martedì 6 dicembre 2016

A nonna Maria

Avevo in programma di scrivere a proposito di te sulle mie carte, ma il fato ha scelto che te ne andassi quando il blog si era preso una pausa. Lo faccio ora, dopo un anno e una settimana da quella telefonata nel centro commerciale.

Eravamo separate da 1500 km circa e non ci vedevamo da dodici anni, dall'estate della dipartita di colei prima che di te considero mia nonna. Nonna Rosa, genitrice di mia madre, mi ha sicuramente voluto bene quanto io ne ho voluto e ne voglio a lei. Tu probabilmente non eri nemmeno certa della mia esistenza pur avendomi vista durante le poche estati da me trascorse in sicilia. So bene che i tuoi nipoti erano quelli che abitavano nel tuo stesso paese, sono a conoscenza del pianto di mia madre quando insieme al nonno ci recapitaste 200.000 lire per posta utili nemmeno a pagare un lettino, mentre per la nascita di Jessica ne spendeste ben 500.000 per la cameretta completa. Non mi prendo neppure la briga di modificare i nomi, tanto non sapevi leggere e per di più storpiasti il mio quando ti venne comunicato. Beh che dire, discriminata fin dalle mie prime ore, grazie tante. Sì se ancora non si era capito non ho sofferto alla mesta notizia così come non ne ho gioito, hai sempre messo al mondo mio padre dando così la possibilità anche a me di esserci. Ma non eravamo legate in alcun modo né lo saremo mai. Hai partorito undici figli e allevati sei fino all'età adulta, la genetica ti ha regalato una buona salute così che anche in vecchiaia non hai mai avuto particolari problemi. Del resto non so nulla, eccetto l'ignoranza che sguazzava al di là della tua porta. Beata te che non hai mai sentito nominare la parola depressione, perchè a fare la vita che hai fatto tu sono certa sceglieremmo tutti chi il cappio chi il salto nel vuoto. Vero anche che in fondo non siamo sulla Terra che per elargire il più possibile il nostro patrimonio genetico, noi come ogni essere facente parte del regno animale, quindi hai adempiuto perfettamente al tuo dovere. Nei mesi precedenti e nei successivi alla tua morte mi domandavo però che esistenza dovevi trascorrere, non avevi mai bisogno di nulla? Sei stata felice? Non hai mai avuto dei desideri? Io davvero mi rifiuto di credere che come sei venuta al mondo così ci sei rimasta, al tuo posto, senza dar troppo fastidio tranne gli ultimi due-tre anni quando il tuo figlio preferito senza domandar nulla agli altri fratelli ti ha chiusa in un ospizio e ha venduto la casa piuttosto che occuparsi di te.
Quando è giunta la chiamata mi son sentita come se con te avessi perduto completamente le radici, dei quattro eri l'ultima (la più anziana, l'ultima ad andarsene) ancora in vita(?). Posso solo ringraziarti per avermi dato papà, che del nostro nucleo famigliare è stato il solo a soffrirne perchè davvero legato a te, e come poteva essere altrimenti? Mentre mamma era al lavoro e lui giù per il funerale noi due nipoti che avevi al Nord indi valevoli di minor considerazione giocavamo a Labirinto e guardavamo film. Alla stregua di una vacanza.
Per chi ti aveva accanto la tua presenza era al livello di un quadro alla parete, forse se lo si toglieva creava una differenza maggiore della tua. Sei una nonna che non c'è mai stata ma, se oggi sono qui a scrivere di te, chi ha tentato di volerti bene ed accettarti per come eri non era chi poteva accoglierti in casa sua per le festività. Ma questo mio messaggio non verrà mai recepito chiaramente. Riposa in pace

venerdì 2 dicembre 2016

Monthly recap #26: Novembre

Hello to everyone! Devo convincermi a migliorare il mio inglese scolastico perchè nel mese appena terminato i naviganti dai soli Stati Uniti sono stati 5036, a fronte degli italiani fermi a 3029. Che succede, mi avete abbandonata? Io ve l'ho chiesto se c'era qualche modifica da apportare ma la maggior parte mi ha risposto che andava bene così per cui continuo. Non senza farmi qualche domanda comunque, eh.
La Monthly Recap come ben saprete riepiloga l'ultimo mese trascorso sul blog. Da questa volta in poi vi saranno dei piccoli 'ritocchi', quindi spazio alle letture e relative immagini (stavolta mi è proprio mancato il tempo ma dalla prossima le fotograferò e caricherò su Instagram, i cartacei almeno), più i voti in stelline come su aNobii. Il risultato ottenuto mi garba, anche a voi? Passiamo subito ai post di questo mese:

Recensioni
Gli interessi in comune di Vanni Santoni
Cinerecensione: A spasso con Bob (2016)

Tag
Identikit del lettore

Altri post
Quattro idee per Babbo Natale che non sa mai cosa portarmi in dono

-Un mese di libri-

Non sono riuscita a terminare Guida il tuo carro sulle ossa dei morti, me lo sono trascinato fino all'11 novembre poi ho deciso che non era il suo momento e ne ho rimandato la conclusione a data da destinarsi. I libri letti quindi potevano essere di più ma sono ugualmente felice e soddisfatta perchè non ne leggevo cinque da quanto? non mi va di controllare le puntate precedenti della Monthly Recap, fatelo voi al mio posto e bacchettatemi xD
Ho letto il mio primo Piccoli Brividi alla tenera età di *nove anni! Era anche l'unico in wishlist, intravisto a un mercatino a € 4, fatto mio. Questo mese abbiamo due ebook e tre cartacei:


Letti
Lascia che accada di Amber L. Johnson ★★★
Toxique. Diario della mia tossicodipendenza di Françoise Sagan ★★
First. La mia prima volta di Laurie Elizabeth Flynn ★★★★
Fedoro di Katherine Applegate ★★★½
L'urlo del gatto (Piccoli Brividi #63) di R.L. Stine ★★★

Miglior lettura


Mi aspettavo IL NULLA da questo young adult invece mi ha sorpreso al punto che il giorno successivo all'averlo terminato avevo già comperato il cartaceo (€ 9,90). Sono rari i libri per ragazzi che parlano della prima volta e questo lo fa in maniera succinta ma non troppo, è attuale e anche parecchio educativo, e non soltanto da quel lato. Lo consiglio

Acquisti/in regalo/in prestito
Conan il barbaro di Robert E. Howard
Toxique. Diario della mia tossicodipendenza di Françoise Sagan
L'urlo del gatto di R.L. Stine
Un dono speciale di nome Bob di James Bowen
First. La mia prima volta di Laurie Elizabeth Flynn

In wishlist
La ragazza di miele e altre storie di Marilena Votta
Autolesionismo. Quando la pelle è colpevole di Maria Sneider, Marzia Fabi, Cecilia Di Agostino
Tutta la solitudine che meritate. Viaggio in Islanda di Claudio Giunta, Giovanna Silva
Ricette per la felicità. Antologia leopardiana per il piacere e per vivere meglio di Giacomo Leopardi

TBR di dicembre


Sottostando alle leggi di gite al centro commerciale, cenoni ecc preferisco non strafare e mettere solo quelli che sono realmente certa di poter leggere. Let it snow è un acquisto di gennaio ma ho rimandato fino ad ora proprio perchè lettura natalizia e non si addiceva agli altri mesi. Ugual discorso per Un dono speciale di nome Bob, che voglio assolutamente leggere per primo dopo che il film ha soddisfatto le mie aspettative. E poi chissà quali (se) altri arriveranno!

Sui social

In un blog ho notato il conteggio dei followers sui vari social, l'idea mi è piaciuta e ho deciso di riproporla. In fondo i social sono la vita per un blog, vediamo a che punto siamo su Twitter e Instagram (Facebook arriverà... spero), intanto seguitemi:

Twitter
@ecoscandinavo
362 followers



Instagram
@skogenslumi
26 followers

Spazio note
Mmm nulla da segnalare, proseguo finché la voglia mi accompagna. Intanto che mi accingo ad acquistare i primi regali di Natale su internet perchè molto più conveniente che in negozio, il pensiero va subito al 25 e all'augurio di non scartarne di indesiderati o non corrispondenti a quanto richiesto. Perchè ovvio, devo sapere in anticipo cosa mi viene regalato perchè la gente si perde e mi regala profumi e biancheria intima. Da bambini è tutto più semplice, un nuovo giocattolo e felicità a mille.
Buon mese a tutti quanti, ci sarà tempo per i vari auguri ;)

lunedì 28 novembre 2016

Cinerecensione: A spasso con Bob (2016)

Buongiorno amici ed amiche, ecco sotto i vostri occhi la tanto agognata cinerecensione promessa finalmente realizzata. Mi auguro sia di vostro gradimento e vi convinca una volta per tutte ad andare a vedere il film che vi presento perchè merita sul serio. Anche se ancora non avete fatto vostro il libro non dovete darvi pensiero perchè questa trasposizione è molto fedele, come solo la vita vera può essere.

Titolo originale: A Street Cat Named Bob
Paese: Gran Bretagna
Genere: biografico, drammatico
Anno: 2016
Durata: 103 minuti
Distribuzione: Notorious Pictures
Soggetto: dai romanzi "A spasso con Bob" e "Il mondo secondo Bob" di James Bowen
Regia: Roger Spottiswoode
Attori: Luke Treadaway, Bob il gatto, Ruta Gedmintas, Joanne Froggatt, Anthony Head, Beth Goddard, Caroline Goodall
Quando James Bowen trova davanti alla porta del suo alloggio popolare un gatto rosso, rannicchiato in un angolo, indifeso e ferito, non immagina quanto la sua vita stia per cambiare. James, ventisette anni, non ha un lavoro né una famiglia su cui contare. Vive alla giornata per le vie di Londra, e raccoglie qualche spicciolo suonando la chitarra davanti a Covent Garden e nelle stazioni della metropolitana. L'ultima cosa di cui ha bisogno è un animale domestico. Eppure non resiste a quella palla di pelo, che subito battezza Bob. Pian piano James riesce a farlo guarire, e a quel punto lascia il gatto libero di andare per la sua strada, convinto di non rivederlo più. Ma Bob è di tutt'altro avviso: per nulla al mondo intende separarsi dal suo nuovo amico e lo segue ovunque. Instancabile. Finché a James non rimane che arrendersi. È l'inizio di una meravigliosa amicizia e di una serie di singolari, divertenti e a volte pericolose avventure che trasformeranno la vita di entrambi.
Per realizzare pellicole realistiche occorre la realtà, in questo caso di quella respirata nel romanzo Un gatto di strada di nome Bob (per gli italici un banalotto A spasso con Bob, edito da Sperling & Kupfer). Il film tratto dal fortunato bestseller del in un primo momento incredulo James Bowen, artista di strada con trascorsi da tossicodipendente, è questo. Una storia che dapprincipio pare un documentario ambientato nella capitale inglese, ove è possibile incontrare gente invisibile che vive di stenti e si guadagna da vivere come può. Scene non edulcorate o alterate in alcun modo, la vita di strada è crudele nei vicoli freddi e non dispensa regali così alla leggera. Assistiamo a una giornata tipo di James, che canta e suona la chitarra per raggranellare qualche spicciolo che gli serve per pagarsi la droga e al contempo a dimenticare di essere un sentatetto. Ciononostante vuole riprendere in mano la sua vita ed un'assistente sociale crede in lui al punto da assegnargli un alloggio popolare, a condizione di seguire punto per punto il programma di disintossicazione pena il ritorno in strada. La prima notte un vivace gattone dal pelo rosso si intrufola nell'appartamento e quell'incontro marchia indelebilmente l'esistenza di James, che si ritrova per la prima volta a dover badare ad un'altra creatura e così a suonare per strada per racimolare soldi utili a comprare scatolette per gatti piuttosto che una pericolosa dose di eroina.
Il trentaduenne attore britannico Luke Treadaway non mi convinceva molto perchè somigliante a Kurt Cobain e temevo quindi che la recitazione venisse offuscata dai toni gentili del viso. Ma ciò non accade perchè Treadaway ha preso seriamente il ruolo dell'introverso clochard e ne ha riportato sullo schermo gesti ed espressioni proprie di James come son sicura capitino nella realtà. La nuova condizione di 'papà', che si preoccupa più del gatto che di se stesso, verrà senz'altro riconosciuta da chi ha convissuto con un felide almeno una volta nella sua vita. Le emozioni, le palpitazioni, i turbamenti del possedere un micio (o del micio che possiede l'umano?) sono autentiche, non vi è nulla di costruito appositamente per il film. Bob, qui interpretato da se stesso e da qualche controfigura, non è esattamente a suo agio sulle spalle del Treadaway ma si adegua, supportato dalla presenza del padrone sul set, e porta sullo schermo un amico meraviglioso. Bravi gli attori che ruotano attorno alla strana ma solida coppia, a cominciare dall'assistente sociale Val (Joanne Froggatt), mister Nigel Bowen (Anthony Head) fino a Betty, interpretata da una Ruta Gedmintas eccentrica a cominciare dalla tinta rosa della sua chioma. Nel romanzo tale personaggio non compare, probabilmente nasce prendendo come ideale l'ex fidanzata di James, Belle. Betty sarà dapprima la sola amica del protagonista, in seguito venuta a conoscenza del suo passato cercherà di tenere le distanze per non dover rivivere le conseguenze tragiche che l'han portata a perdere un fratello. Se si vuol dirla tutta, Betty è un personaggio abbastanza inutile che non contribuisce all'arricchimento della storia. Esistono eccezioni felici di pellicole senza donne tra i personaggi principali (Il nome della rosa) e la loro celebrità non è stata minimamente intaccata dalla mancanza. E se proprio vogliamo trovare un difetto vero e proprio (almeno secondo il mio parere), è il fatto che lei stessa affibbi un nome al micio pel di carota, dicendo che «è lui a voler essere chiamato così». Una spiegazione che più finta, ipocrita e studiata a tavolino non si può.
Ottima la colonna sonora a firma di Treadaway, Bowen cinematografico che sullo schermo canta e strimpella senza aiuti superflui ed orpelli digitali. Non udire canzoni note è un bene per l'intera durata della pellicola, sembra proprio di essere a Londra ad assistere ad una delle loro tante esibizioni e rende il tutto più vero e magico. A spasso con Bob è uno dei pochi progetti dove il protagonista animale non subisce il trattamento salvatore dell'umanità. Ambe le parti empiono lo spazio in misura equivalente, perfetta per non decidere per chi fare il tifo e godersi appieno la storia narrata in un crescendo di complicità e famigliarità. James ha avuto una seconda possibilità scegliendo di prendersi cura di Bob e tirarsi definitivamente fuori dall'incubo della droga, ma ciò non significa necessariamente sia tutto come una classica fiaba pur avvicinandosi molto. Forse come i volontari che partono per gli angoli più poveri del mondo per -dicono- salvare delle vite e rendersi utili, James si è aggrappato al micio nel momento del bisogno più estremo e, convincendosi di aiutare lui, altro non faceva che curare se stesso dalle ferite autoinfertosi nel corso di lunghi anni. Ma non ce ne lamentiamo perchè è ciò che anche noi facciamo ogni giorno, ringraziando invece l'editore naturale Hodder & Stoughton per aver creduto nell'effetto (e al denaro) che possono generare un animale ed il suo sfortunato padrone. Perchè James e Bob siamo noi, e anche a noi è concesso dire di essere stati baciati dalla fortuna ogni volta incrociamo il musetto del nostro fedele amico.

martedì 22 novembre 2016

Tag: Identikit del lettore

Ciao a tutti! C'è una cinerecensione in cantiere ma questa volta stilarla è più ardua del previsto perchè essendo di una storia che amo molto non vorrei risultare banale o poco convincente. Il film è tuttora nei cinema e va visto assolutamente, secondo me avete capito di quale si tratta e ce la metterò tutta per poterlo proporre come post successivo.
Questo di oggi è senza timore di nasconderlo un tappabuchi, un semplice tag che come mio solito tenevo in bozza da un annetto circa, visto la prima volta mi pare su un blog di Wordpress ma dirvi quale però non saprei più. Può sembrare buffo sentito da me ma anch'io non amo lasciare il blog come si suol dire 'vuoto', anche se con il presente i post da leggere sono 242. Ma fa sempre piacere sapere che il/la proprietario/a sta bene, no?
Quindi conoscetemi meglio se ne avete voglia con l'"identikit del lettore":

Tre libri che ami
La collina dei conigli di Richard Adams. Non ho più parole per esprimere quanto abbia amato questo romanzo e il mio buon intento nel consigliarlo a tutti a prescindere ma mai nessuno che mi ascolti, per cui perchè perdere altro tempo? Leggetelo e basta! Prima che mandi Freddy ad uccidervi nel sonno

Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino di Christiane F. Mai considerati i libri sulla droga prima dell'incontro con questo e conseguente visione del film. Ora i testi con questa tematica sono i miei favoriti, ancor meglio se scritti in maniera pulita ed esaustiva come in tal caso

Colpa delle stelle di John Green. Semplicemente ha cambiato il mio modo di vedere l'insieme, la gratitudine dell'essere qui in buona salute e il tempo che mi è concesso con una persona/in un luogo incantevoli. Devo vivere al meglio, cosa che non faccio poi così spesso. Riprenderei le stesse parole che usai nel Colpa delle stelle Tag: "In questo libro l'ombra della falce è sempre presente ma insieme c'è anche tantissima vita. È un po' ironico che sia la morte ad insegnare a vivere ma è proprio questo che succede. Hazel, Augustus e Isaac sono tre ragazzi che affrontano la sciagura che gli è capitata aggrappandosi con le unghie al tempo che rimane loro, trovando in ogni giorno un motivo per andare avanti. Mi hanno insegnato a non lamentarmi del mio quotidiano, sono sana come un pesce e passo il tempo piangendomi addosso. Dopo una lettura come Colpa delle stelle non si pensa più di essere 'vittime' della routine."

Tre libri che odi
Noi siamo grandi come la vita di Ava Dellaira. Desiderato per una fraccata di tempo, l'ho nascosto e gli darò fuoco non appena lo ritroverò U.U non vorrei che un giorno i miei figli lo trovino e pensino "Che cazzo leggeva nostra madre?". Motivi di tanto odio, QUI

Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry. Sì sì lo so, è un classico eccetera ma io non lo posso soffrire, lo trovo sopravvalutatissimo e in più il principino mi sta sulle palle talmente è antipatico. A mia discolpa dico che probabilmente l'ho letto al limite dell'età per apprezzarlo, ossia a ventisette anni. E per fortuna in ebook perchè non sarebbe rimasto a lungo dentro casa

Se solo fosse vero di Marc Levy. Mi domando dove i lettori traggano la forza per amare Levy, ogni volta mi capita il nome dell'autore sotto gli occhi mi ritrovo a patire per loro. Leggerlo è stata veramente una tortura. Guardate il film se volete sopravvivere per raccontarlo ma mai MAI leggere questo libro! Recensione QUI

Gli ultimi tre libri aggiunti alla wishlist
Ex drummer di Herman Brusselmans. Visto il film eoni fa, non avevo la minima idea fosse tratto da un libro fino ad ottobre. Ora la curiosità c'è, spero di poterla colmare presto

Dissertazione sopra i vampiri di Giuseppe Davanzati. No dico, pensereste mai che anche Twitter possa contribuire ad allungare le vostre wishlist? Certo che no! Grazie @LeleManu ti voglio bene 😋

Ricette per la felicità. Antologia leopardiana per il piacere e per vivere meglio di Giacomo Leopardi. E beh, Giacomo! Giacomo come forse non l'avete mai visto se avete snobbato lo splendido ritratto che ne è stato fatto ne Il giovane favoloso (recensione QUI). Devo averlo

Tre libri aggiunti da tanto alla tua wishlist
The heroin diaries. Un anno nella vita di una rockstar allo sbando di Nikki Sixx, Ian Gittins. Qui c'è veramente da spararsi un colpo perchè l'ho aggiunto in wishlist più o meno all'epoca della sua pubblicazione, nel lontano 2010. Dapprima il motivo principale che mi occludeva l'acquisto era il prezzo di copertina (€ 22 per una non ammiratrice dei Mötley Crüe non esiste), poi il fatto che non è mai disponibile online, l'ebook naturalmente non è stato prodotto se non in lingua... riuscirà la nostra eroina (ahahah) a leggere questo libro?

Un urlo rosso sangue di Marilee Strong. Non sono sei anni ma è comunque tanto tempo, ho un file pdf non esattamente leggibile perchè originato da fotocopie. Confido in un miracolo per recuperarlo ad una cifra inferiore a € 35 e possibilmente immacolato. Del resto se è sbucato fuori Gli interessi in comune (sborsando solo € 7) c'è speranza per tutto

Pinocchio 2112 di Silvio Donà. L'ispirazione non è mai diminuita, complice non esserci in versione ebook sarei tentata di acquistarlo ma ciò equivarrebbe ad uscire dalla comfort zone. Fantascienza, e se dovesse non piacermi? Che indecisione!

I tuoi generi preferiti
Tendo a non lasciarmi condizionare leggendo di tutto, sono interessata alle storie vere (non necessariamente biografie, anzi!) e ai romanzi per ragazzi con una predilezione per il genere young adult. Molto spesso sono meglio di quelli per adulti, più scorrevoli e trascinano il lettore alla riflessione. Mi piacciono i libri che prendono in esame tematiche difficili come droga, depressione, autolesionismo, suicidio e tutti quelli trattanti i disturbi alimentari

I generi che apprezzi di meno
Giallo, fantasy e romance in genere, l'ultimo nato chick lit, gli Harmony e i cosiddetti porno da leggere che istigano al suicidio l'intera letteratura. Cioè non che il genere erotico sia una novità (vedi Venere in pelliccia o Tropico del Cancro), ciò che mi fa ribrezzo sono le puttanate (scusate ma qua bisogna scriverlo) che propinano come alternative e rivoluzionarie, con uomini sempre bellissimi, arrapatissimi e soprattutto ricchissimi, e donne squallide ma vogliose e che non hanno mai il ciclo mestruale nel momento clou. Poi le descrizioni degli amplessi sono fenomenali, ribaltamenti di letti, lenzuola strappate, lei che viene SEMPRE, lui che non ha MAI bisogno della pillola completando il tutto con erezioni vistose pur avendo superato gli anta da diversi anni. NO, NO e NO! Possono anche essere ilari ma 1) come si fa a credere che certi uomini e certe situazioni 'perfette' esistano davvero?, e 2) come è possibile la presenza sulla Terra di donne aventi bisogno di simili espedienti per godere e sognare? Si può godere e sognare benissimo anche senza spazzatura, a cominciare dalla scelta dei libri che, nel caso suddetto, non rientrano assolutamente nella buona letteratura. Ci avranno mandati a scuola per avere una cultura o per restare capre?

Quanti libri leggi per volta?
Uno solo, per assaporare la storia in ogni suo particolare. Non che non abbia provato a leggerne due ma mi trovo meglio così, non ho fretta di terminarlo per riporlo e passare subito all'altro e poi già ho poco tempo per leggerne uno. Solitamente leggo la sera a letto prima di addormentarmi, di giorno ho sempre qualche faccenda da sbrigare (e se non ce l'ho me la creo navigando su internet, chiacchierando al telefono, andando a passeggiare) per cui il tempo da dedicare alla lettura non è così ampio come si supporrebbe

Il tag si conclude qui, non taggo nessuno per permettere ad ognuno di voi di rispondere liberamente alle domande. Però vi incito a farlo, in particolare per scoprire se abbiamo gusti in comune e prendere spunto per nuove letture!
A presto!

martedì 15 novembre 2016

Quattro idee per Babbo Natale che non sa mai cosa portarmi in dono


È Natale, è Natale! Par presto per parlarne ma non lo è. Lo ben sanno le case editrici che in un momento propizio per le vendite come la Natività sfornano tutte insieme titoli da aggiungere alla mai troppo lunga lista dei desideri. Come ignorare le loro tentazioni nella mera illusione di smerciarci il regalo indimenticabile per gli anni a venire? Ed ecco qui, altre quattro uscite fresche di stampa (l'ultima anzi ancora in gestazione) che mi preparo psicologicamente ad accogliere nella mia libreria oramai stracarica... beh io incrocio le dita!

Titolo: Tossici. L'arma segreta del Reich. La droga nella Germania nazista
Autore: Norman Ohler
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 20 ottobre 2016
Genere: Saggio, Storico
Pagine: 382
Prezzo: € 22,00
Il 31 ottobre 1937, gli stabilimenti Temmler registrarono all'Ufficio brevetti di Berlino la prima metilanfetamina tedesca. Nome commerciale: Pervitin. La nuova versione dei farmaci "rivitalizzanti" si diffuse in maniera capillare nella società dell'epoca. "L'eccitante esplose come una bomba, dilagò come un virus e iniziò ad andare a ruba, diventando ben presto normale quanto bere una tazza di caffè." Lo prendevano studenti e professionisti per combattere lo stress, centraliniste e infermiere per star sveglie durante il turno di notte, chi svolgeva pesanti lavori fisici per superare la fatica; e lo stesso valeva per i membri del partito e delle SS. Nel 1939, grazie a Otto Ranke, fisiologo della Wehrmacht, il farmaco prende piede in ambito militare. Anche Mussolini – il paziente "D" – fu tenuto sotto stretta sorveglianza dai medici nazisti. Testato durante l'invasione della Polonia, viene distribuito ai soldati delle divisioni corazzate di Guderian e Rommel in procinto di attraversare le Ardenne e inventare il Blitzkrieg, quando la velocità dei mezzi e la capacità di resistenza degli uomini diventano un fattore decisivo. Basato sulle ricerche dell'autore negli archivi tedeschi, che conservano anche le carte del medico personale di Hitler, questo libro è il primo tentativo di indagare il legame tra la struttura del regime nazista e l'uso delle droghe per plasmare e rinforzare la società tedesca.
Perchè lo voglio: Guardate QUESTO documentario e vorrete saperne di più anche voi. Lo bramo da quando è uscito in patria, titolo (traduzione dell'originale: La totale euforia) e copertina scelti purtroppo lasciano un po' a desiderare ma se è il prezzo da pagare per leggerlo nella propria lingua, che sia

Titolo: Conan il barbaro
Autore: Robert E. Howard
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 31 ottobre 2016
Genere: Fantasy
Pagine: 738
Prezzo: € 25,00
Nella remota era Hyboriana, in un'epoca di forze oscure e minacciose, vive Conan; è un mercenario rozzo e violento, ma anche un uomo dotato di lealtà e coraggio, il più riuscito rappresentante del "fantasy eroico".
Perchè lo voglio: Non lo considero uno dei miei film preferiti ma se capita lo guardo sempre volentieri. È fatto molto bene sia a livello di recitazione, impatto visivo e musiche. Questo volume raccoglie per la prima volta tutte le storie più un romanzo dell'epopea di Conan in ordine cronologico di pubblicazione, indi finalmente non sono costretta a leggere un fumetto e l'edizione è curata e rilegata, cosa che gradisco mucho bien(?). E scusate ho barato, è già in mio possesso da qualche giorno, è scontato del 25% (vale a dire lo pagate 18,75 invece che 25) sia nelle librerie fisiche che online fino al 27 novembre, se vi aggrada approfittatene subito!

Titolo: Un dono speciale di nome Bob
Autore: James Bowen
Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 8 novembre 2016
Genere: Romanzo, Autobiografia
Pagine: 210
Prezzo: € 17,90
È passato ormai qualche anno dal giorno in cui James ha trovato, nell'ingresso del suo alloggio a Londra, un gatto rosso, randagio e ferito: Bob. Per James, musicista di strada, quell'incontro ha segnato una svolta. Occuparsi di Bob gli ha dato infatti la forza e la motivazione di cui aveva bisogno per buttarsi alle spalle i problemi di droga e alcol e ricominciare da zero. Le giornate trascorse insieme per le vie di Londra si sono rivelate una piacevole e inaspettata sorpresa. Non solo perché la strada è sempre un'incredibile maestra di vita. Ma soprattutto perché Bob è il gatto più intelligente e intraprendente che James abbia mai incontrato e gli insegnamenti più importanti li deve proprio a lui. Giorno dopo giorno, è come se Bob gli indicasse la direzione giusta, dandogli una ragione per vivere, per sorridere. E forza e affetto nei momenti più difficili. Anche adesso che la loro vita assomiglia a un sogno, Bob non smette di regalargli straordinarie lezioni di vita. I due protagonisti di "A spasso con Bob" tornano a raccontarsi tra queste pagine, un libro intenso e magico come la vita, per riscoprire la gioia delle piccole cose e il vero significato del Natale.
Perchè lo voglio: Mi pare sia chiaro il mio affetto per questa coppia affiatatissima (vedi QUI e QUI), è vero che questo terzo titolo è finalmente giunto in Italia per il solo fatto che è uscito il film ma mi manca, mi mancano loro due e ce li ho tutti rilegati *.* (foto)

Titolo: I 100 migliori dischi black metal
Autore: Stefano Cerati, Roberto D'Errico, Barbara Francone
Editore: Edizioni BMS
Data di pubblicazione: 10 dicembre 2016
Genere: Saggio, Musicale
Pagine: -
Prezzo: € 10,00
Il black metal ha avuto una rilevanza tale nella storia del rock che è anche difficile considerarlo solo un sottogenere del metal. Ha una dignità propria e caratteristiche etiche e attitudinali che lo staccano nettamente da qualsiasi altra forma di musica estrema, anche se i primi semi sono germogliati dal metal classico degli anni '80, dal thrash, ma anche dall'ala più estrema del punk.
Il movimento in sé è importante e unico per due fondamentali motivi: è stato l'unico fenomeno rock di una certa rilevanza mondiale che non sia stato originato in una terra anglofona, Regno Unito, USA o Australia. Inoltre è stato il genere che ha portato i confini dell'estremismo e della sperimentazione talmente in là da non potere ipotizzare di poter spostare l'asticella più in alto.
Nonostante il black metal sia nato, germogliato e proliferato soprattutto in Scandinavia, i suoi semi malefici si sono sparsi in tutto il mondo, in Germania, Francia, in Italia, nell'Europa dell'Est ed hanno attecchito anche in Paesi insospettabili come il Giappone. Discorso a parte bisogna fare per gli Stati Uniti che nella fase di esposizione acuta del fenomeno sono stati piuttosto defilati per poi esplodere a livello di interesse e di numero di band con una nuova ondata che infatti è stata denominata USBM, United States Black Metal.
Oggi il black metal è ancora una delle scene più vitali del metal proprio perché i musicisti del genere hanno mantenuto un'attitudine radicale verso la sperimentazione, un coraggio e un'innovazione che non si ritrovano in altri generi più cristallizzati ed omogeneizzati. Ed è questa onestà artistica di fondo, unita ad una personalità di frontiera piuttosto anticonformista che ha permesso al black metal di resistere per trent'anni e di essersi guadagnato il rispetto e l'ammirazione di una folta legione di fan che va ben al di là del semplice gusto musicale.
Sicuramente non è una musica per tutti, così è sempre stato e così dovrebbe sempre essere.
Perchè lo voglio: Perchè si è sempre parlato della cronaca oscurando completamente o quasi il lato musicale del fenomeno, e sono curiosa di vedere quali secondo i tre signori compilatori dell'opera (tra cui una donna, non sono sessista ma non è un genere che ha molta presa sul pubblico femminile. Quindi tu sei un uomo. No! Sì! No! Sì! No!) sono i cento fondamentali del genere

Bene, questi sono i quattro titoli aggiuntisi recentemente alla mia lista di libri da possedere assolutamente in cartaceo (vi rimando al post QUI) e che sarei felice di trovare sotto l'albero al posto delle classiche mutande e profumi che non utilizzerò. Le mutande magari sì ma ne ho pieni i cassetti. E le palle... di Natale.
Quando arrivano le feste sono attorniata da gente che va nel pallone e mi regala di queste cianfrusaglie come se avessi quattordici anni per l'eternità. Di certo non li indirizzerò a questo post, ma farò capire loro che sono divenuta più esigente (ogni anno se lo dimenticano).
E voi cosa intendete chiedere a Babbo Natale? A presto!