei digiuni, il nostro 'ogni tanto' si perpetuerà ancora. Naturalmente il mio lato bambino ha prevalso anche quest'anno e ha scelto il suo uovo, e quando quello adulto ha provato un po' di imbarazzo all'idea di dover scartare un uovo di Pasqua era ormai troppo tardi. In tutta onestà non ho più il ricordo di come sia la forza di volontà, cosa mi spingeva a proseguire e mi faceva star bene senza il benchè minimo sforzo, non desiderando assolutamente di portare un grammo di dolce alla bocca. Non era resistenza, non soffrivo della sua mancanza, ero 'guarita'. Il cioccolato crea una dipendenza alla stregua dei consumatori di droga e purtroppo non rientro tra quelli a cui non piace, come Johnny Depp, che con due pellicole all'attivo su questa delizia è tra i pochi fortunati che la odiano. Che cosa mangino per alleviare le loro pene per me resta un mistero, ma devo credere che mangiare sia l'ultima azione a cui pensino per rimettersi in piedi...
Non so più neanche se mi permetto tutto ciò perchè ho la scusante della palestra e le calorie vengono così diluite. Me ne sto qui a crearmi dei sensi di colpa mostruosi quando so bene che non è altro che un periodo, uno dei tanti ma non così frequenti come si può pensare. Quando finisce il dolce non mi precipito ad acquistarne dell'altro ma attendo di farmi venire le crisi di astinenza. In questo modo non passo la vita con qualcosa sotto i denti, ed inoltre inganno il corpo perchè non trattiene nulla 'pensando' ci sia carestia. Dimagrisco a singhiozzo questo si ma non riaquisto più il peso perso.
Un giorno al supermercato vidi una donna con dentro il cestino solamente un pacchetto di duplo e la crema anticellulite. Io più giovane ero consapevole che non comprando il duplo non lo avrei trovato in dispensa quindi non incentivavo la mia massa corporea. Non amo fare plagi di me stessa ma, eventualmente a chi fosse sfuggito, riporto alla luce questo passo per me importante:

«Quando mi sento vuota dentro, è come se a casa non ci fosse nessuno a rispondermi» ha detto una volta una mia paziente. E se questa 'casa vuota' è nel profondo di se stessi, è davvero terribile! Se esiste un vuoto interiore, l'attacco di fame può costituire una strategia di riempimento, di appagamento nel vero senso della parola.
Sforzati di avvertire questo vuoto interiore prima ancora di essere assalita da un attacco di fame. Come si manifesta? Che aspetto ha? È un buco freddo e buio? È possibile affrontarlo in modo diverso? Lo si può anche compensare con la 'pienezza esteriore': frenesia, appuntamenti, confusione, allegria possono cancellarlo. Il bisogno di nuovi stimoli può benissimo essere una fuga da questo vuoto, che torna a farsi sentire quando non si è più totalmente assorbiti. Se si potesse sconfiggerlo una volta per tutte, non occorrerebbe più affrontarlo. Eliminarlo, imparare a volersi bene ed essere consapevoli di cominciare qualcosa è un capitolo fondamentale della nostra vita, una tappa basilare per la crescita individuale. Quanto prima riuscirai a convivere con questo vuoto interiore, a vederlo come uno spazio libero, tanto prima rinuncerai al cibo come riempitivo. Mangiando ti neghi uno spazio libero, una opportunità per maturare. Questo è ciò che conta, non il fatto di ingrassare.


Il post completo QUI.
Noia e melanconia senza ombra di dubbio. Buona Pasqua a tutti, nessuno escluso.

mercoledì 20 marzo 2013

Celebrity Crush

Volendo smorzare un po' i toni ho trovato la Celebrity Crush (traducibile in cotta per una celebrità), un tag-catena di Sant'Antonio vecchio di un paio di mesi circa che però ho tolto per consentire a tutti di compilarlo se lo desiderano e, se fatto, di lasciare il link nei commenti perchè sono curiosa.

Celebrity crush che avevi da giovane


Val Kilmer (31 dicembre 1959)
Orlando Bloom (13 gennaio 1977)
Val Kilmer entrò nel mio immaginario nella prima adolescenza con spettacoli per sole donne come Batman Forever, Top Gun, Il santo, insomma diverso tempo prima che fosse ospite fisso della fiera del cinghiale. Ora, complice il fatto che è coetaneo di mio padre, non mi fa né caldo né freddo.
Orlando, conosciuto nei panni di Legolas, si è dimostrato un buon attore pur con un taglio diverso di capelli che in principio avevo notato prima del suo talento. Tengo ancora il posterino in camera, chissà perchè.

Celebrity crush per una persona del tuo stesso sesso


Liv Tyler (1 luglio 1977)
Ancora dalle terre di Tolkien, a dimostrazione che le donne non mi attraggono nella maniera più assoluta, forse perchè hanno un corpo troppo simile al mio, come fidanzata è rimasta lei, la figlia di Steven. Bella ma ho altri gusti.

Celebrity crush over 40


Sebastian Bach (3 aprile 1968)
Approvato dai sogni che faccio, il mio cantante preferito da sei anni a questa parte. Sceglierne una tra le centinaia di foto in mio possesso è alquanto limitante. Un connubio di voce e chioma leonina per cui sono letteralmente impazzita. Peccato che negli anni '80 fossi soltanto una dolce ingenua bimbetta...

Celebrity crush per una boy band


N'Sync (1995-2002)
Dico N'Sync perchè c'erano ben due componenti che mi piaciucchiavano, Lance e Justin. Dopo Bye Bye Bye invece il buio per quanto riguarda i ricordi di loro canzoni.

Celebrity crush per una persona più giovane


Andrej Pejic (28 agosto 1991)
Creatura magica, e tanto basti. Anzi no, non fosse un ragazzo perderebbe molto della particolarità che caratterizza il suo fascino, almeno secondo la mia opinione.

Celebrity crush del momento
 ???
Non seguo telefilm o vado al cinema di continuo, pertanto ritengo che Andrej possa occupare anche questa sezione.

martedì 12 marzo 2013

Un po' di inverno ancora

 
"Fa freddo, ma è una bella mattina," disse Zedka. "E' curioso, ma la depressione non mi assaliva mai in giornate come queste: nuvolose, grigie, fredde. Quando il tempo era così, sentivo che la natura era in armonia con me, mostrava la mia stessa anima. Invece, con il sole, i bambini uscivano a giocare nelle strade; tutti erano contenti per la bella giornata, ma io mi sentivo a terra: come se fosse ingiusto che si manifestasse tutta quell'esuberanza e io non potessi esserne partecipe."

da Veronika decide di morire, di Paulo Coelho

venerdì 8 marzo 2013

Le poesie delle donne


"Le poesie delle donne sono spesso
piatte, ingenue, realistiche e ossessive",
mi dice un critico gentile dagli occhi a palla.
"Mancano di leggerezza, di fumo, di vanità,
sono tutte d'un pezzo come dei tubi,
non c'è garbo, scioltezza, estro;
sono prive dell'intelligenza maliziosa
dell'artificio, insomma non raggiungono
quell'aria da pomeriggio limpido dopo la pioggia."

Forse è vero, gli dico. Ma tu non sai
cosa vuol dire essere donna. Dovresti
provare una volta per piacere anche se
è proibito dal tuo sesso di pane e ferro.
Ride, strabuzza gli occhi. "A me non importa
se sia donna o meno. Voglio vedere i risultati
poetici. C'è chi riesce a fare la ciambella
con il buco. Se è donna o uomo cosa cambia?"

Cambia, amico dagli occhi verdi, cambia;
perché una donna non può fare finta
di non essere donna. Ed essere donna
significa conoscere la propria soggezione,
significa vivere e respirare la degradazione
e il disprezzo di sé che si può superare
solo con fatiche dolorose e lagrime nere.

E' per questo che tante si rifugiano
nella passività, nell'ordine costituito,
perché hanno paura di quella fatica e
di quelle lagrime che sono necessarie per
riscattare la propria umanità perduta
come un dente di latte, chissà quando,
nel processo sibillino della crescita sociale.

Una mattina un padre generoso ha
legato il tuo dente al pomello della porta
che poi ha spalancato con un calcio e
addio dente di miele che ti faceva bambina
e ancora inconsapevole del ruolo pacato
e gelido che ti aspetta ora come un
cappotto fiorato appeso nell'ingresso e
se vai fuori devi indossarlo se no
rischi di morire assiderata e pesta.

Una donna che scrive poesie e sa di
essere donna, non può che tenersi attaccata
stretta ai contenuti perché la sofisticazione
delle forme è una cosa che riguarda il potere
e il potere che ha la donna è sempre un
non-potere, una eredità scottante e mai del tutto sua.

La sua voce sarà forse dura e terragna
ma è la voce di una leonessa che è stata
tenuta pecora per troppo tempo assennato.
E' una voce fiacca, grezza e mutilata
che viene da lontano, da fuori della
storia, dall'inferno degli sfruttati.
Un inferno che non migliora la gente
come si crede, ma la rende pigra,
malata e nemica di se stessa.
(Dacia Maraini)